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Il monumento all'ocarina: nuova opera della Mignoli

La ceramista di Budrio e gli alunni continuano a decorare il paese


14/04/2017

di Sandro Vacchi


Budrio, paesone della Bassa bolognese, è di recente salito ai disonori della cronaca nera a causa degli omicidi di Igor il Russo. Eppure meriterebbe di essere conosciuto per ben altro, a cominciare dall'arte e dalla cultura.
Chi meglio di ogni altro illustra la patria dell'ocarina e di Quirico Filopanti è una ceramista che una ne fa e cento ne pensa, instancabile promotrice culturale e motivatrice di alunni, decoratrice apprezzata di antiche pareti del centro storico, di fontane e percorsi pedonali. Si chiama Lorenza Mignoli, in questo periodo impegnatissima con una serie di progetti anche oltre le mura rinascimentali di Budrio.
Fermiamoci in paese, per cominciare. Il 29 aprile sarà inaugurato un monumento all'ocarina, sotto il torrione sud-est, in un giardinetto adiacente proprio le mura. Una sagoma piatta di ocarina, lo strumento musicale inventato proprio a Budrio un secolo e mezzo fa, montata su un piedistallo tondeggiante ricoperto di elementi in terracotta, si erge, due metri per tre, con una faccia volta a est e l'altra a ovest, ricoperta di migliaia di elementi ceramici smaltati. Su una facciata, poi, un paesaggio notturno liberamente ispirato alla Notte Stellata di Van Gogh e sull'altra una distesa di campi ricchi di frutti e di spighe. Autori del tutto, gli alunni delle scuole elementari “pilotati” da Lorenza.
I bambini hanno lavorato l'argilla con le loro mani, mentre la Mignoli ne ha seguito l'essicazione e la cottura. In seguito gli alunni hanno smaltato i tasselli prima di una seconda cottura. Infine l'installazione in un'aiuola al centro di un piccolo parco fiorito, accanto a uno degli antichi torrioni della cinta muraria del paese, a pochi passi dalla scuola per l'infanzia.
«Da ormai dieci anni portiamo avanti un lavoro congiunto con i bambini delle scuole, un lavoro sempre più proficuo e direi anche molto bello» commenta la Mignoli. Gli alunni di quarta ogni anno realizzano un'opera d'arte destinata a uno spazio pubblico del “loro” paese, ormai decorato in ogni angolo; opere di ragazzini che sembrano però ideate da adulti, tanto sono complesse nella loro plasticità.
La prima fu una serie di formelle quadrate incastonate lungo una pista ciclabile che corre lungo le mura. In seguito è stato ravvivato il muro di cinta, in verità anonimo, di un asilo nido. Come? Con una serie di aquiloni in ceramica e un bambino che ne rincorre uno: sembra un dipinto di Chagall.
È stata poi la volta dell'ocarina. A Budrio si tiene ogni due anni il festival internazionale dello strumento, e durante la manifestazione del 2013 fu scoperta l'opera che fece gridare alla meraviglia: l'albero delle ocarine, settecento tasselli in ceramica murati a formare una pianta alta cinque metri inclinata dal vento della musica e dell'arte. Fotografato da tutti coloro che passano, l'albero è stato scelto come sfondo per l'immagine ufficiale del gruppo musicale dell'ocarina budriese.
Il progetto successivo ha portato alla trasformazione di una fontana in una moderna piazza del paese con simboli multicolori dedicati all'esistere, accompagnati da formelle che recitano una serie di diritti: autori gli stessi bambini.
Il lavoro del 2015 ha portato alla realizzazione di una coppia di sinuose panchine in muratura ricoperte con tremila pezzi in ceramica, fra ocarine e dischetti colorati.
I cento-centocinquanta alunni delle quarte classi elementari sono così diventati gli urbanisti di Budrio, sotto la guida dell'architetto capo Lorenza, con opere sempre più ambiziose, come il monumento all'ocarina appena realizzato.
La Mignoli continua anche la propria attività professionale, ovviamente. Alla galleria Biznaga di Venezia, in Fondamenta Tolentini a Santa Croce, rimarrà aperta fino al 25 aprile la sua “personale” intitolata Non serve altro, che raccoglie parte delle opere già esposte a Budrio lo scorso anno. Il tema delle ceramiche è quello dell'Oggi, sviluppato grazie alla tecnica giapponese del Raku, una piccola esplosione vulcanica sotto le dita dell'artista. «Dobbiamo attendere il risultato, non preordinarlo. Se ci comportassimo così anche nella vita saremmo forse più sereni» conclude la Mignoli con un sorriso beneaugurante.

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