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Il monumento all'ocarina: nuova opera della Mignoli


26/07/2017

di Sandro Vacchi


Prima o dopo la faranno sindaco di Budrio. Nel paese della Bassa bolognese, infatti, nessuno è più conosciuto di lei, così come nessun altro continua a fare altrettanto per abbellire angoli, risvegliare la sensibilità artistica delle persone, coinvolgere decine di alunni. Il tutto utilizzando la ceramica, spesso in omaggio all'ocarina, simbolo di Budrio che da metà Ottocento, dalla sua invenzione, è rimasto sempre identico a sé stesso, ma altrettanto statico nella percezione comune.
Lorenza Mignoli ha del tutto rinnovato, modernizzato e reso fruibile lo strumento musicale, inserendolo nel tessuto urbano con una serie di opere che vanno ben oltre il concetto che il profano ha di realizzazione in ceramica.
L'ultima è il Monumento all'Ocarina, una realizzazione sui tre metri di lunghezza installata nel giardinetto antistante il torrione di sud-est delle antiche mura, uno degli angoli più suggestivi del paese. Non una scelta casuale, ma compiuta per valorizzare da un lato l'opera storica e monumentale, dall'altro il simbolo della zona. L'area è stata scelta dalla ceramista insieme a Fabio Galliani, uno dei più noti solisti di ocarina del mondo, durante una serie di perlustrazioni.
Detto e fatto, come sempre, poiché Lorenza Mignoli è più veloce della luce. Ha radunato i suoi scolari, 240 alunni sui dieci-dodici anni, che quando lei propone qualcosa sono più entusiasti che di essere interrogati in matematica. In due anni scolastici hanno così realizzato la bellezza di 5.500 tessere in ceramica, dipingendole una a una, e con un lavoro di una certa complessità le hanno incollate sulla struttura portante, ovviamente guidati dall'artista. Genitori, professionisti e aziende hanno collaborato: chi ha calcolato i pesi, chi ha posato le fondamenta, chi ha installato le luci di illuminazione. E, alla fine, il monumento è apparso, in una esplosione di colori.
La facciata orientale della grandissima ocarina è un omaggio al sole, ai campi, in qualche modo alla vocazione agricola del luogo; la facciata ovest è invece dedicata al tramonto, alle stelle, al cielo notturno, quasi una moderna rivisitazione della volta stellata di Galla Placidia a Ravenna.
Al momento della scopertura, tutti sono rimasti a bocca aperta e l'opera di volontariato artistico è diventata in un niente uno dei nuovi simboli di Budrio. Come le piastrelle installate sui passaggi pedonali alcuni anni fa, sempre da Lorenza e dai suoi alunni, e la fontana della solidarietà realizzata in una delle nuove piazze del paese. Ma soprattutto come lo stupefacente albero delle ocarine che occupa tutta una parete esterna del museo dedicato allo strumento musicale, e che ora ha un fratello in questa ultima realizzazione: monumento alla plasticità, alla fanciullezza e alla musica.

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