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Il "passaggio" dalle vecchie rottamazioni al saldo e stralcio con sconti fra il 65 e il 90%

È inoltre possibile abbandonare le precedenti definizioni che non si sono ancora perfezionate con il versamento delle somme dovute


07/01/2019

di Salvina Morina e Tonino Morina


Le persone fisiche, che possono accedere alla quarta rottamazione a saldo e stralcio, con sconti variabili dal 65 al 90 per cento, possono anche “abbandonare” le precedenti rottamazioni che non si sono ancora perfezionate con il versamento delle somme dovute. È infatti stabilito che possono essere estinti, anche se già compresi nelle precedenti rottamazioni, i debiti relativi ai carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017, derivanti dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di accertamento a fini Irpef e Iva, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni, o dall’omesso versamento dei contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’Inps, con esclusione di quelli chiesti a seguito di accertamento. 
Passaggio alla rottamazione a saldo e stralcio - Il “passaggio” alla rottamazione a saldo e stralcio può quindi riguardare i predetti debiti compresi nella rottamazione prima o seconda edizione, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, e all’articolo 1, comma 5, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, per le quali il debitore non ha perfezionato la relativa definizione con l’integrale e tempestivo pagamento delle somme dovute. I versamenti eventualmente effettuati a seguito delle predette dichiarazioni restano definitivamente acquisiti e non ne è ammessa la restituzione. Gli stessi versamenti sono comunque computati ai fini della definizione della rottamazione a saldo e stralcio. Per i debiti che “passano” dalle vecchie definizioni alla rottamazione a saldo e stralcio potrebbe anche capitare che i versamenti effettuati siano già sufficienti per estinguere i carichi rottamabili. In questo caso, non si avrà alcun rimborso, ma la domanda per beneficiare del saldo e stralcio va comunque presentata entro il 30 aprile 2019. 
Accesso vietato per chi ha un Isee superiore a 20mila euro - Per accedere alla definizione a saldo e stralcio deve sussistere una grave e comprovata situazione di difficoltà economica, che si verifica nel caso in cui l’Isee del nucleo familiare non è superiore a 20mila euro. Al riguardo, si ricorda che l’Isee è l’indicatore della situazione economica equivalente, che serve a valutare e confrontare la situazione economica delle famiglie. 
Per le persone fisiche in grave difficoltà economica, i debiti tributari e contributivi possono essere estinti senza pagare:

  • le sanzioni comprese in tali carichi;
  • gli interessi di mora.

Domanda da presentare entro il 30 aprile 2019 - Le persone fisiche che intendono accedere alla definizione agevolata a “saldo e stralcio” devono: 
-presentare apposita dichiarazione entro il 30 aprile 2019, in conformità alle modalità individuate dall’agente della riscossione, da pubblicare sul proprio sito internet nel termine massimo di venti giorni dalla data di entrata in vigore della legge 17 dicembre 2018, n. 136, di conversione del decreto legge 23 ottobre 2018, n. 119; considerato che la legge di conversione è entrata in vigore il 18 dicembre 2018, la modulistica dovrà essere pubblicata entro lunedì 7 gennaio 2019; 
-le somme dovute possono essere versate in unica soluzione entro il 30 novembre 2019, o in rate così suddivise: il 35 per cento con scadenza il 30 novembre 2019, il 20 per cento con scadenza il 31 marzo 2020, il 15 per cento con scadenza il 31 luglio 2020, il 15 per cento con scadenza il 31 marzo 2021 e il restante 15 per cento con scadenza il 31 luglio 2021; in caso di rateazione, si applicano interessi al tasso del 2 per cento annuo e non si applicano le disposizioni generali in tema di rateazione dei debiti tributari. 
Sconti variabili dal 65 all’84 per cento - Le persone fisiche che accedono alla rottamazione a saldo e stralcio devono pagare:

  1. a) le somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interessi, in misura pari:
  • al 16%, se l’ISEE del nucleo familiare non supera l’importo di 8.500 euro;
  • al 20%, se l’ISEE del nucleo familiare supera l’importo di 8.500 euro, ma non supera 12.500 euro;
  • al 35%, se l’ISEE è superiore a 12.500 euro e non superiore a 20mila euro;
  1. b) l’aggio maturato a favore dell’agente della riscossione ed il rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento.

Sconto del 90% per chi si trova in stato di sovra indebitamento - Si trovano, in ogni caso, in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica le persone fisiche per le quali è stata aperta alla data di presentazione della dichiarazione di definizione agevolata, cioè al 30 aprile 2019, la procedura di liquidazione di cui all’articolo 14-ter della legge 27 gennaio 2012, n. 3. Si tratta delle persone che si trovano in stato di sovra indebitamento, che hanno presentato la domanda per la liquidazione di tutti i propri beni. Queste persone potranno estinguere i loro debiti versando le somme affidate alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017, a titolo di capitale e interessi, in misura pari al 10 per cento, l’aggio maturato a favore dell’agente della riscossione ed il rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento. A questo fine, alla dichiarazione di definizione deve essere allegata la copia conforme del decreto di apertura della liquidazione. 
Ritorno dal saldo e stralcio alla rottamazione ter - E’ stabilito che entro il 31 ottobre 2019, l’agente della riscossione comunica ai debitori che hanno presentato la dichiarazione entro il 30 aprile 2019, l’ammontare complessivo delle somme dovute (e delle singole rate) nonché, se sussistente, il difetto dei requisiti prescritti dalla legge per il riconoscimento di grave difficoltà economica, o la presenza di debiti diversi da quelli definibili in base alle norme in esame, con conseguente impossibilità di estinguere il debito secondo le norme sul saldo e stralcio. Nel caso di comunicazione che nega l’accesso alla rottamazione a saldo e stralcio, l’agente della riscossione avverte il debitore che i debiti inseriti nella dichiarazione, se possono “rientrare” nella rottamazione ter, di cui all’articolo 3 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, sono automaticamente inclusi nella terza rottamazione, con indicazione delle somme dovute a tal fine. Il debito può essere estinto in unica soluzione entro il 30 novembre 2019. Può anche essere ripartito in diciassette rate: la prima, pari al 30 per cento del dovuto, scade il 30 novembre 2019, mentre il restante 70 per cento è ripartito nelle rate successive, ciascuna di pari importo, scadenti il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2020. Si applicano, a partire dal 1° dicembre 2019, gli interessi al tasso del 2 per cento annuo. 
Al riguardo, è curiosa questa rateazione per i “bocciati” dalla rottamazione a saldo e stralcio, che, pur essendo “rinviati” alla rottamazione ter, beneficiano di un calendario più lungo sia della stessa rottamazione ter, sia della rottamazione a saldo e stralcio. In partica, per chi pagherà a rate, in un massimo di 17 rate, la prima, pari al 30% del debito, dovrà essere versata entro il 30 novembre 2019, mentre il restante 70 per cento potrà essere pagato in sedici rate, di pari importo, cioè pari al 4,375% del debito, entro il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2020. In pratica, pagando due rate l’anno, l’ultima delle sedici previste, scadrà nel 2027, cioè il 30 novembre 2027. 
Insomma, una rateazione lunga 8 anni, dal 30 novembre 2019 al 30 novembre 2027. Il dubbio è che questa lunga rateazione sia frutto di una svista. 
Un esempio - È il caso di un contribuente che ha un debito complessivo di 100mila euro e che paga la prima rata di 30mila euro entro il 30 novembre 2019. Le altre sedici rate, tutte di pari importo, scadenti il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2020, saranno di 4.375,00 euro, e avranno le seguenti scadenze: 
prima rata, 31 luglio 2020; 
seconda rata, 30 novembre 2020; 
terza rata, 31 luglio 2021; 
quarta rata, 30 novembre 2021; 
quinta rata, 31 luglio 2022; 
sesta rata, 30 novembre 2022; 
settima rata, 31 luglio 2023; 
ottava rata, 30 novembre 2023; 
nona rata, 31 luglio 2024; 
decima rata, 30 novembre 2024; 
undicesima rata, 31 luglio 2025; 
dodicesima rata, 30 novembre 2025; 
tredicesima rata, 31 luglio 2026; 
quattordicesima rata, 30 novembre 2026; 
quindicesima rata, 31 luglio 2027; 
sedicesima e ultima rata, 30 novembre 2027. 
Sulle predette sedici rate, resta ferma l’applicazione, a partire dal 1° dicembre 2019, degli interessi al tasso del 2 per cento annuo. 
Tolleranza di cinque giorni per chi paga a rate - In caso di mancato integrale pagamento degli importi dovuti per la definizione, sia dell’unica rata, sia di una delle rate successive, la definizione non si perfeziona e il pagamento non potrà essere dilazionato. Così come è disposto per la terza rottamazione, per chi paga a rate, è prevista una tolleranza di cinque giorni. Nei casi di tardivo versamento delle rate non superiore a cinque giorni, non scatta perciò la decadenza dai benefici e non sono dovuti interessi.

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