Share |

Il problema dell’acqua pubblica privatizzata e la struttura sociale inosservata che ne è la causa prima


06/04/2021

di Andrea di Furia

Mentre il martellamento sul numero di contagiati e morti tra ceppo originario e variante inglese sta riempiendo ogni minuto della nostra attuale esistenza, veniamo distratti da una marea di problemi che pur sussistono irrisolti a livello sociale e che ricadranno comunque sui sopravvissuti a questa tragica esperienza: tanti o pochi che infine risulteranno.
Marea di problemi economici, politici e culturali su cui agisce, inosservata e a nostro danno, la struttura del sistema sociale. Quel sistema di cui tutti parlano, ma che in realtà non ne conoscono la struttura: struttura che è determinante per come le cose si possono o non possono concretamente svolgere.
Un conto, infatti, è se vige la Società liquida unidimensionale (la struttura del sistema in cui predomina sulle altre due dimensioni sociali la Politica) un conto è se vige la Società gassosa unidimensionale (la struttura del sistema in cui predomina sulle altre due dimensioni sociali l’Economia) come vedremo riguardo al referendum del 2011 sull’Acqua pubblica, che aveva abolito dal calcolo delle tariffe idriche l’«adeguatezza della remunerazione del capitale investito» con il voto di oltre 26 milioni di italiani.
Tema che, per uscire dalla mera denuncia sterile o dalla sterile polemica politica, richiede “conoscenza”: che si allarghi alle dinamiche dell’intero sistema sociale e non resti aderente solo alla questione, che affronteremo, del referendum.
Conoscenza che richiede interesse sociale vero, volontà di ascolto, capacità di mettere da parte le proprie opinioni. Chi ritiene di non disporne può fermarsi qui, mentre chi ne dispone troverà considerazioni capaci di orientarlo utilmente nella pratica e di far capire “al volo” l’inutilità del 95% delle soluzioni messianicamente sottopostogli dai media, dai litigiosi talk show e dai blog su internet.
Veniamo perciò ai proponenti il referendum, che volevano sottrarre questo bene pubblico dell’Acqua alle (onnipervasive oggi) leggi dell’Economia: convinti che le ragioni giuridiche a vantaggio della Comunità servita (focus della Società liquida politica) potessero prevalere sugli interessi economici (focus della Società gassosa economica) del profitto privato.
Ma non avevano fatto i conti con l’Oste! Infatti, non la Società liquida politica, ma la Società gassosa economica vige (diciamo: è l’asso pigliatutto) socialmente oggi. Perciò non considerando la struttura del sistema (geneticamente ostile in toto alle loro ragioni) i promotori del referendum si sono poi meravigliati del fatto che nonostante la clamorosa vittoria… nulla è cambiato negli anni successivi.
Errare è umano, perseverare è diabolico! Ignorando la decisiva incidenza contraria del sistema (della struttura unidimensionale malata del sistema attuale a predominio economico) Codacons, Federconsumatori e Associazione Acqua Bene Comune Onlus hanno presentato ricorso al Consiglio di Stato contro il metodo tariffario approvato nel 2012 dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) per calcolare la tariffa che gli utenti devono pagare ai loro gestori per la fornitura e il trattamento delle acque.


I ricorrenti lamentavano il fatto che l’Aeegsi non avesse rispettato, nell’elaborazione dei metodi di calcolo, gli esiti del referendum che aveva abolito dal calcolo delle tariffe idriche l’«adeguatezza della remunerazione del capitale investito». Il Consiglio di Stato ha serenamente respinto il ricorso.
Come mai? Il referendum è diventato carta igienica politica? Così come lo sta diventando il diritto personale di scegliere la cura?
Secondo il supremo giudice amministrativo: ai sensi della normativa italiana ed europea attualmente in vigore il servizio idrico è un servizio ‘a rilevanza economica’ e gli interessi sul capitale proprio investito si devono pagare in ogni caso, perché rientrano nel principio di totale copertura dei costi come ci insegna la scienza ‘esatta’ dell’economia industriale. Dunque, nessun referendum popolare potrebbe stabilire il contrario.
Il quesito referendario del 2011 è stato del tutto inutile: il servizio idrico è un servizio pubblico locale a rilevanza economica da gestire secondo le leggi del mercato: impensabile, perciò, rendere il governo e la gestione dell’acqua estranei alle logiche del profitto. Impensabile nella Società gassosa economica!
Non è questo indicativo di un processo molto preoccupante? il progressivo appiattirsi del diritto sulla scienza economica? Tale processo avviene in due modi: da un lato attraverso un’interpretazione della normativa in vigore che privilegia le ragioni dell’efficienza economica su quelle della natura del servizio pubblico, dall’altro con l’ingresso diretto della scienza economica (attraverso lo strumento della consulenza tecnica) all’interno della decisione giudiziaria.
C’è, in questo, un’evidente subordinazione delle ragioni della politica agli interessi dell’economia causata dalla diversa strutturazione di sistema da cui ciascun punto di vista prende la sua forza originaria.
Nell’attuale Società gassosa a predominio assoluto dell’Economia tutto ciò che è Politica, quindi anche le ragioni giuridiche, debbono subordinarsi ubbidientemente ai voleri del profitto: divenuto fine ultimo malsano del sistema sociale e non più mezzo utile sano.
Di questo aspetto fondamentale del problema sociale non ci si è ancora resi conto, sicché meravigliarsi o dolersi dello stato di cose negativo è sintomo di ignoranza sociale di fronte a una malsana strutturazione di sistema che ha la forza dello tsunami: l'unidimensionalità tutto travolge e porta con sé!
La strutturazione del sistema (unidimensionale, bidimensionale, tridimensionale) è il Convitato di Pietra, il perché di tutti i problemi sociali odierni e precede il per Chi?, ossia a vantaggio di chi ciò succede: che è di norma quello che si ricerca e si denuncia, ma che poi non incide sulla realtà. Tutto rimane inalterato.
Quello che dovrebbero studiare con attenzione i Sociologi e i Commentatori del sociale tridimensionale (economico, politico e culturale) è che non osservando questo fenomeno che è originario, primario su tutti gli altri, e solo registrando il “cosa” avviene o anche, come vedremo, il “come” – quindi con l’occuparsi solo della “sostanza sociale” e non della “forma strutturale sociale” – non si dà nessuna utile indicazione per la risoluzione del fenomeno sociale malsano: soltanto si rinvia sempre e comunque ad una lotta per il predominio tra dimensione politica (Società liquida) e dimensione economica (Società gassosa).
Con la dimensione culturale, oggi vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro, che sale di volta in volta sul carro del più forte, come abbiamo spesso visto nella storia degli ultimi 160 anni. Potremmo calcolare per circa un secolo sul carro dell’unidimensionalità strutturale politica malsana dominante (Società liquida), mentre sul carro dell’unidimensionalità strutturale economica malsana dominante (Società gassosa) è salita nei restanti 60 anni fno ad ora.
Va capito, e i fatti odierni dovrebbero riuscire a dimostrarlo a chi ha ancora occhi per vedere e orecchi per udire naturalmente, quanto forte è il potere nella Società gassosa dell’Economia e dei suoi interessi; e che il punto di vista solo sostanziale (il cosa o il come o il per Chi?) non è più sufficiente per offrire un orientamento fecondo alla soluzione dei vari problemi sociali.
Problemi che hanno causa primaria strutturale e vanno perciò prima risolti dal punto di vista strutturale! E non dal punto di vista sostanziale che - come ha osservato per la Sociologia Zygmunt Bauman, senza essere capito fino in fondo – è solo il primo gradino raggiunto da questa scienza, e non incide in nulla nel sociale!
A riprova di ciò, dopo aver visto il “cosa” (ossia, il rigetto delle ragioni giuridiche dei ricorrenti da parte del Consiglio di Stato) vediamo ora il “come” ciò avviene.


Il giurista francese Alain Supiot, autore di La sovranità del limite, ne aveva individuato le ragioni nel fatto che «La struttura linguistica e il Mercato appaiono dunque oggi come i due punti di riferimento attorno ai quali le scienze sociali strutturano la loro ricerca delle leggi sotterranee che governano le questioni umane».

La prova del primo punto sta proprio nella locuzione “rilevanza economica” applicata al servizio idrico. A inizio terzo millennio nel linguaggio legislativo il concetto di «rilevanza industriale» viene sostituito con quello più ampio e indefinito di «rilevanza economica» al fine di definire le caratteristiche di quei settori, nell’ambito del servizio pubblico locale, nei quali si doveva procedere con affidamenti mediante procedure a evidenza pubblica.

Da allora la “rilevanza economica” funge da paradigma linguistico attraverso cui il mercato entra prepotentemente nel settore dell’acqua. Con ciò i servizi idrici all’interno dei servizi pubblici locali entrano dalla porta principale nel “regime di libera concorrenza” e anche all’interno della competenza esclusiva statale in materia di tutela della concorrenza.

Qui è palese che la tutela statale della concorrenza in un sistema di Società liquida (rispettoso delle primarie ragioni politiche-giuridiche) è assai diversa dalla tutela statale della concorrenza in un sistema di Società gassosa (rispettoso dei primari interessi economico-finanziari): come è appunto reso evidente dalla triste fine delle aspettative (totalmente infondate... in un sistema a predominio assoluto economico come l’attuale) dei volenterosi ricorrenti Codacons, Federconsumatori e Associazione Acqua Bene Comune Onlus.

La prova inconfutabile del secondo punto di Supiot (l’intromissione diretta a gamba tesa della scienza economica nelle decisioni giuridiche) sta nel fatto che i giudici del Consiglio di Stato si affidano alla consulenza tecnica di tre economisti per definire se le tariffe idriche vengono calcolate correttamente: solo la scienza economica può dire al diritto come comportarsi per il calcolo delle tariffe determinando così una vera e propria subordinazione della razionalità giuridica all’interesse economico.

Se portiamo questa conclusione (causata direttamente dalla struttura unidimensionale a predominio assoluto economico) anche su altri problemi economico-giuridici, ci accorgiamo che è ormai la situazione dominante.

Prendiamo due esempi: il lavoro e il continuo arretramento nelle ultime riforme delle ragioni giuridiche sociali (umane!) rispetto alle antisociali ragioni del profitto (ente sempre più finanziariamente disumano!); e l’idolatria vaccinica per cui lo Stato obbliga giuridicamente le Persone a vaccinarsi (qui la frode linguistica è parlare di pandemia e non di epidemia) e gli interessi di profitto dei produttori di vaccino sono fatte prevalere sulle ragioni culturali di libera scelta di cura delle Persone (che potrebbero curarsi con altri sistemi, ma che vengono mediaticamente orientate od obbligate legislativamente a usare i vaccini come unica cura).

La scelta politica nella Società gassosa economica viene così affidata esclusivamente al Mercato, con buona pace della Comunità statale, senza lasciare alcuno spazio per una allocazione alternativa delle risorse affidata ad una diversa gerarchia di valori (come quella che sta alla base della scienza giuridica o della vita culturale).

Lo stato di fatto antisociale "per causa strutturale gassosa”, tuttavia, rischia di non essere chiaramente compreso fino in fondo neppure dai Sociologi. E invece di realtà strutturale da affrontare si parla invece di “rischio” del passaggio ad una gestione non più politica, ma sub-politica.


Il sociologo Ulrich Beck – che con la sua visione della Società del rischio è il “cantore” della Società gassosa economica, così come Zygmunt Baumann è il “cantore” della Società liquida politica - ha sottolineato che le decisioni su come guidare i processi di investimento in ambito pubblico non sono tanto il risultato di una decisione diretta dei vertici imprenditoriali, quanto un effetto collaterale:
«È importante sottolineare che il metapotere di indirizzare gli investimenti non dipende da vertici manageriali che perseguono attivamente un disegno politico. Piuttosto, accade loro di fare “politica” come effetto collaterale. Il loro coinvolgimento non è né politico né non-politico è una sorta di sub-politica globale».

Sub-politica che, tradotta nella realtà attuale, è piena sottomissione delle ragioni politiche agli interessi dell’Economia planetaria. Vale a dire che viene perseguita la piena sottomissione della Comunità statale agli interessi di profitto economico sovranazionali: la nuova schiavitù globale bramata dagli Adepti dell’antisociale religione economica neoliberista che privatizza gli utili e nazionalizza le perdite.

Due le prove ulteriori che rammento al lettore:

  1. 1: La lettera del Commissario europeo Olli Rehn al ministro dell’Economia Giulio Tremonti con questionario allegato di 39 punti da chiarire, tra cui al punto (25) si chiede: “Potrebbe il governo fornire ulteriori indicazioni per spiegare quali riforme sono considerate nel settore dell’acqua, malgrado l’esito del recente referendum?”. Quel malgrado l’esito del recente referendum dice tutto. Se Tremonti non fosse stato defenestrato avrebbe risposto con il metodo tariffario approvato nel 2012 dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico; e poi con la coerente decisione del Consiglio di Stato nel 2017 si sarebbe chiuso l'episodio fastdioso del referendum. Come per i fattori della moltiplicazione, cambiando il ministro dell’Economia... il risultato non cambia.
  2. gli Adepti del neoliberismo che divengono Primi ministri di Stati sovrani per consolidare l’indirizzo strutturale “gassoso” sottostante: in Italia vedi Mario Monti nel 2011, e Mario Draghi nel 2021 (ma diversi altri prima).


Se adesso le terminologie di Società solida culturale, liquida politica e gassosa economica, quali tre diverse unilateralità strutturali antisociali di sistema, fossero entrate nell’uso comune grazie all’azione di una Scuola libera da condizionamenti politici (ieri) ed economici (oggi)… potremmo fermarci qui. Ma dato che la Scuola libera non è, ci si deve intendere su cosa prospetta per il nostro futuro sociale il tema odierno.

Per la Società gassosa oggi onnipervasiva, per il sistema sociale unidimensionale ad assoluto predominio economico-fnanziario, gli Adepti neoliberisti e la subordinazione delle ragioni giuridiche agli interessi economici sono quanto di più “sociale" possa esistere.

Quegli Adepti, addirittura, pensano di essere i benefattori dell’Umanità perché l’hanno finalmente strappata dalle grinfie e dalle prepotenze antisociali dei Politici (Adepti della Società liquida politica) e dei Religiosi (Adepti della Società solida culturale) incapaci, a loro avviso, di cogliere la realtà sociale e, conseguentemente, di operare le scelte più vantaggiose per tutti. E sull'incapacità di cogliere la realtà sociale e delle scelte, oggettivamente, non mancano le ragioni storiche a loro favore.

Queste montagne di Draghi dell’economia totalitaria mondiale - che hanno okkupato, approfittandosi dell’ignoranza sistemica sociale diffusa, tutti i più importanti posti di potere culturali, politici ed economici - si sentono con ragione “socialissimi”: molto più dei Socialisti politici o dei Preti operai.

Non sono “cattivi” in senso morale: sono totalmente teleguidati, nel loro pensare sentire e volere, dal folle demone economico (come direbbe un Adepto della Società solida a predominio culturale) o dalla folle ideologia neoliberista (come direbbe un Adepto della Società liquida a predominio politico).

Tuttavia, dal punto di vista strutturale reale che è tridimensionale (ovvero contemporaneamente economico, politico e culturale) - questi Adepti delle tre possibili forme unidimensionali di sistema sociale sono, tutti e tre nessuno escluso, perfettamente “antisociali”. Le ragioni storiche a sistegno delle tesi degli Adepti della Società liquida politica e della Società solida culturale per contrapporsi agli Adepti della Società gassosa economica attuale sono altrettanto oggettivamente valide.

Chi ama la prevalenza di una dimensione sulle altre due, qualunque essa sia, coltiva senza saperlo l'unidimensionale strutturale malsana che ne ha preso possesso: senza accorgersi, come il pesce nell’acqua, di nuotare nell’antisocialità più vorticosa.

Costui proietta, in chi non è d’accordo con la sua preferenza dimensionale, l’ostacolo all’evoluzione sociale che lui stesso è senz’accorgersene:
- non più libero nei suoi pensieri sociali sostituisce la dignità della Persona con il ruolo di schiavo dell’elite che rappresenta (attribuendosi il ruolo paternalistico-divino);
- condizionato nei suoi sentimenti sociali vede le Comunità statali come sudditi del proprio operato profittevol-giuridico (non più dunque giuridico in senso di aderente alla giustizia, ma giuridico quale suddito dell’ideologia del profitto);
- teleguidato nei suoi istinti volitivi sociali vede il Territorio ambiente come materia prima da distruggere per trasformarlo in denaro.

Come venirne fuori? Solo sparigliando il sistema sociale: da unidimensionale antisociale che è va trasformato in tridimensionale, che è sociale davvero. Altrimenti è solo una lotta di potere tra Adepti religiosi (scientifici, oggi), Adepti politici e Adepti economici: ognuno con la sua incontrovertibile verità parziale sociale, ma violentemente universalizzata e antisocialmente imposta a tutti.

Per tutti questi Adepti, nessuno escluso, un sistema sociale a struttura tridimensionale (la Società calorica equilibrata tridimensionale, appunto, come l’ho definita) se non è snobbata come una bislacca teoria è vista come un atto di lesa maestà: neppure da prendere in considerazione, tanto dogmatici sono.


Eppure, non esiste altra soluzione socialmente valida ed efficace: serve passare dalla raccolta indifferenziata del sociale tridimensionale (le malsane Società solida, liquida e gassosa) alla sua raccolta differenziata (la sana Società calorica tridimensionale equilibrata).

Peccato che al governo ci sia un Draghi adulto (e tutti gli altri) - in un misto fritto di antisocialità unidimensionali che fingono di collaborare tra loro - e non ci sia un Draghi bambino frequentatore, anche a distanza, della quinta classe elementare.

Lui e i suoi compagni di classe, la raccolta differenziata dei rifiuti urbani la fanno già benissimo. E l’hanno anche insegnata ai loro disattenti genitori. Per loro trasformare il Mercato nel bidone esclusivo della spazzatura sociale economica, lo Stato nel bidone esclusivo della spazzatura sociale politica, e la Scuola nel bidone esclusivo della spazzatura sociale culturale è davvero un gioco da ragazzi.

Le malsane commistioni e prevaricazioni quotidiane del profitto sul diritto – evidenti nel caso esaminato dell’Acqua pubblica, nell'emergenza sanitaria in atto e in numerosissimi altri casi – non potrebbero esistere in un sistema sociale “tridimensionale” equilibrato e socialmente sano.

Azioni antisociali viste paradossalmente come sociali da chi le mette in atto e che quotidianamente subiamo: indifesi da chi ci dovrebbe difendere e non si accorge che la causa di ciò, e del suo condizionato operato sociale di cui è tanto orgoglioso, è la struttura unidimensionale antisociale del sistema.

Va capito che Precarietà, Disoccupazione, Inquinamento ambientale ecc. non sono azioni antisociali “direttamente” causate da un povero diavolo (il Draghi della situazione, oggi in Italia) che sentiamo spesso maledire da chi - ignorando la necessità strutturale sistemica i n e v i t a b i l e di quel comportamento, a prescindere da chi firma le carte - dovrebbe invece sanamente pensare di “esser causa del suo mal”.

Ci domandiamo allora:Dobbiamo aspettare una o più generazioni ancora? Oppure l’inevitabile disastro sociale in arrivo sul primo binario della presente duplice crisi economica e ambientale, per muoverci?".

Dobbiamo ancora attendere senza intervenire sulla struttura sociale? mentre l’intero sistema viene meno e collassa sotto le azioni unilaterali dei vari Adepti unidimensionali antisociali che - ci sarebbe da piangere e non da ridere- ritengono invece di agire per la salvezza del mondo?

Possibile che ci sia così poca autocoscienza sociale (individuale-culturale, collettiva-politica, territoriale-economica) negli adulti da restare ancora sordi e ciechi di fronte alle continue prove contrarie alle loro “integralistiche” salvifiche convinzioni (o economiche, o politiche o culturali) unidimensionali antisociali?

E' così difficile prendere coscienza che è giunto il momento di passare alla Società calorica tridimensionale equilibrata? Ossia al sistema sociale tridimensionale che pratica la raccolta differenziata di ciò che è economico (nel Mercato) separandolo da ciò che è politico (e va raccolto nello Stato) e da ciò che è culturale (e va raccolto nella Scuola).

(riproduzione riservata)