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Il rebus Alitalia passa ora al nuovo Governo

Per la nostra compagnia di bandiera proposte migliorative, ma non ancora soddisfacenti 


16/04/2018

di Artemisia


Mentre Matteo Salvini e Luigi Di Maio litigano sul futuro governo, nel Paese si stanno giocando partite economiche cruciali. Oltre alla questione dei conti pubblici che bisognerà affrontare di qui a breve, c’è in sospeso il futuro della nostra ex compagnia di bandiera, l’Alitalia.
Il ministro Calenda,
nonostante sia in carica in un governo che si occupa solo dell’ordinaria amministrazione, sta accelerando per consegnare al nuovo esecutivo un progetto pronto per essere chiuso. L’offerta Lufthansa è finora quella più accreditata. I tedeschi hanno migliorato le condizioni, impegnandosi a garantire all’Alitalia il mantenimento delle rotte intercontinentali e livelli occupazionali senza tanti traumi. I tagli ci saranno ma non così drammatici come era stato ventilato in altre offerte. 
Calenda ha ammesso che nel destino della compagnia «ci saranno esuberi in ogni caso, ovviamente si possono ulteriormente ridurre con un negoziato ma importante sarà gestirli con tutti gli ammortizzatori possibili». Il ministro ha inoltre confermato la proroga di sei mesi per la vendita spiegando che occorre ancora tempo per limare l’accordo: «Le proposte sono in alcuni casi migliorative ma non soddisfacenti. E a esprimersi sul closing dovrà essere il nuovo governo». 
Di Maio ospite a “Porta a Porta” ha detto che «Alitalia è una delle società in Europa che ha meno dipendenti rispetto a tutte le altre compagnie di volo che ci sono». Si tratta di una affermazione errata. La compagnia italiana ha un organico di 12.500 dipendenti di cui 8.400 impiegati nell'aviation e 3.100 nell'handling
Le compagnie più grandi sono molto lontane, anche se Alitalia ci tiene a specificare che alcune di queste - soprattutto le low cost - hanno solo personale dedicato all'aviation e non all'handling. Lufthansa, impiega una media di 128.856 dipendenti, Ryanair ne ha invece circa 14 mila. Nella classifica europea delle maggiori venti compagnie aeree per numero di passeggeri – stilata da CAPA, società di consulenza specializzata nel mercato dell’aviazione - Alitalia si piazza tredicesima, con circa 22 milioni di passeggeri. 
Al primo posto, lontanissima, si trova Lufthansa, con 130 milioni di passeggeri, seguita da Ryanair (128,8 milioni), IAG – la compagnia nata dalla fusione della spagnola Iberia con British Airlines – (104,8 milioni), Air France-KLM (98,7 milioni), Easyjet (81,6 milioni). 
Precedono poi Alitalia, nell’ordine, Turkish Airlines (68,6 milioni), Aeroflot (50 milioni), Norwegian (33,2 milioni), SAS (29,7 milioni), Wizz Air (28,3 milioni), Pegasus (27,8 milioni) e TUI Group (23 milioni). 
Alitalia non ha “meno dipendenti” rispetto a tutte le altre compagnie aeree europee. È anzi ottava nel continente per numero di dipendenti, davanti – seppur di poco – a compagnie che trasportano molti più passeggeri. Ma bisogna tenere conto del fatto che circa un quarto del personale Alitalia è dedicato all'handling.

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