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Il risvolto della pandemia? Gli italiani spendono meno e, di riflesso, risparmiano di più. Ma non è un bene per l’economia


26/10/2020

Gli effetti distorsivi della pandemia legata al Covid-19 si fanno sentire e mostrano famiglie più povere, più preoccupate per il loro futuro ma anche con qualche risparmio in più sul conto corrente. È questa la fotografia scattata dal Global Wealth Report del Credit Suisse Research Institute nonché dall’Associazione bancaria italiana nel suo tradizionale bollettino mensile. 
In altre parole le famiglie, come sempre succede in tempo di crisi, tendono a tenere i soldi sotto il materasso, ma visto che siamo nel terzo millennio, in realtà si limitano a tenerli sul conto corrente invece di spenderli o investirli. Questo nonostante le entrate siano mediamente diminuite. E lo stesso stanno facendo le imprese, che tendono a far lievitare la liquidità di cassa ancor più dei privati. 
A conferma c’è un dato allarmante: secondo l’Abi sui conti correnti delle famiglie c’erano, a fine settembre, 1.682 miliardi di euro, cifra peraltro in costante aumento negli ultimi mesi, e che segna una variazione tendenziale (rispetto allo stesso mese dell’anno prima) dell’8 per cento. 
Questo sebbene la crisi scaturita dall’emergenza sanitaria abbia avuto un pesante impatto su redditi e risparmi, mitigato soltanto in parte dalle misure di stimolo approntate dal Governo per sostenere la capacità di spesa e contrastare gli effetti del lokdown. I singoli hanno dunque accantonato quanto hanno potuto a fronte di una propensione al risparmio che, tecnicamente, è un indice di paura tipico nei momenti di crisi. La qual cosa non è certo un bene per l’economia. Un comportamento, questo, peraltro ravvisato anche negli altri Paesi europei. 
Secondo i dati ufficiali della Banca centrale europea, tra gennaio e agosto 2020, la dinamica dei depositi ha infatti evidenziato un’accelerazione particolarmente significativa ad esempio in Francia, passata da variazioni su base annuale del 7,3% a incrementi del 15,4 e in Germania con un più 3,2. Questo dato si confronta con il 6,6% (dal 6,2) dell’Italia, e una media dell’area dell’euro passata dal 4,5 all’8,5 per cento. 
A sua volta il report del Credit Suisse segnala che la ricchezza globale totale delle famiglie a metà anno era cresciuta di mille miliardi di dollari rispetto all’inizio dell’anno (36.300 miliardi di dollari), evidenziando un ampio recupero rispetto a metà anno quanto era crollata a 17.500 dollari. È questo, almeno in parte, l’effetto delle misure approntate dalle autorità governative, che hanno consentito un moderato recupero dei mercati azionari e dei prezzi delle case.

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