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Il vero bersaglio delle Sardine è il Movimento 5 Stelle?

Ma, in realtà, c'è da chiedersi verso chi stanno emigrando i voti dei grillini, in crisi di consensi


17/02/2020

di Artemisia


Ora il bersaglio delle Sardine si è spostato. Il movimento che fa capo a Matteo Santoni ha svelato le carte. Nel loro obiettivo oltre a Salvini ci sono i 5Stelle. L’operazione è di svuotare il partito di Di Maio e sostituirsi a loro. E’ apparso chiaramente alla manifestazione nella Capitale. "Noi non parliamo di cambiare i decreti Sicurezza, noi chiediamo di abrogarli. La differenza è sostanziale. Mi rendo conto che è una scelta che i 5 Stelle hanno fatto e ritrattarla può essere complicato per loro, però forse potrebbe servire loro per mostrare una volontà reale di discontinuità rispetto alla loro alleanza con Salvini, potrebbe essere utile per ricostruire qualcosa", ha detto Jasmine Cristallo, portavoce calabrese delle sardine. 
Il flash mob è stato organizzato in concomitanza con la manifestazione di Matteo Salvini all’Eur. In piazza non c’era il gruppo storico. Mattia Santori e gli altri fondatori del movimento, infatti sono rimasti nel capoluogo emiliano per preparare la manifestazione per sollecitare presso le autorità egiziane la liberazione di Patrick Zaki. 
E’ toccato a Massimiliano Perna delle Sardine siciliane, marcare la differenza con i grillini anche loro in piazza il giorno precedente per manifestare contro i vitalizi. "Non mi va di fare paragoni con nessuno, nemmeno con la piazza di ieri. Le piazze sono belle, le nostre non sono riempite con i pullman, sono spontanee, sono vere. Ma bisogna sempre rispettarle. Questa è una piazza politica, quella è una piazza partitica. Il nostro è un movimento spontaneo, non abbiamo nessuno dietro”. Come dire che i 5Stelle hanno perso la genuinità delle origini e sono diventate sistema e quindi, come tali, non possono più rappresentare le istanze della piazza. In questo modo le Sardine si candidano ad essere l’unico megafono degli scontenti dei partiti e in un futuro prossimo, un’alternativa. La foto con i Benetton è stato derubricato a mero incidente di percorso di un vertice ingenuo che si è sentito strumentalizzato. 
Ma qualche sospetto che dietro le Sardine ci sia ben altro che la spontanea chiamata in piazza, è nella stessa coreografia dell’happening. E’ il viceministro pentastellato allo Sviluppo economico Stefano Buffagni, che già aveva accusato il movimento bolognese di "collusioni" con i poteri forti dopo la foto con i Benetton a sollevare dubbi sui costi della manifestazione, allegando diverse foto del palco: "È il palco degli U2 o delle Sardine? Chi paga? Sabato scorso il Movimento 5 Stelle, che governa il paese, che ha più di 300 parlamentari e 100 consiglieri regionali, era in piazza, con un palco esiguo”. Ma per gli organizzatori i soldi vengono da donazioni spontanee. “Il palco è costato 2.800 più Iva tutto compreso, anche il lavoro di chi lo ha montato. I soldi li abbiamo raccolti con il crowdfunding, in tutto ci hanno donato 6.200 euro” ha replicato Juri Antonozzi, tra gli organizzatori dell’evento. 
La competizione tra i due movimenti è evidente. Le Sardine vogliono far incetta degli scontenti verso i grillini. I sondaggi più recenti indicano un arretramento nei consensi del movimento di Grillo. In due mesi ha perso più di 3,5 punti percentuali, e si attesta al 14,4%, secondo le rilevazioni di Demos. Dove sono finiti i potenziali voti? Difficile dirlo. La Lega è sotto il 30%, il Pd guadagna consensi e si riavvicina, superando la soglia del 20%. 
Fratelli d’Italia, invece, ha quasi raggiunto il Movimento 5 Stelle in crescita dell’1,8%, e ora al 13,1%. 
Anche se hanno negato di volo creare un partito, è evidente che sono diventate l’anello di trasmissione tra la sinistra e il territorio. Il voto in Emilia Romagna è stata una verifica. Ciò che il Pd non riesce più a fare, cioè a intercettare i consensi tra gli scontenti, ci pensano le Sardine.

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