Share |

Il volto nascosto e incantato delle Dolomiti, patrimonio dell'umanità

Il giornalista Stefano Ardito ci guida alla scoperta dei luoghi insoliti e meno conosciuti delle montagne più famose del mondo


08/07/2019

di Giambattista Pepi


“Sono pietre o sono nuvole? Sono vere oppure è un sogno?”. Così il grande scrittore e giornalista Dino Buzzati parla delle Dolomiti, anche dette Monti pallidi rifacendosi alla leggenda di un prodigioso incantesimo. Sono (lo diciamo a beneficio di chi non le conoscesse o non ci fosse mai stato) un insieme di gruppi montuosi delle Alpi orientali italiane a sud della catena principale alpina, comprese tra Veneto, Trentino-Alto Adige, e Friuli, tra le province di Belluno, Bolzano, Trento, Udine e Pordenone.  
Il 26 giugno 2009 il Comitato Esecutivo della Convenzione sul patrimonio materiale dell’umanità dell’Unesco, riunita a Siviglia, ha dichiarato le Dolomiti Patrimonio dell’Umanità. Dolomiti che prendono il loro nome dal naturalista francese Déodat de Dolomieu (1750-1801) che per primo studiò il particolare tipo di roccia predominante nella regione, battezzata in suo onore dolomia, costituita principalmente dal minerale dolomite, cioè carbonato doppio di calcio e magnesio. 
La prima denominazione geografica del termine “Dolomiti” comparve nel 1837 in una guida edita a Londra, per descrivere una regione montuosa comprendente le valli di Fassa, Gardena, Badia, la Val Pusteria, nonché le Alpi Venete, nonché le Alpi venete. Nel 1864 fu pubblicato il volume The Dolomite Mountains, resoconto di viaggio di due naturalisti inglesi, J. Gilbert e G.C. Churchill. Con questo volume il termine fu introdotto a livello europeo. 
Parliamo di un ambiente unico al mondo: un eco-sistema naturale di grandissimo valore naturalistico, zoologico, botanico, storico ed etnografico che merita certamente di essere conosciuto da vicino. E chi può farci apprezzare questi luoghi incantevoli e suggestivi meglio di un esploratore colto ed esperto? Per farlo allora affidiamoci a Stefano Ardito e alla sua Guida curiosa delle Dolomiti (Newton Compton, pagg. 416, euro 12,00) per intraprendere un viaggio alla scoperta dei luoghi più insoliti delle montagne più famose del mondo. 
D’inverno sono affollate di sciatori, in estate arrivano escursionisti, alpinisti, amanti della bicicletta. Località come Cortina d’Ampezzo, Madonna di Campiglio, Brunico, Cavalese e Ortisei sono luoghi battuti da sempre, ma basta allontanarsi un po’ dai belvedere, dai sentieri e dalle piste da sci più famosi per scoprire una straordinaria e meno nota ricchezza di natura, di storia, di leggende. 
Firma tra le più note e apprezzate del giornalismo di montagna e di viaggio con numerose pubblicazioni (ricordiamo tra i suoi titoli Le esplorazioni che hanno cambiato la storia; Cammini e sentieri nascosti d’Italia da percorrere almeno una volta nella vita; Le grandi scalate che hanno cambiato la storia della montagna; Grandi storie di montagna che non ti hanno mai raccontato) e vincitore del Premio Cortina Montagna nel 2017, Ardito ci prende per mano e ci conduce, un passo alla volta, alla scoperta di luoghi affascinanti e coinvolgenti sulla cui natura si sovrappongono storie, leggende e miti che li rendono straordinari ai nostri occhi e alle nostre orecchie. 
Nel volume in oggetto un ampio spazio è stato dedicato alle località che serbano la memoria dolorosa della Grande Guerra (1915-1918). E quelli legati ai personaggi famosi che sulle Dolomiti sono nati, o che le hanno frequentate per lavoro, durante le vacanze o quando hanno indossato la divisa. Ampio spazio è inoltre dedicato a tutte le valli e tutti i massicci dolomitici, divisi tra l’Alto Adige, il Trentino, il Veneto e il Friuli: luoghi che si trovano all’interno delle zone protette.

(riproduzione riservata)