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In Italia si muore di burocrazia

Nel nostro Paese l'apparato è spietato e ci impone sempre più sanzioni paradossali


18/04/2017

di Eleonora Solmi


Dal caso di una mamma di Bergamo, sanzionata per un ammontare di 1.032 euro per aver spalmato la marmellata sul pane per il figlio e i suoi amichetti senza, a dire delle autorità, aver rispettato le normative sulla sicurezza alimentare a scuola, a quello di una parrucchiera multata dalla Guardia di Finanza per essersi fatta la piega da sola nel proprio negozio senza emettere regolare scontrino fiscale, in Italia sono sempre più le sanzioni inflitte ai cittadini per i motivi più futili e assurdi.
In un Paese dove l’imposizione fiscale è già alle stelle, lo Stato continua imperterrito a cercare di accaparrarsi denaro per rifondare le proprie tasche estorcendolo subdolamente ai propri cittadini che, a fronte di una burocrazia che non perdona nessuno, sono costretti a testa bassa ad accettare queste ingiustizie.
Tra le tante follie normative degli ultimi mesi possiamo ricordare la multa imposta ad un commerciante di Napoli per non aver fatto lo scontrino dopo aver regalato un panino a una persona disabile, e se nemmeno i doni passano indenni non dovremmo stupirci se un ristoratore è stato multato di 800 euro per aver sistemato a proprie spese un tratto di acciottolato davanti al proprio locale dopo aver richiesto per mesi l’intervento del Comune, o se a Sulmona la stessa sorte è capitata ad un imprenditore che ha pensato bene di togliere la neve dalla statua di Ovidio della piazza principale della città.
Queste e altre storie paradossali sono lo specchio di uno Stato che piuttosto che affrontare i problemi principali che lo affliggono, preferisce prendersela con i più piccoli e i più deboli. Come la parrucchiera di Ferrara che ha dovuto pagare “solo” 180 euro per aver messo un tappetino natalizio sul marciapiede davanti al proprio negozio.
E visto che il Fisco non ammette deroghe, l’ispettorato del lavoro ha multato per 2.000 euro il proprietario di una pizzeria per aver sorpreso la moglie che lo aiutava in sala senza un regolare contratto di lavoro dipendente. Ossessionato dall’ingiustizia di quella multa e dalla paura di dover chiudere il proprio locale, Edoardo De Falco si è ucciso morendo, come tanti altri imprenditori italiani, di una malattia che sta diffondendosi con sempre più rapidità: stiamo parlando dei virus “Fisco e burocrazia”.

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