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Alta tensione e stato di emergenza a Colombo per le stragi di Pasqua

Rivendicati con un filmato dall'Isis gli attentati che in Sri Lanka sono costati la vita a 359 persone


23/04/2019

di Valentina Zirpoli


Continua a salire il bilancio delle vittime della serie di attentati suicidi (rivendicati dall'Isis) che hanno sconvolto lo Sri Lanka e il mondo intero nel giorno di Pasqua: sono 321 i morti accertati e oltre 500 i feriti (molti dei quali in gravi condizioni). Ma ricostruiamo brevemente i fatti. 
Erano le nove di mattina (ora locale) quando otto esplosioni per mano di sette kamikaze hanno fatto saltare in aria, in una sequenza perfettamente sincronizzata, tre chiese e tre hotel di lusso della capitale Colombo. Altre due esplosioni hanno poi colpito altri due edifici nei quartieri Dehiwala e Orugodawatta. Infine, nel lunedì dell’Angelo, un’ultima esplosione si è verificata all’interno di un furgone vicino ad una chiesa sempre a Colombo, mentre gli artificieri stavano disinnescando un ordigno. Una bomba è stata poi disinnescata nei pressi dell’aeroporto. 
Tra le vittime e i dispersi ci sono anche diversi stranieri. Tra loro figurano britannici, americani, cinesi, olandesi, danesi, un giapponese. Tra le vittime anche tre dei quattro figli di Anders Holch Povlsen, il patron del colosso dell’abbigliamento Asos, e una donna singalese di 55 anni che lavorava come badante ed era residente da decenni a Catania. 
Il terrorismo religioso torna così a colpire la Cristianità, che ha subito il più terribile attacco che si ricordi nei tempi moderni. Si cerca ora di capire se i terroristi abbiano avuto eventuali agganci all’estero. Lo Sri Lanka, infatti, è un paese solo a minoranza musulmano e il sospetto è che gli jihadisti si siano appoggiati ad una rete internazionale o ad altre forze, senza le quali, come ammesso dal governo singalese, attacchi di tale portata non sarebbero mai avvenuti. 
Nel Paese è molto attivo il gruppo di guerriglieri Tamil: una minoranza induista che da anni combatte, proprio con l’ausilio di attentati, contro le discriminazioni cui è sottoposta dalla maggioranza buddhista. Le cinture esplosive e l’uso delle donne nel terrorismo suicida sarebbero state proprio inventate da loro e il 21 aprile è la data in cui ricorre l’anniversario dei massacri del 1985, in cui l’esercito dello Sri Lanka uccise centinaia di guerriglieri e civili Tamil. Se così fosse, il governo avrebbe interesse a negare tali responsabilità, in quanto aveva sostenuto di avere completamente debellato il terrorismo Tamil nel Paese. 
Un’altra ipotesi ancora vedrebbe co-protagonisti della strage, sempre a detta degli esperti, gli estremisti buddhisti, che negli ultimi anni hanno ucciso regolarmente preti cattolici, pastori protestanti e cristiani: il loro obiettivo finale sarebbe, infatti, di espellere completamente il cristianesimo dall’Isola. Anche in questo caso, il governo potrebbe cercare di ignorare le responsabilità dell’attentato, in quanto in passato è già stato accusato di coprire il buddhismo estremista, da cui riceve sostegno e voti. 
Una cosa comunque appare ben chiara: l’Isis e Al Quaeda sono stati sconfitti solo a livello territoriale.

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