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In viaggio con la fantasia e i misteri in tre riproposte d’autore

Ovvero Peter Pan di James M. Barrie, Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne e Anna dai capelli rossi di Lucy Maud Montgomery. Tutti proposti ad “alta leggibilità” e in edizione integrale


22/03/2021

di VERA DE RAGAZZINIS


Il mondo dell’editoria continua nella sua meritoria azione volta all’acculturamento della classe giovanile. Perché se si inizia ad amare la lettura da ragazzi, anche da adulti sarà un logico passo approdare in libreria. E in un Paese dove si legge poco come il nostro si tratta di un passaggio fondamentale. 
Da qui l’arrivo sugli scaffali di tre riproposte d’autore dedicate appunto ai giovani, studiate per l’occasione ad… “alta leggibilità”. Vale dire allineando il testo a sinistra, senza nessuna divisione in sillabe, con righe spaziate per regalare respiro ai ragazzi aiutandoli a comprenderne meglio il testo. Piccole accortezze per aiutarli ad amare la lettura senza stancarsi più di tanto e senza raffreddarne l’attenzione. 
Detto questo la prima proposta, ovvero l’edizione integrale di Peter Pan (pagg. 358, euro 15,00), il capolavoro firmato nel 1902 dallo scrittore britannico James M. Barrie dove quella M puntata sta per Mattews. 
Una favola - ora pubblicata da Àncora Editrice (un marchio che dal 1934 è sinonimo di formazione) che fa capo dal 2018, unitamente a Baobab Cooperativa Sociale e San Carlo Cooperativa Sociale Onlus, alla SocialLibri - nata come testo teatrale e nella quale, nell’immaginario del suo autore, Peter non era il piccolo che non vuole crescere, bensì un ibrido tra uccello e bambino, non più uccello e non ancora bambino, condannato dal re Salomone a restare tale, punito perché scappato dalla casa della madre. Il quale sarebbe diventato il ragazzo sbruffone e giocoso che conosciamo, che trascorre la sua infanzia senza fine sull’Isola-che-non-c’è, grazie alle modifiche apportate da quel geniaccio di Walt Disney. 
Di fatto una storia senza tempo, quella di Peter Pan, capace di affascinare ancora piccoli e grandi, perché è la storia di quel “bambino” che abbiamo tutti in fondo al cuore, dove resterà per sempre rifiutandosi di accettare lo strano mondo degli adulti. Le vicende di Peter, Wendy, Campanellino e Capitan Uncino, ambientate nella favolosa Isola-che-non-c’è, rivivono in questo libro ad alta leggibilità, impreziosito dalle suggestive illustrazioni di Roberta Briatico. 
Un libro che si avvale peraltro di un’utile curiosità: uno strumento compensativo - chiamato LeggiRiga - staccabile dalla copertina. Strumento che, appoggiato sulla pagina del libro evidenzia solo la riga che si sta leggendo, coprendo il resto del testo. Il che aiuterà il piccolo lettore a mantenere la concentrazione eliminando il fastidioso effetto “affollamento visivo”. 


Il secondo suggerimento per gli acquisti è legato alla sbrigliata fantasia del francese Jules Verne, uno dei più importanti scrittori per ragazzi (Nantes, 8 febbraio 1828 - Amiens, 24 marzo 1905), oltre a essere considerato - in abbinata a H. G. Wells - il padre della moderna fantascienza. Il quale torna sugli scaffali, per i tipi de Il Battello a Vapore (che ha già dato alle stampe Il giro del mondo in ottanta giorni), con Ventimila leghe sotto i mari (pagg. 728, euro 9,90), romanzo tradotto da Simona Mambrini, “introdotto” da Guido Sgardoli e illustrato da Ivan Bigarella. 
Un capolavoro del quale si può provare nostalgia anche dopo averlo letto, in quanto ci si affeziona. A fronte di una storia che ci trasporta in un mondo, oggi come allora, in gran parte sconosciuto pur occupando il 70 per cento del nostro pianeta; una storia che ci porta a vedere ciò che nessun uomo ha mai visto, un “luogo” popolato da creature incredibili, foreste marine, città sprofondate negli abissi, perle giganti e galeoni affondati. Parimenti regalandoci ciò che, quando questo romanzo venne scritto, ancora non era stato inventato. Qualche esempio? Scafandri, fucili elettrici, aria condizionata oppure le geniali pile al sodio che alimentavano i motori del Nautilus. 
Giocando ovviamente a rimpiattino con il mare che - parola del Capitano Nemo - “è una prodigiosa e inesauribile nutrice di cibo, di vestiario, di profumi, di sofficissima zostera per i materassi, di inchiostro liquido secreto dalla seppia o dal calamaro…”. Ventimila leghe sotto i mari - annota Guido Sgardoli - ha quindi tanti motivi per conquistare il lettore. Grande o piccolo che sia poco importa. 
Detto questo briciole di trama. A tenere la scena è una misteriosa creatura marina che affonda navi da guerra di ogni Paese. Il corollario? Il sommergibile Nautilus, capace di esplorare le profondità degli abissi marini. E poi i protagonisti: il Capitano Nemo, un uomo nobile e generoso che cela però nell'animo un insopprimibile desiderio di odio e di vendetta, e poi il professor Arronax, il servitore Consiglio e il fiociniere Ned Land. Ferme restando le meraviglie di un continente sconosciuto (ovvero l’oceano e i suoi misteri), le esplorazioni marine, gli scontri con mostri spaventosi, la fede nel progresso, ma anche - o forse soprattutto - il desiderio di libertà che anima tutti i personaggi del libro. 


Altra perla proposta da Il Battello a Vapore è Anna dai capelli rossi (pagg. 568, euro 7,90, traduzione di Maria Bastanzetti), un lavoro che strada facendo ha venduto milioni di copie e che è stato scritto dalla canadese Lucy Maud Montgomery, nata a Clifton il 30 novembre 1874, figlia unica di una coppia di proprietari terrieri di illustri origini scozzesi nonché autrice di numerosi libri per l’infanzia, ambientati spesso nell’Isola del Principe Edoardo, presso la costa meridionale del golfo di San Lorenzo. 
A tenere la scena in Anna dai capelli rossi (che si avvale di una introduzione firmata da Pina Varriale e delle illustrazioni di Linda Cavallini) è Anna Shirley, che ha undici anni quando arriva a casa di Marilla e Matthew, due anziani fratelli che vivono insieme nella fattoria di Green Gables. In realtà i Cuthbert volevano adottare un ragazzo che li aiutasse nei lavori dei campi e invece si erano ritrovati una bambina che la donna voleva rispedire in orfanatrofio, mentre il fratello le si era subito affezionato. D’altra parte Anna è una bambina vivace, ironica, allegra, arguta quanto esuberante, che - dopo aver incantato Matthew - finisce per conquistare anche la severa e inflessibile Marilla. Fermo restando che il suo passato, come si scoprirà, è di quelli strappalacrime. 
Figlia di due insegnanti di liceo, Anna aveva perso i genitori soltanto tre mesi dopo a causa di una infezione. Così sarebbe stata affidata a una vicina di casa, povera e con il marito alcolizzato, presso la quale sarebbe rimasta sino all’età di otto anni, accudendo i fratellastri sin quando il marito, un ubriacone, era morto investito da un treno. 
A quel punto Anna viene affidata a una certa signora Hammond, madre di otto figli, che abita con il marito in una misera baracca in riva a un fiume. Tempo due anni, con la morte del capofamiglia, sarebbe però stata affidata all’orfanotrofio di Hopetown, dove rimane soltanto quattro mesi. Insomma, un’infanzia davvero difficile. Ma la sua vita, finalmente, finisce per beneficiare di una svolta in positivo, forte di un segreto: credere sempre nei propri sogni e lottare per farli diventare realtà. 
Ma veniamo ai trascorsi della nostra autrice. Per la cronaca Lucy Maud aveva iniziato a scrivere presto, anche se il successo sarebbe arrivato soltanto a 34 anni proprio con la pubblicazione di Anna dai capelli rossi, lavoro noto anche come Anna dei tetti verdi oppure Anna dei verdi abbaini (Anne of Green Gables), primo di una saga composta da altre sette storie. Questo romanzo, inizialmente concepito per lettori di ogni età, con gli anni sarebbe diventato un classico della letteratura per ragazzi. 
Un lavoro che aveva trovato ispirazione da una storiella che Lucy aveva scritto anni prima in cui descriveva il quotidiano di una coppia alla quale era stata erroneamente affidata una ragazzina orfana, anziché un maschio, ma che aveva deciso di tenerla ugualmente. Di fatto Lucy Maud Montgomery avrebbe inserito nella storia anche le proprie esperienze infantili, vissute nella zona rurale dell'Isola del Principe Edoardo. Mentre l’ispirazione per il personaggio di Anna Shirley le era stato suggerito da una fotografia di Evelyn Nesbit.

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