Share |

In viaggio in questo inizio d'autunno alla scoperta dei sette siti Unesco della Toscana


31/08/2020

di Valentina Zirpoli


L’Italia insieme alla Cina è il paese che detiene il record di luoghi inseriti nella lista dei siti dichiarati Patrimonio dell'Umanità da parte dell'Unesco: ad oggi sono ben 55. Tra le Regioni che ne possiedono di più c’è la Toscana con sette siti: il centro storico di Firenze con tesori come gli Uffizi e Ponte Vecchio; il centro storico di Siena, dove si trovano Palazzo Pubblico e lo splendido Duomo; Piazza dei Miracoli a Pisa, su cui svetta la celebre Torre Pendente. Con le sue dolci colline, i campi coltivati e i filari di cipressi anche la Val d’Orcia è Patrimonio dell’Umanità, insieme a due affascinanti borghi delle Terre di Siena: Pienza, costruita secondo i principi rinascimentali, e San Gimignano, la città delle torri, chiamata anche la Manhattan del Medioevo. Completano l’elenco le dodici Ville e i due Giardini Medicei della Toscana. 
I siti Unesco sono quasi tutti all'aria aperta (tranne le Ville Medicee), quindi facilmente visitabili anche in questo periodo così delicato di ripartenza post Covid-19. Rientrano perfettamente anche in quel turismo di prossimità che ci viene di questi tempi raccomandato date le restrizioni ai viaggi da e per l’estero che ancora permangono. La visita dei luoghi Unesco coincide poi con una tipologia di turismo lento che permette al viaggiatore di riappropriarsi dei propri spazi, immerso nella natura e nella bellezza di luoghi unici, città antiche dove sono conservate opere d'arte e architettura uniche al mondo, ma anche piccoli borghi dove il tempo sembra essersi fermato, tra dolci colline e filari di cipressi. 
I sette siti Unesco della Toscana hanno anche una loro casa online: www.toscanapatrimoniomondiale.it, un visitor center virtuale che li raccoglie descrivendone le peculiarità, grazie alle schede di approfondimento, le gallery fotografiche e le proposte di itinerari insoliti, oltre ai suggerimenti su dove mangiare o dove dormire, al calendario degli eventi e a un blog con curiosità e suggerimenti di visita. Un lavoro portato avanti dall’assessorato alla Cultura della Regione Toscana insieme a Fondazione Sistema Toscana in un percorso partecipativo condiviso con i referenti dei siti Unesco. 
Parte integrante dell’operazione è rappresentata da “Dante's Journey”, l'app-game dedicata ai più giovani e basata su una strategia di gaming integrata tra ambiente virtuale e spazi reali da visitare, anche con il supporto di appositi contenuti in realtà virtuale e aumentata. Nella app, realizzata come la piattaforma web dall’azienda toscana Space S.p.A. e da Ett S.p.A. di Genova, Dante Alighieri accompagna i ragazzi (divisi per fasce d'età) in un viaggio all'interno dei sette siti Unesco della Toscana. L'app anticipa con il suo tema il settimo centenario della nascita di Dante Alighieri (2021), che costituirà un’ulteriore occasione di promozione. 
Andiamo quindi a scoprire, in una rapida carrellata, questi sette imperdibili gioielli.

Il centro storico di Firenze

Iscritto alla Lista del Patrimonio Mondiale dal 1982, l’insieme urbano di Firenze rappresenta letteralmente un capolavoro del genio creativo dell’uomo
Come riporta il sito ufficiale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (agenzia delle Nazioni Unite), è il suo inestimabile patrimonio a conferire a Firenze un carattere unico, sia dal punto di vista storico che estetico. 
Frutto di una continua creazione durata secoli, che racchiude musei, chiese, palazzi e beni di inestimabile valore, Firenze ha esercitato un’influenza predominante sullo sviluppo dell’architettura e delle arti monumentali, in primo luogo in Italia e poi in Europa, ed è nel contesto fiorentino che nasce e si sviluppa il concetto di Rinascimento. 
Andando alla scoperta di questa città eterna, oltre ai monumenti più celebri, come la Cattedrale di Santa Maria del Fiore o Ponte Vecchio, solo per citarne alcuni, è bene soffermarsi anche sui luoghi più insoliti e meno conosciuti e su quelli che custodiscono antiche leggende e curiosità sconosciute ai più. Ad esempio, forse non tutti sanno che il Giardino di Boboli un tempo era una cava di pietra, utilizzata per prelevare la pietra arenaria necessaria a restaurare e riedificare le antiche torri di Oltrarno dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale. 
Lo splendido anfiteatro di Boboli ha origine proprio dalla cavità realizzata per prelevare il materiale per palazzo Pitti. In estate veniva impiegato per ospitare gli spettacoli ed è il più antico teatro di corte di Firenze ad essere arrivato fino a noi.


Il Giardino di Boboli

La piazza del Duomo di Pisa

Iscritta alla Lista del Patrimonio Mondiale dal 1987, la piazza del Duomo di Pisa è, per definizione ufficiale dell’Unesco, un eccezionale esempio per la storia medievale italiana. 
Con i suoi quattro capolavori – la Cattedrale, il Battistero, la Torre pendente (il Campanile) e il Camposanto – costruiti uno accanto all’altro, la Piazza dei Miracoli deve essere considerata come un patrimonio culturale di eccezionale valore universale a testimonianza dello spirito creativo dell’uomo. 
In questo luogo di straordinaria bellezza storia e leggenda si mescolano sapientemente. 
Si racconta, ad esempio, che durante la costruzione del Duomo, il diavolo, ingelosito per la bellezza, fosse salito sul tetto per impedire la prosecuzione dei lavori. L’intervento di un angelo riuscì a impedirne la distruzione e il diavolo venne cacciato, dopo un ultimo disperato tentativo di demolire la costruzione aggrappandosi con le unghie al marmo. Quel pezzo di marmo, di provenienza romana è lì ancora oggi, nella fiancata nord della Cattedrale di Santa Maria Assunta, quella di fronte al Camposanto, percorso da tanti piccoli fori. Sono chiamate Unghie del Diavolo, e si dice che contarle sia impossibile perché ogni volta torna sempre un numero diverso. Secondo la tradizione, per gli studenti che devono affrontare la prova di maturità è un rituale recarsi qui 100 giorni prima dell’esame a contare le Unghiate del Diavolo, ma anche loro non ottengono mai lo stesso risultato.


Piazza dei Miracoli

Il centro storico di Siena

Iscritto alla Lista Patrimonio Mondiale dal 1995, il centro storico di Siena rappresenta uno degli archetipi di città medievale, un vero un capolavoro di dedizione e inventiva umana la cui influenza sull’arte, sull’architettura e sull’urbanistica nel Medio Evo, sia in Italia sia in Europa, fu molto importante. 
La città toscana si sviluppa su tre colli collegati da tre strade principali a forma di Y, che si incrociano in una valle poi divenuta Piazza del Campo. Le mura fortificate, lunghe sette chilometri, circondano tuttora un sito di 170 ettari. Doppie porte difensive si aprono in punti strategici, come la Porta Camollia sulla strada per Firenze.
Il caratteristico stile gotico di Siena è rappresentato dall’emblematico arco senese, importato nella città da Oriente attraverso le crociate. L’arco rimase dominante negli stili architettonici successivi, anche quando gli edifici vennero fortemente ristrutturati. 
Forse non tutti sanno che Siena si sviluppa anche nel sottosuolo. 
Per la sua posizione collinare, lontano da importanti corsi d’acqua, a Siena il problema dell'approvvigionamento idrico fu presente fin dalla sua fondazione. Già al tempo degli etruschi e successivamente nel corso del Medioevo, venne realizzato un importante acquedotto di circa 25 km. Durante gli scavi si fece sempre più viva la convinzione che sotto la città scorresse un fiume, il cui mormorio delle acque si poteva sentire nelle zone di Porta San Marco e Porta Ovile. Le ricerche di questo immaginifico corso d’acqua, che i senesi chiamarono Diana, iniziarono nel 1176. La leggenda vuole che gli operai incaricati di scavare i cunicoli, i guerchi, fossero ciechi per le troppe ore passate al buio, e che ogni tanto scappassero fuori alla luce per fuggire agli esseri che fuoriuscivano dalle viscere della terra, gli omiccioli, folletti danzerini che infondevano allegria, e i fuggisoli, esseri dispettosi che apparivano come lampi di luce.


Siena – centro storico

Il centro storico di Pienza

Iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale nel 1996, Pienza sorge sulla sommità di un colle dominante la Val d’Orcia, a 53 Km a sud-est di Siena, e fu fondata nel Medioevo. 
Fu in questa cittadina della Toscana che i concetti urbanistici rinascimentali vennero messi in pratica per la prima volta, in seguito alla decisione di Pio II di incaricare Bernardo Rossellino di trasformare l’aspetto del proprio borgo natio. Rossellino applicò i principi del suo maestro, Leon Battista Alberti, filosofo e architetto umanista, autore del primo trattato sull’architettura del Rinascimento. La nuova visione dello spazio urbano si concretizzò nella splendida piazza trapezoidale, nota come Piazza Pio II. La costruzione di importanti nuovi edifici intorno alla piazza iniziò nel 1459 e incluse la cattedrale, il Palazzo Piccolomini, il Palazzo Borgia (o Palazzo Episcopale), il Presbiterio, il Municipio e il Palazzo Ammannati, trasformando il borgo medievale in un esempio del Rinascimento italiano. La città occupa quindi una posizione determinante nell’evoluzione del concetto di “città ideale” progettata, che avrebbe svolto un ruolo significativo nello sviluppo urbanistico successivo in Italia e all’estero. 
Il complesso creato da Pio II ha conservato la sua integrità strutturale ed estetica, mantenendosi sostanzialmente intatto in tutti i suoi elementi.


Una strada del centro storico di Pienza

Il centro storico di San Gimignano

Iscritto alla Lista del Patrimonio Mondiale dal 1990, il centro storico di San Gimignano si trova a 56 km a sud di Firenze ed era una importante tappa per i pellegrini che viaggiavano da e per Roma lungo la Via Francigena. 
La città è celebre in tutto il mondo per le sue case-torri erette dalle famiglie aristocratiche e dell’alta borghesia mercantile che controllavano la città (alcune delle quali alte fino a 40 metri) come simbolo della loro ricchezza e del loro potere. Edificate fra l’XI e la metà del XIII secolo, oggi ne restano in pedi solo 14. Nonostante questo, San Gimignano ha preservato intatta la sua atmosfera e il suo assetto di comune medievale. 
La città vanta inoltre numerosi capolavori dell’arte Italiana tra il XII e il XV secolo. 
Qui, nel 2010, un’inaspettata scoperta archeologica ha portato alla luce quella che si è rivelata essere una straordinaria area sacra etrusca all’aperto, in uso per almeno cinquecento anni dal III secolo a.C. al III secolo d.C. Durante la ristrutturazione di un edificio privato gli addetti ai lavori scoprirono una statua in bronzo adagiata sul fondo dello scasso. La statua era sepolta vicino ad un monolite in pietra, probabilmente un altare su cui si compivano riti con offerte religiose alla divinità del luogo. L’area sacra sorgeva in prossimità di una sorgente e probabilmente vi si venerava una divinità legata all’acqua e alla terra. Si tratta di una meravigliosa statua, del tipo dei bronzetti allungati di età ellenistica, che richiama visivamente la celebre Ombra della Sera di Volterra.


San Gimignano dall’alto

Val d’Orcia

Iscritta alla Lista del Patrimonio Mondiale dal 2004, la Val d’Orcia è parte dell’hinterland agricolo di Siena. I suoi caratteri distintivi sono in particolare la distesa delle sue pianure argillose dalle quali si ergono colline a forma di cono, sormontate da borghi fortificati, che hanno ispirato molti artisti nel corso dei secoli, tanto da diventare esempi eccellenti della bellezza dei paesaggi agricoli di età rinascimentale. 
Questa valle rappresentava un’antica via di comunicazione e di pellegrinaggio verso Roma, la via Francigena, con le sue abbazie e santuari, locande e stazioni di posta, attrezzature di servizio e ponti. 
Per la sua straordinaria bellezza, questa zona della Toscana è diventata set privilegiato nella cinematografia. Qui fu girata la memorabile scena dei Campi Elisi del Gladiatore di Ridley Scott. Nel monastero di Sant’Anna in Camprena, vicino Pienza, sono state girate alcune delle scene più toccanti del Paziente inglese di Anthony Minghella. 
A Pienza invece, nel 1968, Franco Zeffirelli ha girato il suo Romeo e Giulietta e nel 1971 Fratello sole sorella luna. La Val d’Orcia con Pienza e la vicina Montepulciano in Valdichiana sono state anche la location di film più recenti come New Moon della Saga Twilight e della serie tv I Medici
La Val d’Orcia è legata anche a una storia molto affascinante, quella di un brigante gentiluomo che derubava i ricchi per donare ai più poveri: Ghino di Tacco, che apparteneva alla stirpe dei Cacciaconti, una famiglia di grandi feudatari senesi. Boccaccio racconta di come un giorno, rapito l’abate di Cluny sulla strada per San Casciano dei Bagni, Ghino fosse riuscito a guarirlo da un forte mal di stomaco. Fu proprio durante il rapimento che l’abate poté conoscere a fondo Ghino, il quale si rilevò colto e di saldi principi. Per l’immensa gratitudine, l’abate di Cluny volle intercedere per lui con il papa, Bonifacio VIII, che gli concesse la grazia e il titolo di Cavaliere.


Panorama sulla Val d’Orcia

Ville e Giardini medicei

Iscritti alla Lista Patrimonio Mondiale dal 2013, le dodici ville e i due giardini ornamentali disseminati nel paesaggio toscano costituiscono un sito che è testimonianza dell’influenza esercitata dalla famiglia Medici sulla cultura europea moderna attraverso il mecenatismo. 
Furono realizzati tra il XV ed il XVII secolo, perfettamente inseriti nel contesto naturale circostante. 
La villa medicea e i suoi giardini incarnano un ideale della residenza principesca, dove era possibile vivere in armonia con la natura e dedicare il proprio tempo allo svago, alle arti e alla conoscenza. 
Le fortune economiche, finanziarie e politiche dei Medici furono alla base di un vasto mecenatismo che ebbe un effetto decisivo sulla storia culturale e artistica dell'Europa moderna. 
Si tratta dei seguenti beni: Villa di Careggi, Villa di Castello, Villa della Petraia, Giardino di Boboli, Villa del Poggio Imperiale a Firenze, Villa di Cafaggiolo a Barberino di Mugello, Villa de Il Trebbio a San Piero a Sieve, Villa Medici di Fiesole, Villa di Cerreto Guidi, Giardino di Pratolino a Vaglia, Villa di Poggio a Caiano, Villa di Artimino a Carmignano, Palazzo di Seravezza, Villa La Magia a Quarrata.


Poggio a Caiano

(riproduzione riservata)