Share |

Incontro-ponte tra "Economia Italiana" e Nigeria

La crescita del Paese africano è paragonabile a quella cinese e si prevede che entro il 2050 contribuirà in maniera significativa allo sviluppo del Pil mondiale


08/03/2018

di Mario Pinzi


La Repubblica Federale della Nigeria è un Paese in forte crescita.
Lo dimostrano i dati del Fondo Monetario Internazionale: con un PIL di 453 miliardi di dollari, la Nigeria è la prima economia del Continente, superando il Sudafrica e attestandosi al 26° posto a livello mondiale. E mentre il National Bureau of Statistics ha provveduto a ristrutturare il proprio sistema di rilevazione degli indicatori economici al rialzo per questa “economia in nero”, un rapporto di Citigroup ha incluso la Nigeria nel gruppo dei "Global Growth Generators" ("generatori di crescita mondiale"), ossia gli 11 Paesi che da qui al 2050 contribuiranno maggiormente alla crescita del PIL mondiale. Infine, l’ultimo aggiornamento del World Economic Outlook conferma che il tasso di crescita della Nigeria per l’anno appena iniziato è stato rivisto al rialzo: se le previsioni si riveleranno corrette, il Paese africano crescerà nel 2018 del 2,1 per cento. Più dell’Italia, che secondo l’FMI dovrebbe fermarsi all’1,4 per cento. Per questi motivi, il tasso di crescita nigeriano è stato addirittura paragonato a quello cinese. 
Alla luce di questi dati più che mai interessanti, EconomiaItaliana.it è andata a Roma per incontrare l’ambasciatore della Repubblica Federale della Nigeria presso la Repubblica Italiana, Yusuf Jonga Hinna, per comprendere quali potrebbero essere i programmi di cooperazione futuri tra i due Paesi. 
La Nigeria è considerata una delle maggiori esportatrici di petrolio ed è ricca di risorse e materie prime. Le risorse minerarie includono carbone e stagno, quelle agricole sono olio di palma, cocco, agrumi, mais, cassava, yam e canna da zucchero, ampiamente utilizzate nell’industria agro-alimentare di tutto il mondo. Anche il settore terziario è in rapida espansione, soprattutto per quanto riguarda i settori bancario, cinematografico e delle telecomunicazioni. Dal canto suo, l’Italia è la nazione che vanta l’industria manifatturiera più importante d’Europa. 
Durante l’incontro, che ha visto anche la partecipazione del console nigeriano, Franklyn Abiola Ogunyemi, e del vice presidente della National Union of Nigerian Associations in Italy, Iriakannu Hudge Samson, è quindi emersa la necessità per i due Paesi di unire le proprie forze, dando modo alle imprese italiane di avviare le proprie produzioni in loco. 
Questa unione fungerebbe da apripista e permetterebbe al Continente africano, da un lato, di scoprire come produrre la vera ricchezza, e al nostro Paese, dall’altro, di fermare l’immigrazione clandestina, che ormai si delinea a tutti gli effetti come una vera e propria invasione.

(riproduzione riservata)