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Industria 4.0: le nuove tecnologie tra rischi e opportunità

Tre libri editi da Mondadori Education illustrano i forti cambiamenti nel mondo del lavoro e nella vita privata dalla progressiva diffusione delle tecnologie e come difendere diritti e libertà dal loro uso distorto


15/06/2020

di Tancredi Re


Il termine Industria 4.0 indica una tendenza dell’automazione industriale che integra alcune nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro, creare nuovi modelli di business e aumentare la qualità produttiva degli impianti. Industria 4.0 prende il nome dall’iniziativa europea Industry 4.0, a sua volta ispirata ad un progetto del Governo tedesco. 
I risultati ottenuti dalla Germania a livello produttivo hanno portato molti altri Paesi a perseguire questa politica; per questo sono stati svolti numerosi studi fino ad ora: tra i più conosciuti, quelli di McKinsey, Boston Consulting e Osservatori del Politecnico di Milano.Questi studi hanno definito gli effetti delle nuove strategie (“Quarta rivoluzione industriale”) sul contesto sociale ed economico. 
All’interno della rivoluzione in corso sta prendendo sempre più piede l’intelligenza artificiale. Secondo gli esperti, ne scaturiranno forti ricadute dal punto di vista socio-economico, poiché promettono di rilanciare la produttività, rafforzare la sicurezza, migliorare il benessere dei lavoratori. Sfortunatamente la progressiva penetrazione dell’intelligenza artificiale ma anche di altre tecnologie abilitanti (come, ad esempio, la realtà aumentata, il cloud, i big data analytics ed altre) impattano sull’occupazione e rischiano di aumentare la diseguaglianza, oltre a ripercuotersi sui diritti fondamentali delle persone e sulla tutela della loro privacy. 
Il libro Intelligenza artificiale. L’impatto sulle nostre vite, diritti e libertà (Mondadori Education, pagg. 240, euro 18,00) scritto a quattro mani da Alessandro Longo e Guido Scorza, ci aiuta a comprendere la rivoluzione in atto e le relative sfide e ad essere più preparati ai forti cambiamenti previsti nel mondo del lavoro e nella nostra vita (pubblica e privata). 
Oltre ai timori paventati nel dirompente processo di digitalizzazione dell’economia è forte anche la preoccupazione che l’avvento delle tecnologie avanzate (si pensi alla vettura a guida autonoma, o ai dispositivi digitali come gli smart watch che registrano la pressione arteriosa e il battito cardiaco) possano gradualmente sostituirsi all’uomo. È il dilemma - non nuovo - sui limiti della scienza e della tecnica, che non devono (o non dovrebbero) travalicare il confine a presidio dei valori etici, e della nostra libertà, o, visto da un altro punto di vista, il conflitto tra le macchine e l’uomo dal punto di vista filosofico. 
Su questo argomento ci intrattiene anche Vera Tripodi nel libro Etica delle tecniche. Una filosofia per progettare il futuro (Mondadori Education, pagg. 153, euro 12,00). 
Infine può essere interessante cogliere in che misura la globalizzazione e la rivoluzione digitale stanno trasformando lo Stato. Lorenzo Casini nel suo saggio Lo Stato nell’era di Google. Frontiere e sfide globali (Mondadori Education, pagg. 114, euro 12,00) tenta di rispondere a domande che sempre più diventano perentorie e ineludibili: l’idea e il concetto stesso dello Stato stanno cambiando? La globalizzazione delle informazioni indebolisce davvero gli Stati oppure li rafforza? 
Temi del nostro tempo, dunque, con i quali, prima o poi, dobbiamo confrontarci e dei quali dobbiamo essere edotti: perché solo chi conosce è consapevole delle opportunità ma anche dei rischi connessi alla rivoluzione tecnologica in corso ed è quindi in grado di poter difendere la “cittadella” dei propri diritti e delle proprie libertà fondamentali, dalle distorsioni o dalle intromissioni pericolose che la sempre più incisiva e penetrante diffusione delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale possono produrre.

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