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Industria ceramica: ipotesi di accordo contrattuale per 42 mesi con un aumento di 76 euro sui minimi


27/11/2020

Giorgio Romani

“Il rinnovo del Ccnl prima della fine di un anno, così complesso come il 2020 per le conseguenze della pandemia, ritengo sia una buona notizia per tutto il settore ceramico italiano”, ha commentato il presidente della Commissione sindacale di Confindustria ceramica, Giorgio Romani. “Le conseguenze della seconda ondata si sentiranno inevitabilmente nei prossimi mesi sui nostri mercati ed è importante poter affrontare le sfide che ci attendono in un quadro di costruttive relazioni industriali. L’accordo raggiunto rappresenta, in questo senso, un punto di equilibrio e, dal nostro punto di vista, un significativo investimento sullo strumento contrattuale”. 
L’ipotesi di accordo che sostituisce quello stipulato il 16 novembre 2016, prevede un aumento a regime di 76 euro alla D1 distribuito in tre tranche con le seguenti decorrenze per il comparto piastrelle: 31 euro dal 1° gennaio 2021, 32 euro dal 1° gennaio 2022, 13 euro dal 1° gennaio 2023. Per i comparti refrattari, sanitari e stoviglie le tranche sono così suddivise: 30 euro dal 1° gennaio 2021, 20 euro dal 1° gennaio 2022, 26 euro dal 1° gennaio 2023. 
Sul versante della previdenza complementare l’accordo prevede un incremento del contributo Foncer carico azienda dello 0,20%, che per il settore piastrelle decorrerà dal 1° gennaio 2022. Per gli altri comparti l’incremento è così suddiviso: 0,1% dal 1° gennaio 2022, 0,1% dal 1° gennaio 2023. 
Sono stati inoltre previsti qualificati interventi sulla parte normativa insieme all’istituzione di due commissioni tecniche paritetiche: una sul sistema classificatorio e l’altra sul divisore orario, che avrà il compito di analizzare e proporre soluzione alle differenti interpretazioni sul tema.
L’ipotesi di accordo sarà ora sottoposta all’approvazione delle assemblee dei lavoratori, che si terranno nel mese di dicembre.

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