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Isola del Liri: storia e cultura tra due grandi cascate


07/05/2018

di Valentina Zirpoli

Può una cascata trovarsi nel centro storico di una città? A Isola del Liri, un piccolo e suggestivo borgo in provincia di Frosinone, nel Lazio, la risposta è certamente “sì”. 
Questo centro cittadino si sviluppa, infatti, su un'isola formata dal fiume Liri, nel punto in cui questo si biforca in due bracci che, all'altezza del castello Boncompagni - Viscogliosi, formano ciascuno un salto, la Cascata Grande e la Cascata del Valcatoio (anticamente del Gualcatojo).


La Cascata Grande è formata dal braccio di sinistra del fiume ed è alta circa 27 metri. 
La cascata del Valcatoio, formata dal braccio di destra del fiume è meno spettacolare della prima. Il suo salto non è perfettamente verticale, ma segue un piano inclinato di circa 160 metri lungo un dislivello di circa 27 metri con una pendenza del 17% circa.

Storia  

La storia di Isola s’intreccia indissolubilmente con quella del fiume Liri (anticamente chiamato Clanis, poi Liris), che è sempre stato fattore determinante dello sviluppo della cittadina. 
Purtroppo poco o nulla si sa dell’epoca che va dal primo apparire dell’uomo su queste terre a qualche millennio prima di Cristo, quando, troviamo questo territorio sede del popolo campano. Nei tempi che precedettero la formazione di Roma, l’Isola divenne sede dei Volsci. Anche se non esiste alcuna documentazione storica, si deve ritenere che Isola doveva essere un centro abitato di notevole importanza a giudicare dalla necropoli volsca, scoperta nella località “Nazareth” nel 1886, mentre si procedeva agli scavi per la costruzione della ferrovia Roccasecca-Avezzano sulla riva sinistra del fiume. 
In epoca romana questa zona divenne un’importante punto obbligato di passaggio, quindi di sosta e di mercato, sia per la strada che conduceva per Fregellae, sia per la strada che da Sora si dirigeva verso Cereate e Veroli, che attraversava il Liri con il Ponte Marmone ancora oggi visibile nei pressi di San Domenico. 
La città nel Medioevo cadde, alternativamente, sotto il dominio bizantino e longobardo, finché divenne parte della contea di Sora nel Principato di Capua. Isola del Liri fu il feudo della famiglia dell'Isola (de Insulae) del XII secolo al XIV secolo. Fra i personaggi famosi di questa famiglia furono Roffredo dell'Isola, abate di Montecassino, conte d'Arce, e Bartolomeo dell'Isola, che godeva gli onori nel sedile di Capuano a Napoli. Alla fine del XIV secolo, Isola del Liri fu ceduta alla famiglia Cantelmo. 
Durante l'Ancien Régime la città conobbe un'economia florida e un migliore assetto urbanistico, grazie soprattutto alla famiglia Boncompagni. Nel 1579, papa Gregorio XIII acquistò il feudo del Ducato di Sora dai duchi di Urbino Della Rovere per donarlo al nuovo duca Giacomo Boncompagni, suo figlio. Per molti anni Isola del Liri fu sede dei duchi di Sora e il suo castello il principale centro amministrativo del ducato. Nell'ultimo periodo del triennio giacobino, e in particolare nel maggio 1799, a Isola ebbe luogo l'eccidio nella chiesa di San Lorenzo Martire: oltre cinquecento persone che si erano riparate nel luogo di culto furono, infatti, trucidate dall'esercito rivoluzionario.

Le Cartiere del Liri

Nel corso del XIX secolo, a seguito del riassetto amministrativo realizzato nel Regno di Napoli con Gioacchino Murat, la città fu annessa alle sorti politico-amministrative della provincia di Terra di Lavoro e, all'interno di essa, del Circondario di Sora. Nel secondo decennio del XIX secolo Carlo Lefebvre di Pontarlier gettò quindi le basi per lo sviluppo industriale della zona, impiantando qui le prime cartiere.


Dal 1821 al 1841 sorsero nella Valle del Liri numerose altre cartiere, la maggior parte delle quali site a Isola del Liri, che si trasformò da piccolo centro rurale a polo industriale di prim'ordine per la fabbricazione della carta. 
Negli stessi anni, al servizio dell'industria della carta, nacque e si sviluppò a Isola del Liri anche la lavorazione di feltri per cartiere. Questa poté svilupparsi anche grazie alla presenza dei numerosi lanifici locali, il primo dei quali era stato fondato nel 1805 da Clemente e Vittorio Simoncelli. Cartiere, lanifici e feltrifici prosperarono nel corso del secolo. Notevole sostegno all'industria del Paese venne offerto dalla possibilità di impiantare centrali per la produzione di energia idroelettrica lungo il corso del fiume Liri. All'inizio del XX secolo Isola del Liri era uno dei pochissimi centri della zona a poter disporre di energia elettrica per uso pubblico e privato. 
Purtroppo dagli anni ‘70 in poi, una mancata modernizzazione degli impianti e un generale declino dell’industria cartaria in Italia, hanno determinato prima la cassaintegrazione e poi la chiusura di buona parte delle industrie. L'economia del Paese riprese lentamente nel dopoguerra grazie anche al commercio illegale di sigarette, prodotte artigianalmente con le scorte di carta superstiti. Negli anni sessanta, mentre la rinata industria locale si avviava verso un lento declino, l'artigianato confermava con l'arte della tessitura e con la produzione di mobili in stile le sue peculiarità tradizionali. 
Oggi la città è impegnata in un’operazione di recupero del suo passato, prestando attenzione ad altri campi non specificatamente industriali quali la cultura ed il turismo. Di recente è stata portata alla luce e si sta restaurando, l’antica Cartiera Fibreno-Lefebvre, che diventerà sede del “Museo della Civiltà della Carta”, in cui si potrà rivivere la centenaria tradizione cartaria di Isola del Liri. Nell’area della ex Cartiera Boimond si sta realizzando un Acquario di acqua dolce, secondo in Europa; nel contempo, sono in corso le ristrutturazioni delle ex Cartiere Meridionali e dell’ex Lanificio S. Francesco (oggi Auditorium New Orleans) da destinare ad attività economiche, culturali e sociali.


Castello Boncompagni - Viscogliosi 

Il castello ducale di Isola del Liri, o castello Boncompagni – Viscogliosi, è un palazzo storico fortificato, posto a ridosso del centro storico, dove il fiume Liri si biforca di due bracci per formare un'isola e due cascate alte circa 30 metri, la Cascata Grande e la cascata del Valcatoio. 
Il centro fortificato è probabilmente di origine alto-medievale, nel posto in cui dovette esservi stata originariamente una torre. La prima menzione di un castello ad Isola del Liri risale al 1100, in una bolla pontificia di papa Pasquale II diretta a Goffrido, vescovo di Sora, in cui si cita un castellum insulae. La fortificazione era un baluardo posto a difesa della piana di Sora e concepito come primo baluardo a difesa della città, probabilmente proprietà diretta della diocesi. 
Con la nomina dei Della Rovere a duchi di Sora il castello divenne parte integrante del patrimonio ducale, residenza ducale e sede principale delle attività politiche dei signori di Sora nella valle del Liri. Qui nel 1496 i Cantelmo e i Della Rovere organizzarono una resistenza anti-aragonese per preparare la riconquista del Regno di Napoli a Carlo VIII, con il sostegno del clero locale. 
I Boncompagni in seguito ne acquisirono i diritti di proprietà. Nel XVII secolo Costanza Sforza trasformò la struttura militare in una residenza signorile, commissionando affreschi di ispirazione biblica, bassorilievi dei comuni appartenenti al ducato di Sora e curando la realizzazione di un parco.




Fonti: 
www.comune.isoladelliri.fr.it 
www.ciociariaoggi.it 
www.ciociariaturismo.it

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