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Iulia Domna imperatrice: la prima vera “first lady” della storia

A proporcela, con la consueta bravura, Santiago Posteguillo: la penna spagnola che grazie a questo suo ultimo lavoro, dedicato all’unica donna che aveva saputo sfidare la potenza di Roma, ha vinto il Premio Planeta e venduto solo nel suo Paese trecentomila copie


16/12/2019

di Valentina Zirpoli


Non finisce mai di stupire Santiago Posteguillo, vincitore del Premio Planeta con Iulia. Storia di un’imperatrice (pagg. 654, euro 19,90, traduzione di Adele Ricciotti), un malloppone storico - di piacevolissima lettura - che soltanto in Spagna ha venduto trecentomila copie ed è sbarcato vincente in chissà quanti Paesi. L’Italia in primis grazie ai tipi della Piemme, che soltanto nel corso di quest’anno ha già pubblicato anche la doppia… storia legata a La legión perdida (La legione perduta e L’ultima vittoria), l’enciclopedico lavoro che ha rappresentato per l’autore la sua “più grande sfida, sia per il contesto narrativo richiesto sia per la documentazione necessaria alla preparazione”. 
Una penna intrigante, quella di Posteguillo, capace di dare del tu alla Storia, “infarcendola - repetita iuvant - di verità inframmezzate a credibili connotazioni di fantasia”. Di fatto un maestro, nel suo genere, riconosciuto a livello internazionale per l’attenzione quasi maniacale nel trattare i luoghi e i personaggi che hanno tenuto banco nel periodo d’oro dell’Impero romano. Proiettando il lettore indietro nel tempo, fra drammatiche battaglie e giochi di potere, congiure e alleanze, facendo peraltro “leva su corruzione, false accuse, comportamenti vili e più spesso eroici nonché, ci mancherebbe, anche storie al femminile”. 
Come appunto la vita di Iulia Domna, quella che potrebbe essere definita come “la prima first lady della storia”, una grande donna che non solo ci immerge nel mondo romano che abbiamo imparato a conoscere e amare nelle pagine di questo autore, ma che ci regala anche “qualcosa di nuovo: un personaggio femminile incredibilmente forte, universale, potente. E con lei la storia romana non ci è mai stata così vicina”. 
Come da sinossi, siamo nel 197 dopo Cristo. È notte fonda quando Elio Galeno, educato a Pergamo e ad Alessandria, per anni medico personale della famiglia imperiale e testimone di vicende importanti, decide di scrivere una pagina significativa del suo diario. Dall’inizio ala fine. Quando la situazione precipitò e, per la follia di Commodo, si arrivò al disastro. E quel giorno lo stesso Galeno perse tutto. 
Così eccolo raccontare dei segreti che conosce, delle cose che ha visto, delle battaglie cui ha assistito in anni e anni di vicinanza con le persone più potenti dell’Impero: fatti tutti registrati nel suo diario. Ma c’è una storia in particolare di cui Galeno vuole scrivere: quella “di Iulia Domna. La donna che passò, in soli dieci anni, dall’essere una sconosciuta adolescente nelle sconfinate province orientali a diventare augusta imperatrice, in un cursus honorum che nessuna femmina avrebbe mai potuto vantare nella storia dell'impero”. 
Iulia - educata nel modo più raffinato, amante della poesia e della filosofia, sposa di Settimio Severo imperator, madre di Caracalla - fu “mater senatus et patriæ (un titolo che non fu concesso neppure a Livia, moglie di Augusto), a consacrazione del suo posto speciale nelle gerarchie del potere imperiale”. Tutto bene, quindi, per questa grande imperatrice? Affatto, in quanto ebbe anche molti nemici e dovette lottare con le unghie e con i denti per proteggere se stessa e la sua famiglia. 
Di fatto un ben orchestrato angolo di passato che Posteguillo ha voluto dedicare alla moglie Elisa e alla figlia Elsa, le due donne alle quali ha rubato troppo tempo per dedicarsi alla scrittura e allo studio con “una passione che spesso ha superato i limiti del ragionevole”. 
Risultato? Una chicca narrativa che cattura e blandisce il lettore proiettandolo in un mondo che, pagina dopo pagina, finisce per diventare il suo. Questo grazie anche ad alcune appendici mirate volte ad approfondire il contesto, alle ricche fonti consultate e alle ricerche condotte, frutto di tre anni di lavoro. Ma altrettanto utili alla comprensione della storia risultano alcune mappe, gli alberi genealogici, un glossario di termini latini e una mappa dell’impero romano che contiene addirittura l’ubicazione delle varie legioni. 
Fermo restando un variegato corollario di personaggi che vanno dai componenti della famiglia Iulia ai nemici dell’imperatrice (“Se è complesso individuare i veri amici di un potente, più semplice è determinarne i nemici”), per poi allargarsi alle donne di Roma, ai pretoriani, ai senatori, agli uomini di fiducia di Settimio Severo e agli aristocratici, non disdegnando medici, bibliotecari, ufficiali, trafficanti di schiavi e persino un capo dei frumentarii, la polizia segreta di Roma. L’avreste mai detto? 
Come abbiamo già avuto modo di raccontare, Santiago Posteguillo è nato a Valencia nel 1967 e si propone come filologo e linguista, nonché docente di Letteratura inglese presso l’università Jaume I di Castellón de la Plana, centro all’avanguardia nelle tecnologie dell’informazione. Posteguillo che aveva studiato scrittura creativa presso l’ateneo di Denison, a Granville nell’Ohio, nonché linguistica e traduzione in Gran Bretagna; che durante l’adolescenza aveva coltivato un certo interesse per la narrativa thriller, salvo poi rimanere folgorato dalla storia dell’antica Roma nel corso di un suo giovanile soggiorno nella capitale italiana.

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