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L'Italia (nuovamente) raccontata da Alan Friedman

Dalla sua penna un’analisi schietta e senza reticenze della nostra economia. Con due interrogativi al seguito: la classe politica ci sta conducendo sull’orlo del baratro? E nel caso riusciremo ad aprire gli occhi prima di precipitare?


16/09/2019

di Giambattista Pepi


Ci conosce, eccome se ci conosce. Parliamo di Alan Friedman, il più italiano dei giornalisti americani che, oltre a trasformare in oro (editorialmente parlando, s’intende) ogni suo libro, dimostra una conoscenza approfondita dell’Italia - dal punto di vista economico e finanziario anzitutto (che sono il suo forte), ma anche da quello politico - da fare invidia. 
Con un accattivante taglio saggistico-narrativo, nel suo ultimo libro Questa non è l’Italia (Newton Compton, pagg. 312, euro 12,90), che a pochi giorni dal debutto in libreria si è già arrampicato sulla vetta della classifica dei saggi più venduti, ci racconta in tempo reale, con lo stile che lo contraddistingue, quali sono i maggiori cambiamenti cui sta andando incontro il nostro Paese. 
L’autore, uno fra i più attenti osservatori delle dinamiche politico-economiche nazionali, ci guida attraverso i temi caldi del momento per districarci tra le innumerevoli informazioni da cui ogni giorno veniamo raggiunti, separando il grano dal loglio, il vero dal falso. 
La situazione attuale (lo sappiamo) è critica e tante sono le questioni su cui riflettere o interrogarsi. Ad esempio, qual è il significato da dare alle ultime elezioni europee? Quali sono le conseguenze per l’economia domestica dall’uscita di scena dalla Banca centrale europea di Mario Draghi? L’immigrazione è veramente un’emergenza nazionale? Le regole della moneta unica possono essere realmente riviste? Il sistema bancario è solido? Quanto è affilata la spada di Damocle del debito pubblico? Rischiamo un’altra crisi? 
Nella sua lucida e spietata analisi, Friedman non sofferma il proprio sguardo solo all’interno dei confini dello Stivale, ma si spinge oltre, per andare a vedere come si muove il villaggio globale. Guarda al futuro dell’Europa, alle mutevoli dinamiche geopolitiche e alle travagliate relazioni tra l’Europa e la Russia, la Cina di Xi Jinping e gli Stati Uniti di Donald Trump. E le conclusioni potrebbero essere sorprendenti. 
Insomma, in un’analisi a tutto tondo del nostro Paese dove, com’era successo con il bestseller Ammazziamo il Gattopardo, l’autore si dimostra capace di mettere a fuoco le questioni che più stanno a cuore ai lettori, dando risposte semplici e chiare. Senza lasciare spazio a inutili catastrofismi. Perché le ricette ci sono e basta solo seguirle. 
Un libro divulgativo che non mancherà di suscitare polemiche tra i detrattori della verità e tra tutti coloro che pensano che gli italiani abbiano ancora voglia di essere manipolati per favorire il successo personale di pochi a discapito delle sorti del Belpaese.

(riproduzione riservata)