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L'Unione europea lancia l'allarme: "Squilibri dell'Italia eccessivi, male il debito e le riforme"

Presentato dai commissari Dombrovskis, Thyssen e Moscovici la relazione semestrale di settore


07/03/2018

L'Italia ha “squilibri eccessivi”, con un “elevato debito pubblico e dinamiche protratte di produttività debole, che implicano rischi con rilevanza transfrontaliera guardando al futuro, in un contesto di disoccupazione e di crediti deteriorati ancora elevati”. La spinta verso le riforme “è un poco rallentata, ma qualche progresso è stato fatto nel rispondere alle raccomandazioni. Diverse misure sono ora in divenire, in particolare nel campo delle politiche sociali e del lavoro, della giustizia civile e del business environment”. 
La Commissione europea ha presentato la valutazione della situazione economica e sociale, delle riforme strutturali e degli squilibri degli Stati membri nell’atteso “pacchetto d’inverno del semestre europeo”, che è stato illustrato in una conferenza stampa dal vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, e dai commissari Marianne Thyssen e Pierre Moscovici. 
Oltre all’Italia, nell’Unione europea ci sono altri due Paesi con squilibri economici eccessivi. Si tratta di Cipro e Croazia, come ha sottolineato il commissario europeo agli Affari economici e finanziari Moscovici durante la conferenza stampa. Ci sono poi altri Paesi (Bulgaria, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Svezia) che hanno a loro volta “squilibri economici” E sono stati invitati ad approfittare del contesto favorevole per ridurli. 
Che altro? In Italia il debito “si stabilizza, ma ancora non ha imboccato un percorso di ferma discesa a causa del deteriorarsi del saldo strutturale”, mentre lo slancio delle riforme “è in qualche modo rallentato”. In ogni caso “la competitività esterna è migliorata, ma la debole produttività, legata a ostacoli strutturali, all’accelerazione del costo del lavoro e alla bassa inflazione rendono impegnativo ribaltare la perdita di competitività”. È quanto scrive ancora la Commissione relativamente all’Italia. Lo stock di crediti deteriorati “ha cominciato a scendere recentemente, ma pesa ancora sul capitale delle banche, sui profitti e sulle politiche di prestito”. Per quanto riguarda, infine, l’esito delle recenti elezioni politiche, Moscovici si è detto non preoccupato e ha ribadito che la Commissione Ue ha piena fiducia nell’Italia e nel Capo dello Stato Sergio Mattarella, che saprà trovare una soluzione per dare al Paese un nuovo Governo. (G.P.)

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