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L'idea lanciata da Confindustria sul contante trova il tempo che trova

Non sarà così che si recupererà il gettito fiscale attualmente in nero


16/09/2019

di Artemisia


Ora intendono negare agli italiani anche la libertà di poter disporre dei propri risparmi. Come? Dopo il tetto all’uso del contante fissato a mille euro da Monti e portato a 3mila da Renzi, siamo arrivati all’assurdo che per prelevare i propri soldi dal conto in banca bisogna pagare. L’idea è stata lanciata dalla Confindustria nell'ambito del dibattito su come recuperare gettito fiscale in preparazione della prossima legge di bilancio. Il meccanismo è di incentivare l’uso della moneta elettronica e disincentivare l'uso del contante. Il Centro studi dell’associazione degli imprenditori spiega che la proposta non comporta oneri aggiuntivi netti per la finanza pubblica e può dare "un recupero di gettito attraverso la riduzione dell'evasione fiscale". 
Nello specifico, si propone un primo intervento di sconto sulle transazioni elettroniche, con un credito di imposta del 2% al cliente che paga con carta di pagamento. 
Un secondo intervento è invece costituito da una commissione sui prelievi di contante. "Sembra ragionevole assumere di esentare i prelievi mensili fino a 1.500 euro: ciò si traduce in un'esenzione dalla commissione per il 75% dei conti italiani. Applicando una commissione del 2% sui prelievi eccedenti tale soglia - stima il Centro studi -, si avrebbe un gettito annuale di circa 3,4 miliardi". L’obiettivo secondo Confindustria è di scalfire la montagna di 107 miliardi di (stimata) evasione annua fiscale e contributiva. 
La proposta è stata sommersa da una valanga di critiche. L’uso di carte di credito o bancomat non è gratuito, presuppone il sostenimento di un costo, che pesa sulle tasche delle famiglie meno abbienti, in particolare. In questo modo si obbligano i risparmiatori a sostenere una spesa. 
Confcommercio ricorda le commissioni pagate per l'accettazione di carte di debito e di credito. “Bandire il contante sarebbe come introdurre una tassa in più, soprattutto in un momento di perdurante stagnazione dei consumi, non ci sembra francamente una buona idea". Per Confesercenti “sarebbe una batosta da miliardi di euro sui consumatori, che concorrerebbe sicuramente a deprimere ancora di più la spesa delle famiglie, già in rallentamento”. 
Ma contro la proposta scende in campo anche l’ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco che inchioda le imprese alle loro responsabilità sul settore dell’evasione. Questo meccanismo di limitazione dell’uso del contante, dice, “non serve a molto. Se uno mette una tassa del 2% sul prelievo, questa viene aggirata comodamente. Dopodiché l'evasione non dipende soltanto dall'uso del contante al consumo, gran parte dell'evasione avviene senza contante, semplicemente manipolando i bilanci delle imprese”. 
Plauso invece da Pierluigi Bersani di Liberi e Uguali. 
Come spesso accade in tempi di bilancio all’osso, si gira il conto a chi è meno difeso, a quella classe media che da anni continua ad essere munta.

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