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L’immunità: il virus, i vaccini e le altre paure che ci paralizzano

Firmata da Eula Biss un’analisi storica, medica, culturale ed etica del concetto di invulnerabilità e su come l’umanità ha cercato di ottenerla


08/02/2021

di Giambattista Pepi


Pandemia, virus, vaccini, immunità, crisi. Sono le parole che, da un anno a questa parte, in tutto il mondo ricorrono più frequentemente nei giornali, nella radio, nelle Tv e nelle conversazioni generando un alternarsi di sentimenti e stati d’animo contrastanti: paura e coraggio, dolore e sollievo, sgomento e fiducia, dubbi e certezze. 
Come avviene sempre in occasione della ricorrenza di celebrazioni di eventi storici, di grandi calamità naturali, di fenomeni di costume, di accadimenti straordinari, come la pandemia da Covid-19, assistiamo al proliferare, disordinato e ridondante, di articoli, interviste, pamphlet, programmi, conferenze, convegni e libri che ci illustrano con dovizia di particolari quanto sta avvenendo nel mondo scosso e piegato dall’emergenza sanitaria, e socio-economica. 
E a proposito di pubblicazioni sulla pandemia segnaliamo un libro, a nostro parere interessante, intitolato Immunità. Vaccini, virus e altre paure (Luiss University Press, pagg. 187, euro 18,00, traduzione di Albertine Cerutti) scritto da Eula Biss, scrittrice americana nonché docente alla Northwestern University
Nel libro (un bestseller tradotto in oltre dieci lingue e segnalato tra i migliori libri dell’anno dal New York Times e da Publishers Weekly) l’autrice compie un’analisi storica, medica, culturale ed etica del concetto di immunità, o, se credete, di invulnerabilità, e dei modi in cui l’umanità ha costantemente cercato di assicurarsela. 
Dal mito di Achille (il semidio che la madre tentò di rendere immortale immergendolo nel fuoco del fiume Stige, ma invano perché tenendolo per il tallone, quel punto rimase vulnerabile, e proprio in quel punto venne colpito da una freccia avvelenata che gli procurò la morte) a quello di Narciso (il bel cacciatore che restava indifferente all’amore degli altri e la cui crudeltà fu punita dalla dea della vendetta che attirandolo davanti ad una pozza d’acqua, lo fece innamorare della sua immagine riflessa nell’acqua, che lo portò alla morte), senza trascurare la leggenda del conte Dracula (che si nutre del sangue delle vittime per vivere in eterno) e il controverso argomento vaccinazione, non disdegnando fatti di cronaca, esperienze personali e suggestioni letterarie, Biss ci spinge a riflettere sulla nostra capacità di agire e fare delle scelte per il bene comune, mostrandoci il vero significato dell’immunità: una relazione di dipendenza nella quale ogni corpo è indissolubilmente legato a quello degli altri. 
Un libro di grande attualità per la nuova peste che ha colpito l’umanità mettendone severamente alla prova le proprie capacità di difesa, resilienza, pazienza, sopportazione, ma anche di solidarietà, cooperazione, altruismo, coraggio, fermezza, determinazione nel contrastare la minaccia di ammalarsi e morire a causa di un microrganismo così infinitamente piccolo eppure così letale. 
Un volume che ci aiuta a riflettere su quanto ogni essere umano, ogni Paese, ogni popolazione dipendono strettamente gli uni dagli altri, e ciò che avviene in uno sperduto angolo del mondo - dalla scomparsa di una foresta all’estinzione di specie animali, dallo scioglimento di un ghiacciaio alle proteste per la libertà, dalla ricerca di nuove terapie per fronteggiare grandi patologie, alle nuove scoperte della medicina, dalle invenzioni della scienza alle nuove tecnologie - può finire per interessare anche noi, talora migliorandola, altre volte sconvolgendola. 
Com’è avvenuto proprio con il virus segnalato in una città cinese, Wuhan (per la maggior parte di noi fino a un anno fa del tutto sconosciuta) e nel giro di pochi mesi propagatosi in tutti i Paesi e la cui malattia, il Covid-19, è divenuta una tra le principali cause di morte in tutto il mondo. 
E l’unica speranza oggi è riposta nei vaccini. Sono i vaccini che se saranno rapidamente somministrati possono renderci immuni all’infezione del virus Sars-CoV-2 e fermare l’ecatombe che sta provocando. Ma non sono pochi a porsi delle domande sulla vaccinazione, chiedendosi se sia giusto farla oppure no. Se farla per proteggere la vita degli individui più fragili oppure la propria? Gli Stati debbono rispettare la libertà degli individui di vaccinarsi o meno, oppure debbono renderla obbligatoria per tutelare la salute come bene collettivo? E poi il ruolo delle case farmaceutiche: il loro comportamento è improntato a principi etici, o tutta la loro attività è volta esclusivamente a fare profitto amplificando ad arte i pericoli della pandemia? 
Il libro non dà risposte a dubbi e interrogativi come questi, ma offre spunti di riflessione critica. Spunti che possono aiutarci a compiere le scelte più appropriate per ricominciare a vivere in modo più consapevole e responsabile, senza remore e ostacoli. Consci del fatto che da questa grande prova alla quale siamo sottoposti possiamo uscire più forti o più deboli. E la riuscita in questa sfida dipenderà da tutti noi, nessuno escluso.

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