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L'ispettore Geron Rath indaga nella ruggente Berlino di fine anni Venti

E lo fa nelle pagine di un grande romanzo criminale firmato da Volker Kutscher, dal quale è tratta la serie Tv in onda su Sky Atlantic


15/01/2018

di Valentina Zirpoli


Un intrigante tuffo nel tramonto annunciato della Germania di Weimar, il primo tentativo di stabilire una democrazia liberale in un Paese alle prese non solo con i postumi della grave crisi economica legata a una guerra persa, ma anche con un periodo di robuste tensioni interne; un lavoro ambientato nella Berlino degli anni Venti, un decennio vissuto all’insegna di deliranti ambizioni; uno spaccato di vita quotidiana che inquieta, incuriosisce e al tempo stesso invita all’approfondimento. Il tutto attraverso lo sguardo disincantato di un giovane quanto irrequieto protagonista alle prese con le sue insoddisfazioni. 
Ovvero il giovane commissario Gereon Rath che tiene banco in Babylon-Berlin (Feltrinelli, pagg. 478, euro 19,00, traduzione di Palma Severi e Rosanna Vitale), il graffiante romanzo firmato da Volker Kutscher e dal quale ha preso spunto l’omonima doppia serie televisiva, ambientata fra il 1929 e il 1934, prodotta da X-Filme Creative Pool in coproduzione con Degeto Film, Sky Deutschland, Beta Film e interpretato da Volker Bruch, attualmente in onda in Italia su Sky Atlantic. 
Per la cronaca Volker Kutscher è nato a Lindlar il 26 dicembre 1962 e, dopo essersi laureato in Storia e Filosofia presso le università di Wuppertal e Colonia (città dove attualmente vive) , ha lavorato nella redazione di un quotidiano prima di dedicarsi alla narrativa, debuttando sugli scaffali nel 1995 con Bullenmord. In seguito, fra il 2007 e il 2016, avrebbe dato alle stampe una serie di sei romanzi gialli di enorme successo, tutti con protagonista l’ispettore Rath, il secondo dei quali (Der stumme tod) si è aggiudicato in Francia il Prix du Polar de Burgdorf. 
Veniamo ora a briciole di trama. La storia è ambientata a Berlino nel 1929: una città sull’orlo dell’abisso (futuro simbolo della tragedia nazista), dove covano tutte le tensioni e tutte le angosce di un Paese uscito a pezzi dalla guerra. Rivendicazioni operaie, complotti ultrareazionari e lotte politiche creano un cocktail micidiale in quella che è la più americana delle metropoli europee. E dove il sesso, le spie e la politica trovano il loro terreno ideale per attecchire. Una città peraltro travolta dall’urbanizzazione e da un irruento processo industriale che, quasi senza rendersene conto, si sta trasformando in una terra del divertimento dove attecchisce, in contrapposizione alla miseria e alla mancanza di dialogo sociale, il fiorire della malavita. 
Ed è appunto in questo contesto che il commissario Gereon Rath, “appena arrivato da Colonia, oltre che con la frenesia della città deve vedersela con la propria insofferenza per essere stato confinato alla Buoncostume. Ma mettere in gabbia prostitute che sui set pornografici si accoppiano con i sosia della defunta grandezza prussiana - dall'ex imperatore Guglielmo II a Federico il Grande e al generale Hindenburg - non è esattamente la sua massima aspirazione”. 
Sta di fatto che mentre Rath e la sua squadra “si immergono nella vita notturna popolata di night clandestini, di coca e traffici illeciti, scoppia qualcosa di simile a una guerra civile. Il primo maggio i comunisti infrangono il divieto di manifestare e su interi quartieri popolari cala un violento stato d’assedio, al termine del quale i morti si conteranno a decine, quasi tutti vittime di pallottole partite da armi della polizia. I giornali parlano con sdegno di un Maggio di sangue. In parallelo il prefetto cerca di sviare l'attenzione sul caso di un misterioso omicidio: da un canale è stata infatti ripescata un’auto di lusso con al volante un uomo in abiti elegantissimi e con le mani maciullate da torture. Segni d’identità: nessuno. Testimoni: zero”. Sarà a questo punto che il nostro giovane quanto intraprendente commissario, insofferente sia alle disposizioni che alle ingiustizie, si metterà a indagare. Non sarà facile, tuttavia, riuscire a imboccare la strada giusta per arrivare alla verità. 
Che dire: un romanzo che alterna inquietanti atmosfere noir con momenti di riposante lettura; che si rapporta con personaggi ben costruiti e quindi credibili; che gioca vincente su ben documentate ambientazioni e accurati riferimenti al contesto politico; che fa amare una città, Berlino, certamente diversa da quella di oggi, in ogni caso ricca di un invadente quanto stuzzicante fascino. 
Un’ultima annotazione: nulla toglie all’uscita di questo libro il fatto che rappresenti una riedizione di quella proposta da Mondadori - se non andiamo errati nel 2010 - sotto il titolo Il pesce bagnato (come da originale Der nasse Fisch, edito in Germania nel 2008), in quanto da diversi anni fuori catalogo. Una iniziativa che per contro assume particolare interesse per via dell’intenzione di casa Feltrinelli di proporre ai lettori anche gli altri cinque lavori che vedono protagonista Gereon Rath. E sarebbe davvero una bella iniziativa.

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