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La Cina esce rafforzata dal Coronavirus, mentre Europa e Usa finiscono a... pezzi


19/10/2020

di Artemisia


Mentre l’economia dei Paesi europei e degli Stati Uniti crolla, mentre le prospettive di una ripresa si spostano avanti nel tempo e la pandemia continua ad estendersi, la Cina sta risalendo la china. Lì dove tutto ha avuto origine, sembra che l’incubo sia finito. In questo caso verrebbe quasi da dar ragione ai complottasti che hanno sempre pensato al virus come un’arma costruita in un laboratorio oltre la Grande Muraglia, per vincere la competizione globale. 
Anzi Pechino sta approfittando delle difficoltà del resto del mondo per fare business e aumentare la propria area di influenza. Le drastiche misure di contenimento del virus hanno avuto effetto e ora la più grande economia mondiale si appresta a chiudere il 2020 con risultati più che soddisfacenti: la caduta del 6,3% del Pil nel primo trimestre è stata per metà già riassorbita nel secondo (+ 3,2%) e la previsione è che a fine anno l'economia crescerà attorno al 2,5% (+6% nel 2021). Gli scambi commerciali con l'estero sono cresciuti di 7 punti nel terzo trimestre, in agosto l'export è aumentato del 9,9%. Non solo. Mentre europei e americani sono chiusi in casa da lockdown a singhiozzo e misure di coprifuoco, mezzo miliardo di cinesi si sono recati in vacanza in questi giorni, in occasione della Settimana d'oro, che celebra la fondazione della Repubblica Popolare. 
Le minacce di alcuni Paesi di far causa a Pechino per presunta responsabilità del contagio mondiale e dei danni che sta causando a tutte le economie, sono cadute nel vuoto. Anche le accuse pesanti rivolte dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di aver propagato il virus, sono diventate argomento elettorale e basta, armi spuntate. Mentre si sono rilevate inefficaci le misure per arginare l’espansione cinese, a colpi di dazi. 
L’offensiva contro la minaccia del social Tik Tok e la supremazia tecnologica di Huawei, si sono rivelati solo dei colpi a salve. L’economia cinese marcia a dispetto del Covid e ultimamente grazie alla pandemia. Si stima poi che nei prossimi due anni l’economia possa registrare una dinamica positiva di almeno il 6% all’anno, se non molto di più. Secondo i dati della Banca Mondiale, prendendo in considerazione il criterio della parità dei poteri di acquisto il Pil cinese ha superato quello degli Stati Uniti già da diversi anni (nel 2024 o nel 2016, secondo differenti stime dello stesso ente); nel 2020 esso dovrebbe guadagnare ancora 7-10 punti percentuali rispetto agli Usa. 
Intanto la Cina è ormai il più importante mercato mondiale per molti prodotti e la lista continua a crescere velocemente. Le sole imprese statunitensi stabilite nel Paese vi vendono per più di 500 miliardi di dollari all’anno. Essa è poi un fornitore irrinunciabile di moltissime merci per le imprese e i mercati esteri, grazie alla vastità, efficienza, affidabilità delle reti logistiche e dei fornitori, ad un imbattibile rapporto prezzo prestazioni, a delle infrastrutture molto moderne, ad una forza lavoro istruita ed efficiente, al livello tecnologico. Essa è infine una grande importatrice. Così le grandi imprese multinazionali non possono lasciare il Paese pena rilevanti danni ai loro business
La pandemia ha dimostrato inoltre che la maggioranza dei Paesi appaiono molto dipendenti dalla Cina per alcune produzioni strategiche, come le forniture per la sanità. 
L’economia del Paese asiatico sembra uscire dal Covid rafforzata nella sua competizione con gli Stati Uniti.

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