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L’Europa con il suo comportamento alimenta l’antieuropeismo

Mes sì o Mes no? Mentre Francia e Spagna si dimostrano scettiche, anche i nostri dilettanti allo sbaraglio farebbero bene ad evitarlo


11/05/2020

di Sandro Vacchi


Fra noi e il resto del mondo esiste una cesura. Le vicende italiane nascono, si sviluppano e muoiono indipendentemente – o quasi – da quanto accade nel pianeta, come se noi non ne facessimo parte. Oddio, in un certo senso è realmente così. 
Senza stare a rivangare ciò che eravamo nel Rinascimento, in quanto i tempi di Leonardo, Raffaello, Michelangelo e compagnia ce li possiamo dimenticare una volta per tutte, la Bella Italia, il “genio italiano”, il design, la tecnologia, l'inventiva, sembrano ormai leggende lontane nel tempo. Le aziende di maggior nome hanno da un pezzo cambiato sede o proprietà, e di italiano non conservano, spesso, neppure il nome. E' facilissimo immaginare che, se contassimo ancora qualcosa, correrebbero invece per stabilirsi da noi, non certo per fuggire. 
Si scappa dai Paesi a rischio, da quelli in discesa (e in vendita), dove il lavoro non è sicuro e la sola certezza sono le tasse sempre in crescita. Ci si allontana dai posti in crisi, o in coma, per privilegiare quelli vivi, attivi e positivi. L'Italia non lo è più. 
Non solo. Si trova nel sud di un continente, l'Europa, a sua volta malmesso e che viaggia con due motori, uno a nord e uno a sud. Il primo è potente e, se proprio non corre, di certo cammina. Il secondo è invece un catorcio, anche perché molta potenza l'ha ceduta al primo motore. La barca che usa questi due motori inevitabilmente sbanda nel mare: è quanto succede all'Europa Unita, che tutto è tranne che unita. 
Giorni fa è stata celebrata la Festa dell'Europa, alquanto in sordina, un po' per il Coronavirus e molto per un certo pudore, diciamo pure vergogna. Il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, provvisto di timbro Pd, ha detto che “bisogna mettere i cittadini al centro”. Sì, al centro del bersaglio per prenderli a fucilate! 
Negli stessi giorni, infatti, l'Eurogruppo raggiungeva un accordo per distribuire prestiti a tasso quasi zero per le spese sanitarie. Ogni Stato dell'Unione potrà spendere fino al 2 per cento del Pil per la lotta al Coronavirus, ottenendo finanziamenti a dieci anni a tassi agevolati e “senza condizionalità” da parte del Mes, il fondo salva Stati. I fondi si potranno richiedere fino a tutto il 2022, con possibilità di proroga. Si comincerà il primo giugno e l'Italia potenzialmente potrà avere 36 miliardi. 
“Dopo il 2022 gli Stati dovranno rafforzare i fondamentali economici in modo coerente con il coordinamento fiscale e di bilancio e il quadro di sorveglianza, compresa la flessibilità delle regole UE” dicono le conclusioni dell'Eurogruppo. 
Tutto bene, arrivano i soldini? Calma, figuriamoci se due persone di questo straordinario Paese possono avere meno di tre opinioni diverse. Lo stesso accade all'interno del tragicomico governo giallorosso, con il premier Giuseppe Conte che frena, ritenendo questo strumento più dannoso che conveniente: la stessa posizione dei Cinque Stelle. Il Pd è invece più che favorevole, secondo la sua vocazione europeista che non risale certo alla notte dei tempi. La ragione? Non lo dicono, è ovvio, sennò anche alle prossime elezioni condominiali gli spaccano le ossa, ma non vedono l'ora di infilare le mani nelle tasche dei “ricchi”, che per loro sono tutti coloro che non fanno (ancora) la fame. Si chiama patrimoniale. 
E' l'unica cosa che tiene incollati i due alleati, però ben consapevoli che, appena pronunceranno la parola, gli italiani li rimanderanno a vendere bibite allo stadio, a fare i dj e a presiedere riunioni di cellula all'Anpi di Bazzano. 
Il momento è dunque delicatissimo, avrebbe un costo politico molto alto per chi sta sulle nostre teste, e a molti anche sulle palle. 
Tra l'altro, i francesi – sempre più lontani dalla Merkel – non intendono ricorrere al Mes “sanitario”, e anche gli spagnoli sono molto scettici. Con questo bel punto interrogativo sui cieli della patria, le elezioni regionali sono un bel dilemma, più per la data in cui tenerle che per il risultato: quando saranno autorizzati a votare i cittadini di Veneto, Campania, Liguria, Toscana, Puglia e Marche? 
Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha detto papale papale che in Italia si vuole sospendere la democrazia, e lo dimostrerebbero i provvedimenti autocratici di Conte & C. per difenderci dal virus, adottati con almeno un mese di ritardo, un mese trascorso a sottovalutare l'epidemia. 
Terrorizzati dalle urne, i dilettanti allo sbaraglio votati da nessuno (Conte), oppure votati da pochi (PD), ovvero votati da molti che poi hanno rapidamente cambiato idea (grillini) si arrampicano sugli specchi. La loro specialità, e quella dei giornali a loro vicini, è quella di screditare il nemico, alias Matteo Salvini. L'ex ministro dell'Interno, secondo la vulgata grillomarxista, sarebbe “precipitato” dal 34 per cento nei sondaggi di un anno fa al 26 per cento di oggi. Bene. Qual è, allora, il primo partito in Italia, sempre secondo i sondaggi? Rimane la Lega di Salvini, seguita dal PD dato intorno al 21 per cento. 
Visto che due anni fa, alle ultime elezioni politiche, il Carroccio prese il 17 per cento dei voti, oggi che è dato al 26 sarebbe in discesa: niente di illogico, per gente che considerava Stalin un faro della democrazia. 
I grillini, che sempre nel 2018 avevano rastrellato il 34 per cento alle Politiche, adesso sono, sempre nei sondaggi, attorno al 16 per cento, vale a dire che avrebbero lasciato per strada più della metà dei voti. Eppure sono dati in ripresa dai soliti acuti analisti. In ripresa da cosa? Dalla sparizione, incalzati come sono anche da Giorgia Meloni. Il PD, inoltre, sarebbe (sondaggi) al 22 per cento: un risultato miracoloso, per l'unico partito della sinistra esistente in Italia. 
Di certo anche il più geniale, visto che non trova di meglio, con il Paese in ginocchio e migliaia di morti, che invocare la ripresa degli sbarchi, bloccati dal cattivone, e la regolarizzazione dei clandestini, ai quali distribuire soldi, assistenza sanitaria e, possibilmente, diritto di voto. Se qualcuno pensa che siano queste le priorità degli italiani-elettori, per favore riapriamo i manicomi. 
Quando il virus, e il terrore che lo accompagna, saranno spariti, l'Italia sarà decisamente più povera e per la Lega si apriranno non delle praterie, ma degli oceani. 
Il virus ha anche rinvigorito il sentimento nazionale, che non è certo un valore di sinistra, e per un balcone che il 25 aprile intonava “Bella ciao”, ce ne sono tre che da gennaio intonano l'inno di Mameli “contro” l'epidemia. Imprenditori e professionisti del nord faranno uscire dall'emergenza, prima o poi, mentre anche i ciechi e i sordi si accorgono del dilettantismo del governo, delle mascherine che scompaiono e riappaiono, dei decreti-barzelletta prima scritti, poi corretti, poi rimandati, come compiti in classe alle scuole medie. 
L'egoismo, l'ipocrisia, le fanfaronate buoniste dell'Europa unita fanno il resto, alimentando l'antieuropeismo di un popolo che fino a pochi anni fa era tra i più favorevoli a Bruxelles. E chi sono i portabandiera dei sovranisti e delle critiche senza riserva all'Unione Europea? Salvini e la Meloni. 
I consumi crollano del 20 per cento, in tre mesi di virus il turismo ha perduto 81 milioni di presenze (numero dei turisti moltiplicato per i giorni di permanenza). Se gli imprenditori protestano vengono multati, è accaduto a Roma. E' vero, nel Cile di Pinochet e nell'Argentina di Videla gli sarebbe andata peggio, ma non avevamo la Costituzione più bella del mondo, secondo i seguaci di san Roberto (Benigni)? 
L'opportunismo e le giravolte politiche sono le indiscusse specialità nazionali. Che cosa ci si può aspettare in un Paese dove la querelle Bonafede-Di Matteo viene resa pubblica non in un dibattito parlamentare, ma in una trasmissione televisiva? E dove l'ex presidente della Camera, Irene Pivetti, è indagata per traffico di mascherine, non di Carnevale, ma anti-virus? E dove la sospensione di ogni libertà, data l'incapacità conclamata di controllare l'epidemia, ha distrutto un'economia già in prognosi riservata? 
Questa è l'Italia che sborsa quattro milioni per riportare a casa Silvia Romano, povera e cara, ma soprattutto ingenua, ragazza rimasta un anno e mezzo nelle mani dei tagliagole islamici. Lei atterra e Ciampino e la prima cosa che dice è che si è convertita all'Islam. Come se un rapito dall'Anonima Sequestri diventasse a sua volta un sequestratore. 
Che cosa si merita, d'altronde, uno Stato che anni fa rimandò in India i due marò che erano già a casa? Vero professor Monti? E che 16 anni fa era andato a liberare le due Simone, anch'esse di una Ong, rapite in Iraq, due oche giulive che per prima cosa ringraziarono i rapitori? Ma i due milioncini per riportarle a casa chi li aveva tirati fuori? E, dieci anni dopo, Vanessa e Greta vi dicono niente? Anche loro cooperanti, anche loro Ong, anche loro riscattate a suon di dollari: i terroristi non vogliono mica gli euro. 
Quando invece uno è sfigato e non ha simpatie di sinistra, questo simpatico e umanitario Paese lo abbandona a sé stesso. Vi dice niente il nome di padre Dall'Oglio? Da sette anni nessuno sa dove sia finito, era in Medio Oriente. C'era anche Enzo Baldoni, un giornalista free-lance scomparso in Iraq nel 2004: solamente sei anni dopo i familiari ebbero indietro qualche frammento di osso. 
Il caso più clamoroso è stato, tuttavia, quello di Maurizio Quattrocchi, guardia di sicurezza ammazzata peggio di un cane a 36 anni in Iraq nel 2004, che al suo boia disse “Vi faccio vedere come muore un italiano”. Era un “contractor”, quindi un mercenario, secondo buona parte della sinistra nostrana, che lo dipinse come fascista: il peggiore degli insulti secondo chi ha avuto insulti al cervello. Tre suoi colleghi furono liberati due mesi più tardi: dagli americani, però. A lui fu data una medaglia d'oro alla memoria, ma in silenzio: altrove gli avrebbero intitolato strade e monumenti. 
«Siamo al lavoro per gli altri ostaggi», ha detto Giggino Di Maio, strabiliante ministro degli Esteri. Fossi in padre Dall'Oglio mi preoccuperei. 
«Avremo una brusca caduta del PIL e le conseguenze economiche saranno molto dolorose», ha dichiarato nelle stesse ore Giuseppe Conte. Volete vedere che, per una volta, ci ha sicuramente azzeccato? La nostre brave mammine Cristina, Angela e Ursula sorridono. Come iene.

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