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La Germania e i suoi migranti: crisi per la Merkel?


02/07/2018

di Monia Savioli


Tempo di terremoti in Germania. La stabilità assicurata dal governo guidato dalla cancelliera Angela Merkel sta scricchiolando. Tutta colpa dei migranti, e del ministro dell’interno Horst Seehofer che nella serata di ieri ha deciso di presentare le sue dimissioni, per ora rifiutate dal capogruppo del suo partito, il CSU, Unione Cristiano Sociale della Baviera. Nell’alleanza stretta fra il CDU della Merkel, l’Unione Cristiano Democratica, ed il CSU, l’armonia sembra archiviata. La politica sui migranti intrapresa dalla Merkel non soddisfa Seehofer deciso a far rientrare nei paesi di primo approdo i migranti che sono entrati in Germania. Durante il recente vertice europeo, la Merkel ce l’ha messa tutta per raggiungere accordi bilaterali con 14 paesi europei nel tentativo di restituire loro molti dei rifugiati che si sono spostati in seguito entro le frontiere tedesche. Spagna e Grecia hanno detto sì. L’Italia già provata dai flussi che l’hanno investita non è entrata nel computo. Molti degli altri, in particolare Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria, un tempo alleati della cancelliera, hanno fatto dietrofront appellandosi alla genericità degli accordi che, dal canto loro, sono rimaste solo proposte, peraltro inaccettabili. La frattura fra la cancelliera ed il ministro dell’interno è diventata sempre più profonda fino sfociare nella proposta di dimissioni da parte di Seehofer che al suo partito ha parlato di risultati nulli in politica estera invocando la coerenza, che a suo parere, manca. Se il Csu dovesse restare fedele a Seehofer si potrebbe delineare il crollo della Grande Coalizioni e l’ipotesi di un ingresso dei Verdi nell’esecutivo o il ricorso a elezioni anticipate. Se così non fosse e il CSU dovesse dissociarsi dal ministro dell’interno e continuare ad appoggiare la Merkel, allora la situazione resterebbe in equilibrio. Gli esperti di politica interna prevedono che l'intesa tra Cdu e Csu sopravviverà alla crisi. La Merkel ha ribadito che gli accordi bilaterali raggiunti in particolare con Spagna e Grecia e con altri Paesi sono sufficienti a soddisfare le richieste avanzate da Seehofer nel suo incarico di ministro degli Interni. In ogni caso, l’armonia ormai è persa.  La crisi del governo Merkel, annunciata da mesi, sta diventando sempre più una realtà.

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