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La Lagarde una stupida? Macché, lo siamo noi italiani

Come si può accettare che una delle persone più potenti del mondo si metta a blaterare come se fosse sotto il casco della parrucchiera? 


16/03/2020

di Sandro Vacchi


E no! Troppo facile liquidare Christine Lagarde come una scioccherella dalla lingua lunga oppure, alla peggio, come una semideficiente incapace. Questo non è far torto alla sua, di intelligenza, ma a quella di chi formula il giudizio. 
Vi pare che una delle persone più potenti del mondo, la banchiera dei banchieri che ha in mano le leve finanziarie di un intero continente, vale a dire di mezzo mondo, e che in precedenza guidava niente meno che il Fondo Monetario Internazionale, si metta a far chiacchiere come sotto il casco della parrucchiera mentre la manicure si occupa delle sue unghie affilate? Se lo pensate, fatevi dare un'occhiata e smettete di credere alle favole. 
La signora ha fatto, scientemente, come l'allodola di cui quasi porta il nome. Ricordate quella canzoncina, “Alouette gentile alouette”? Madame Lagarde da ragazza si chiamava Lallouette. L'allodola è un uccelletto che vola molto ma molto in alto, proprio come lei, e canta melodiosa, come lei faceva rivolgendosi a Nicholas Sarkozy. Una volta lontana nel cielo, l'allodola si lascia cadere a perpendicolo e, vicina a terra, sterza d'improvviso e riprende a cantare, come ha fatto lei la settimana scorsa, quando ha mandato a schiantare non sé stessa, bensì tutte le Borse europee: Milano ha perduto il 16,9 per cento, peggior débacle giornaliera della sua storia, Londra il 9,8, Francoforte il 12,2, e così Parigi. L'indice Stoxx Europe ha calcolato che la perentoria frase della Regina di Denari abbia mandato in fumo una montagna di denaro: 825 miliardi, 68 dei quali solamente in Italia. 
<Non siamo qui per arginare gli spread> ha detto. Ah no? Sarebbe come se un medico dell'ospedale di Bergamo esclamasse, in questi giorni: «Non siamo qui per salvare delle vite». 
Lo internerebbero, lei è invece in circolazione, pronta a colpire ancora. Ha detto quel che ha detto mica perché sia scema, ribadisco: lo ha detto perché fa parte della super élite finanziaria mondiale e globalista guidata dall'ideologia antifrontiere, antipopoli, antinazioni, e sia quel che sia, compresa la fine dei suddetti popoli. 
Se quella di madame Lagarde fosse stata una gaffe, a maggior ragione per gli effetti atomici che ha prodotto, a velocità supersonica sarebbe stata esiliata alla Banca cooperativa di Pizzighettone come donna delle pulizie, invece se ne sta come Cleopatra – e come lei retribuita - sul trono alla BCE una volta occupato da Mario Draghi. 
La biancocrinita, raffinata e altera avvocatessa Lagarde aveva parlato quasi in simultanea con Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea in sostituzione di Jean-Claude Juncker, passato forse a fare l'enologo. La madre dei magnifici sette (figli), nata Albrecht, moglie del principe Nonsocosa, parlava in italiano davanti alle telecamere, col suo cardigan da impiegata delle Poste e il suo ghignetto ceruleo da SS. Ci rassicurava, Ursula; siamo tutti italiani, diceva, come John Kennedy “berlinese” a Berlino; e prometteva aiuti contro il Corona Virus, solidarietà europea, amicizia... 
Infatti diciannove milioni (19 milioni !!!) di mascherine anti infezione destinate all'Italia sono state bloccate da altri Paesi; a Catania la Finanza ne ha sequestrate diecimila pronte per il mercato nero; in Lombardia sono state mandate “mascherine” di carta igienica: ci stanno prendendo per il culo, letteralmente, intanto le anime belle e canterine del Paese di Sanremo cantano allegre sui balconi della penisola. 
Ci fanno sopra i servizi “di colore”, i sedicenti giornalisti del servizio pubblico, mentre Ursula e Cristina ci fanno neri, e vigliacco se trovi un aborto di “speciale” televisivo sullo sfascio premeditato della nostra economia. Macché! Mentre scrivo vedo sulla Rai gli stop della “movida” a Cagliari e a Campobasso: sai la tragedia, di fronte al blocco dell'economia, dei risparmi, degli stipendi! Qualcuno, per esempio il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, si degnerà prima o poi di spiegarci che fine hanno fatto i 68 miliardi bruciati in Borsa a Milano? E chi ha guadagnato a raffica, appena 24 ore più tardi, quando Piazza Affari ha recuperato di colpo il 7 per cento? 
Madame Lagarde una scioccherella incosciente? Qui c'è sotto chissà cosa, tant'è che il Copasir, il comitato parlamentare per la sicurezza, che controlla i servizi segreti, ha mobilitato gli 007. Sono quelli “de noantri”, sotto tutela dell'Europa, e vedremo se mai arriveranno a qualcosa, ma la presa in giro, e soprattutto il danno procurato all'Italia, sono senza misura. 
La BCE ha corretto il tiro della Lagarde in Capo: non avrebbe saputo spiegarsi, ha detto il primo economista della superbanca. Ah no? Se non sa usare le parole mandatela da un logopedista. Al di là di battute facilissime, viste le cacche che continuano a pestare gli intoccabili dell'aristocrazia finanziaria, ricordiamo un fatterello. Più di otto anni fa, con la scusa dello spread che saliva, fu cacciato a calci Silvio Berlusconi, guarda caso ultimo capo di un governo eletto dagli italiani. Oggi l'aristocrazia finanziaria ed eurofanatica ha nuovamente sfoderato l'arma micidiale, lo spread. Con Berlusconi saliva troppo ed era colpa sua, che doveva togliersi di torno; oggi sale troppo per colpa del virus, però l'Europa Unita dice che se ne sbatte di noi. Delle due l'una, non trovate? 
Rimpiangeremo amaramente Mario Draghi, che adottava ricette opposte a quelle della Lagarde, amica e cameriera di quel bel tomo di Nicholas Sarkozy. Da presidente dei francesi, costui ci tirò a forza nella guerra contro Gheddafi, soffiandoci fior di commesse. Oggi fa il marito di Carla Bruni, ex indossatrice di mezza età e sedicente cantante, la quale non ha trovato di meglio che fingere una crisi respiratoria per prendere in giro gli infettati. Che sciccheria, madame! Che classe! Vada a ripetere la scenetta all'obitorio di Bergamo, semmai con i suoi amici rigorosamente di sinistra e ancor più rigorosamente con portafogli di Vuitton. Giorni fa ci dipingevano come gli untori del continente, con un finto pizzaiolo napoletano che sputazzava sulla pizza. Ci prendono per i fondelli, ma sono fatti così. Del resto, cosa aspettarsi da gente che ha perduto la guerra molto prima di noi, eppure è riuscita a farsi accreditare fra i vincitori? 
Un paio di settimane fa Giuseppe Conte proponeva stanziamenti per tre miliardi e mezzo per contrastare la crisi da virus. Matteo Salvini gli sghignazzò in faccia, sostenendo che meno di venti o trenta miliardi sarebbero serviti a poco. Adesso se ne stanziano venticinque. Tanti? La Germania ne mette fuori ventidue volte tanti! 550 miliardi! Scommettiamo che presto molte nostre aziende parleranno tedesco? 
Ciò nonostante il TG di matrigna Rai va avanti con le boiate: quanto è bello il paracadutista che sventola il tricolore mentre suona l'inno di Mameli! Sulla Lagarde che scriveva a Sarkozy «Usami, sono al tuo servizio», nemmeno una parola, vero? Non sono le Memorie di una gheisha, ma le parole dell'attuale presidente della BCE, e già numero uno del FMI dopo la deposizione di Monsieur Cochon, alias Dominique Strauss Kahn, incastrato per uno scandalo sessuale con una cameriera, peraltro inguardabile, di un albergo di New York. Denuncia di stupro, sollevazione femminista, carriera finita. Toh, proprio nel momento in cui stava per candidarsi all'Eliseo al posto di Sarkozy. E chi lo sostituì al Fondo Monetario? L'allodola Christine Lagarde, la quale si prese tosto cura della Grecia, facendola scivolare verso il fallimento. Poco più tardi ammise l'errore, le misure erano state troppo draconiane, ma intanto Atene era fallita. 
Questa è la donna che ha nelle mani i nostri soldi e il nostro destino: come minimo una perfetta incosciente, come massimo una perfettamente cosciente di ciò che fa, dall'alto di una posizione eccelsa conquistata in nome delle idiotissime “quote rosa”, lei come la van der Leyen che tanto infiammarono le damazze dei salotti “progressisti” al momento della nomina. 
Aggiungiamoci Isabel Schnabel e la torta ha anche la ciliegina. Questa economista, ovviamente tedesca, siede nel comitato della BCE. La frase sullo spread della sua principale l'aveva pronunciata lei tempo prima, così la francese si è sentita libera di ripeterla, alla faccia dei risparmi di noi comuni mortali, italianuzzi in primo luogo. 
Scrive Federico Fubini sul “Corriere della Sera”, giornale non certo euroscettico: «Oggi sono quelle dei tedeschi, soprattutto il presidente della Bundesbank Jens Weidmann, le voci più influenti ai vertici della BCE». Ma vah, non l'avremmo mai detto: in Italia eravamo convinti di contare di più noi, perché a calcio li battiamo sempre. 
Se fossi in Ken Follett scriverei alla svelta uno dei suoi libroni con le solite tre S come ingredienti: Sangue, Sesso, Soldi. Ci vorrebbe anche la S di Simulazione, quella degli ipocriti che governano noi e gli altri europei. Fine delle frontiere e delle divisioni? Ma quando? Tutti, proprio tutti nel continente, si chiudono in casa, sbarrano le frontiere, non entra più nessuno; lo fanno tedeschi, francesi, cechi, danesi, spagnoli, portoghesi. Dall'Italia scappano perfino gli immigrati che sbarcavano a drappelli, pronti a tornare in Africa, dove la pandemia è già arrivata, con prospettive apocalittiche. 
Questo è l'inizio della fine di una ultrasessantenne, l'Unione Europea, con tutte le panzane che ci hanno raccontato per decenni i suoi servi sciocchi o furbi. Il virus colpisce soprattutto gli anziani? Chissà che per una volta non faccia un piacere a tutti noi, che non possiamo permetterci di fare come Silvio Berlusconi e fuggire a Nizza nella villa della figlia. Ormai lui se ne frega di Forza Italia, come l'Europa se ne frega dell'Italia: i fatti lo dimostrano senza ombra di dubbio. E senza incertezze bisogna farla finita. 
Mentre sui nostri televisori scorreva il festival delle canzonette dai balconi, della terapia definitiva di lavarcene le mani, di Vip e Vippini che lanciavano appelli all'autoreclusione, un grosso tipo ossigenato di nome Donald Trump annunciava che gli Stati Uniti abbasseranno le tasse per contrastare il Corona Virus. Vedrete se qualcuno dei nostri intellettuali al prosecco non troverà il modo di attaccarlo.

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