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La "Legittima difesa" è diventata legge, ma c'è chi continua a tifare per i ladri

Le strane affermazioni di Nicola Zingaretti, segretario del Pd, che sembra dimenticarsi di chi ha agevolato le "importazioni malavitose"


01/04/2019

di Sandro Vacchi


In parole molto semplici: chi si oppone alla legge sulla legittima difesa, anche dopo che è stata approvata dal Senato, non tiferà per i ladri, ma poco ci manca. Gli stessi ladri che spesso si trasformano in torturatori, quando non in assassini, e dai quali non avremmo il diritto di difenderci, secondo le anime belle e illuminate, ma piuttosto coi quali dovremmo intavolare pacate discussioni alle 3 di notte davanti ai loro revolver puntati contro la testa di nostra moglie o di nostro figlio. Ma sì, offriamogli anche un amaro! 
Il neo segretario del PD, Nicola Zingaretti, che tante speranze di uscire dal coma aveva suscitato nella “sinistra” nostrana, si sta rivelando il degno erede di Mortimer Martina e dei vari necrofori che, forti del loro raffinato pensiero debole, hanno consegnato milioni di voti a Matteo Salvini e a Luigi Di Maio, il quale li sta travasando a camionate sempre al compare di governo. Il meno noto dei Zingaretti ha infatti affermato: «In questa legge non ci sono investimenti sulla sicurezza delle persone e sulla sicurezza urbana. C'è il governo che dice, invece “Italiani, compratevi le pistole e difendetevi da soli”». 
Forse è così, anzi è così, ma una domanda se l'è posta il segretario, prima di dare aria alle fauci? Chi, di grazia, negli ultimi cinque o sei anni ha importato in Italia centinaia di migliaia di clandestini e un numero leggermente minore di delinquenti? 
Oppure, mettiamola giù in “politicamente corretto”: chi ha accolto centinaia di migliaia di poveri cristi, foraggiando per il loro “mantenimento” cooperative e organizzazioni non governative, ma lasciando gli uomini importati a non fare nulla fuori dalle stazioni, dai supermercati, e nelle strade e nei centri di accoglienza? Chi li ha costretti a condizioni di vita umilianti, all'ozio forzato, al terremoto psicologico che oggi va tanto di moda? E anche a quello ormonale che porta a stupri in serie? Chi li ha dotati di telefonino e di paghetta ma non di lavoro, di dignità, di quella parola oggi disonorata che è Onore? 
Vogliamo dare credito alla visione sociale della delinquenza tanto cara ai sinistrati di serie B, secondo la quale responsabile del delitto non è tanto chi lo commette quanto piuttosto la società che lo costringerebbe, non fornendogli mezzi di sussistenza? Bene, allora la società che ha commesso il crimine è quella promossa da chi ha governato negli ultimi anni, la società multietnica senza fondamenta, quella delle culture “altre”, come sproloquiano i saccenti, che di diverso hanno soprattutto l'alienazione. E vallo a spiegare a una figlia violentata che il magrebino o il ghanese che l'hanno rovinata per sempre in fondo non condividono i nostri valori, la loro “cultura” non contempla la parità della donna, vanno perdonati come chi mangia con le mani o fa baccano al bar. 
Signori del PD, compagni, i ladri, gli stupratori, gli scippatori, gli spacciatori e tutte queste vittime della società non votano, anche perché spesso sono stranieri e clandestini. Infatti a chi vanno i voti, forse a voi che avete fatto di tutto per richiamare i gentiluomini e vorreste dargli anche lo Ius Soli? Votano gli italiani, invece, purtroppo per voi, e – guarda caso – hanno ripreso a votare da quando voi non governate più con tutte le vostre menate. 
Una per tutte. Che cosa può frullare nella scatola cranica del vostro segretario delle speranze perdute, quando presenta la campagna elettorale per le prossime elezioni europee? Lo slogan è Più Europa, o qualcosa di simile, con tanto di bandiera azzurra della Comunità, così amata dagli italiani, vero? Ma li leggete i sondaggi? Fate di meglio: ascoltate la gente, domandate che cosa pensa della Merkel, di Macron, di Cognachino Juncker, dell'euro, della commissione europea, del trasloco di un convoglio immane di Tir gonfi di faldoni e di scartoffie tra i parlamenti di Bruxelles e di Strasburgo. E dei costi dei deputati, delle loro segreterie (con segretarie annesse, chi vuole capisca), dei benefit, delle pensioni, delle agevolazioni, delle garanzie... per garantirci che il carrozzone continuerà a marciare sulle nostre teste, le nostre pance, i nostri portafogli. 
Domandare alla gente? Sentire la piazza, il barbiere, il barista, il metalmeccanico, l'edicolante? Non sia mai! Questa gente puzza, secondo voi. Non in senso letterale, voglio sperare, ma perché non percepisce gli effluvi profumati del vostro pensiero, delle vostre elucubrazioni sottili contro la plebaglia sovranista, delle vostre litanie passatiste e reazionarie che partorite negli attici dei Parioli o di via della Spiga. Voi siete la reazione, i difensori di privilegi che ovviamente giustificate, anche credendoci, dopo aver lasciato col culo per terra non dico il proletariato (quello lo avete proprio eliminato, andate a Torino dove era una certa Fiat), ma la classe media, che avete trasformato quasi in sottoproletariato. 
E dove fanno irruzione i vostri amati appartenenti alle culture “altre”? Dove schiantano porte e finestre e puntano pistole contro i malcapitati? Entrano nelle officine dei poveracci che lavorano da spaccarsi le ossa, nelle tabaccherie di chi vende i Gratta e Vinci ad altri poveracci che sperano di recuperare quanto le tasse gli mangiano, negli uffici postali a scippare le vecchiette, nei distributori di benzina. E nelle case di chi mette insieme uno stipendio appena decente, o una pensione da vergognarsi, perché certi italiani hanno una dignità, contrariamente a voi. 
I vostri amati “altri”, imbestialiti per come trattate anche loro, li minacciano, li torturano, stuprano anche le ottantenni, per farsi confessare dove sono i soldi, la cassaforte, come se questa gente ce l'avesse, la cassaforte. Non l'avete nemmeno voi, lo so, mica siete scemi, i soldi li tenete al sicuro in luoghi ancora più corazzati. Si è mai sentito di un banchiere, di un politico, di un calciatore di grido, di una cantante acclamata, aggrediti in casa, minacciati con grida oscene da bocche sputazzanti, che abbiano reagito sparando al povero malvivente? 
Mai! Perché il malvivente entra nelle case non blindate, prive di telecamere, non sicure, abitazioni da poveracci. Malvivente, poi... 
Voi gli avete consentito di vivere bene, altroché! Se un derubato gli sparava, ecco il criminale diventare vittima e incassare risarcimenti folli. Se non gli sparava, ma riusciva a bloccarlo, si beccava una denuncia per sequestro di persona. Se non sparava e la polizia riusciva a intervenire in tempo, il bellimbusto usciva dalle patrie galere dopo aver scontato una pena esemplare: un giorno o due. 
Esistono decine di intercettazioni di bande criminali di ogni razza (si può dire?), colore, corrente politica, credo religioso e fede calcistica che ridacchiano dell'Italia e invitano confratelli e colleghi a trasferirsi da noi, tanto si sta bene. Si stava. 
Adesso fare i rapinatori diventa più difficile. Ragazzi, non va grassa per sempre: quando io ho cominciato a fare il giornalista, questo era un mestiere ambito e rispettato, e gli inviati speciali erano l'élite dell'élite, ma oggi è una professione da disgraziati, sempre meno tutelati e rispettati. <La difesa è sempre legittima> è stato lo slogan di Matteo Salvini, che detesta clandestini e delinquenti, chissà perché. Adesso, se entrate in casa di qualcuno senza essere invitati a cena, il proprietario potrebbe darvi una bastonata e frantumarvi l'occipite, oppure piantarvi una roncola fra le scapole, o ancora spararvi alla Clint Eastwood. 
Eh sì, perché i buoni residenti negli attici e blindati nei salotti, invocano lo spettro del Far West, dei maledetti Stati Uniti dove si vendono armi liberamente, di Donald Trump nume di riferimento di Salvini. «Rischiamo una maggiore diffusione delle armi da fuoco e un incremento degli omicidi. Questa è una norma dirompente», dice il sindacato di polizia della Cgil. E Francesco Minisci, presidente dell'Associazione nazionale magistrati, solleva dubbi di incostituzionalità. Il perché non è chiaro, ma Luigi Gallo, deputato dei Cinque Stelle, commenta: «Bene, così la legge sarà cassata». 
Ecco, nel Paese dove i ladri vanno risarciti mentre le vittime vanno a processo, tutto va a rovescia. Un parlamentare di un partito che ha votato la legittima difesa si augura che la stessa legittima difesa venga eliminata per mano giudiziaria. E' un Paese normale? Ed è normale che Di Maio liquidi come medioevale il raduno di Verona di chi sostiene la famiglia tradizionale mentre Salvini sale su quel palco a dire che le leggi in vigore, compresa quella sull'aborto, non si toccano? E' normale che i due galletti litighino a proposito della Via della Seta da aprire con la Cina, e sul reddito di cittadinanza, e sulle grandi opere, e sul Tav? 
E' normale che la più forte risposta della pseudo-intelligente pseudo-sinistra nostrana sia lo Ius Soli? Un'altra risposta intelligente, compagni abituati a cambiare nome al partito, sarebbe far cambiare nome al segretario: uno non può mica chiamarsi Zingaretti e condurre la sinistra verso il sol dell'avvenir. Zingari non si può dire, è da xenofobi. Si chiami Gitanetti, semmai, e se ne vada in gita con i Grillini, come premio per aver capito tutto, ma proprio tutto. 
La gita comincia il 26 maggio.

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