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La bella storia dei rapporti tra i Papi e i nostri presidenti della Repubblica

Alessandro Acciavatti ricostruisce in maniera minuziosa i rapporti tra Vaticano e Quirinale dal 1946 a oggi con inedite curiosità e testimonianze


10/12/2018

di Tancredi Re


Che senso ha ripercorrere la storia delle relazioni istituzionali e personali tra i capi di Stato italiani ed i Papi della Chiesa cattolica dal 1946 ai giorni nostri? È il senso dell’etimologia della parola greca istoria, che significa “ispezione” secondo il filosofo greco Aristotile, a rivelarcelo. Ricercare i fatti del passato attraverso la consultazione di fonti, cioè di documenti, testimonianze e racconti e il tentativo di disporne in maniera continua e sistematica i fatti assumendo che abbiano un significato ed un valore per l’uomo contemporaneo. La storia, dunque, è spinta dalla ricerca della creazione di un “vero discorso del passato”. 
Se è così, il libro Oltretevere (Piemme, pagg. 576, euro 24,00) dell’esordiente Alessandro Acciavatti (nato nel 1984, vive a Lanciano in provincia di Chieti, laureato in giurisprudenza, si dedica allo studio della storia delle istituzioni) è un lavoro storico di particolare pregio e interesse. Perché, come egli stesso afferma nell’introduzione, “se è un fatto ben noto che fra Vaticano e Quirinale vi siano sempre stati rapporti che potremmo genericamente definire buoni, non si è mai approfondito con la dovuta cura in cosa si siano sostanziati in concreto”. 
Sono trascorsi oltre settant’anni dallo svolgimento del Referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946 per la scelta della forma di Stato che segna l’avvento della Repubblica, e la fine della Monarchia, un periodo dunque sufficientemente ampio per poter condurre uno studio storico di rigore scientifico ineccepibile in grado di fornire una narrazione inedita, originale ed interessante dei rapporti tra il Primate d’Italia ed il Primo magistrato della Repubblica. 
Un rapporto intessuto di visite, colloqui, scritti che si dipana attraverso i decenni di vita italiana e gli eventi ora esaltanti (le prime elezioni libere del 1948 dopo il ventennio fascista e la fine della Seconda guerra mondiale), ora tragici (la stagione della strategia della tensione, il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro), ora carichi di speranza e aspettative (l’adozione dell’euro allo scopo di garantire la crescita economica attraverso la stabilità monetaria e la preservazione del valore della nuova valuta) ora di prostrazione e angoscia (le crisi istituzionali, politiche ed economiche succedutesi nel corso dei decenni) che ne hanno caratterizzato la storia. 
Il volume - con la prefazione di Paolo Mieli, la post-fazione di Giuliano Amato e un articolo monografico di Carlo Cardia (“Le basi dell’amicizia tra Italia e Santa Sede”), professore emerito all’Università degli studi di Roma Tre - è un affresco appassionante che si nutre di rivelazioni e documentazioni inedite di notevole valore storico. Tra le quali ci piace qui ricordare le pagine dell’agenda del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, la lettera autografa del Sommo Pontefice Francesco, la lettera autografa e la memoria del Sommo Pontefice Emerito Benedetto XVI, il contributo di Monsignor Stefano Sanchirico Cerimoniere della Prefettura della casa pontificia, la memoria di Antonio Zanardi Landi, Ambasciatore dell’Italia nella Santa Sede dal 2007 al 2010. 
Acciavatti fa precedere il racconto della relazioni tra il Vaticano ed il Quirinale, da un’attenta e dettagliata ricostruzione delle precedenti relazioni tra Stato e Chiesa, soprattutto quelle successive alla stipula dei Patti Lateranensi (1929) e l’incontro avuto dieci giorni dopo lo svolgimento del referendum istituzionale (1946) da Alcide De Gasperi (allora Capo provvisorio dello Stato) con Monsignor Borgoncini Duca, nelle vesti di rappresentante della Santa Sede. 
Dal primo incontro tra Enrico De Nicola e Papa Pacelli (Pio XII), a quello di Luigi Einaudi (cattolico, ma liberale) alla vigilia delle elezioni politiche del 1948 con Papa Pio XII, per giungere ai rapporti dei Presidenti della Repubblica espressioni della Democrazia Cristiana (erede del Partito Popolare fondato da Don Luigi Sturzo), Giovanni Gronchi ed Antonio Segni con Pacelli e Giovanni XXIII; di Giuseppe Saragat e Giovanni Leone con Paolo VI. Per poi proseguire con il compianto Sandro Pertini che incrociò le strade di ben tre Papi: Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II. Papa Voityla oltre a Pertini, avrebbe intrattenuto relazioni con Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi culminate con la visita ed il discorso a Palazzo di Montecitorio (sede della Camera dei Deputati) arricchite dalle testimonianze degli ex Presidente di Senato e Camera, Marcello Pera e Pier Ferdinando Casini. Per arrivare, infine, ai rapporti di Papa Ratzinger con Giorgio Napolitano (primo ex comunista ad essere eletto Capo dello Stato) e di Papa Francesco con l’attuale inquilino del Quirinale, Sergio Mattarella. 
“Un libro prezioso che aiuta a capire meglio la nostra storia recente - scrive nella prefazione il giornalista e storico Paolo Mieli - che sarà indispensabile per gli storici del futuro se vorranno approfondire le vicende dei primi settant’anni di vita dello Stato repubblicano e di sette tra i pontefici di maggior rilievo del Novecento, oltreché dell’inizio del Terzo millennio”.

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