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La bioedilizia regge l’urto della crisi e punta a un rilancio immediato delle costruzioni

Superbonus, riduzione delle emissioni ed efficentamento possono essere la chiave per una spinta definitiva di tutto il settore


14/12/2020

di Damiano Pignalosa


Il 2020, almeno in parte, ha dato e darà in futuro un colpo di spugna a diversi settori produttivi velocizzando sempre più le pratiche di conversione di alcune attività ritenute strategiche e determinanti per il cambiamento che è in atto. La crisi ha colpito un po’ tutti anche chi si stava facendo spazi con molta fatica in un mercato inflazionato come può essere quello dell’edilizia ma, almeno in questo caso, il futuro non sembra poi così nero, anzi.
Sembra un nuovo rinascimento per l’edilizia in legno. Da anni questo settore – che in Italia conta quasi 500 imprese e nel 2019 ha generato un fatturato di 1,35 miliardi di euro secondo il quinto Rapporto Case ed edifici in legno di Assolegno – continua a crescere e guadagnare quote di mercato all’interno del comparto delle costruzioni, soprattutto nel segmento delle nuove realizzazioni, in cui rappresenta ormai quasi l’8% del totale (17,5 miliardi di investimenti nel 2019, secondo Ance).
Proprio sull’argomento è intervenuto il presidente di Assolegno Angelo Luigi Marchetti, «da una nostra indagine tra gli associati, il sentiment delle imprese indica una tenuta del mercato della bioedilizia. Certo – precisa Marchetti – lo stop di 4-6 settimane durante il primo lockdown ha inciso, perciò ci aspettiamo una flessione nei numeri di quest’anno, ma la domanda non è diminuita, anzi: da maggio abbiamo registrato una buona ripresa del mercato italiano, spinto anche dalle nuove esigenze abitative». Più evidente sarà, probabilmente, il calo sul fronte delle esportazioni, che invece nel 2019 avevano fatto registrare una vera e propria impennata (+20% rispetto al 2018), portandosi a 60 milioni di euro. «L’aspetto interessante – spiega il presidente di Assolegno – è che ai tradizionali mercati di vicinato, come Svizzera, Francia, Germania o Croazia, si sono aggiunti nuovi Paesi, in particolare la sponda Sud del Mediterraneo. Segno che anche in questo settore comincia a essere percepito un valore aggiunto del made in Italy, legato al design e alla qualità».
Il Rapporto sull’edilizia in legno (elaborato dal Centro studi di Federlegno Arredo con Assolegno) fotografa un comparto in espansione, che nel 2019 ha registrato una crescita del 2,3 nel fatturato, per un totale di 3.154 nuovi edifici realizzati pari al 55% del fatturato complessivo del settore. Il resto è rappresentato da coperture di edifici e strutture, solai, tetti e porticati in legno. Un settore che negli anni si è evoluto: dalle prime villette monofamiliari diffuse nel Nord del Paese, si è passati a costruire edifici anche di grandi altezze, nei centri urbani, oltre a edifici pubblici come scuole e del terziario.
Come se non bastasse bisogna segnalare che grazie alle opportunità messe in campo dal Superbonus 110%, per il settore delle costruzioni in legno si aprono nuove prospettive. La proroga di questa misura attraverso l’utilizzo del Recovery Fund apre infatti all’uso degli incentivi anche in caso sostituzione urbana, ovvero agli interventi di demolizione e ricostruzione, in cui le imprese di costruzioni in legno possono giocare un ruolo importante.
Insomma, una vera e propria rivoluzione del settore edile con una forte anima green che si pone l’obiettivo di unire stile e design Made in Italy ad una nuova concezione costruttiva che porta con se vantaggi a livello di realizzazione, manutenzione e consumi energetici. Una nuova visione è possibile e aprirebbe la strada ad un rilancio dell’intero settore con gli addetti ai lavori pronti ad effettuare l’inversione di marcia. Per quanto possiamo affermare di aver passato uno dei momenti più difficili della storia moderna dobbiamo essere pronti a rilanciare tutte quelle attività che hanno un vero sguardo verso il futuro con realtà già pronte a mettere giù la prima pietra o, come in questo caso, la prima trave in legno…

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