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La blockchain alla conquista del pianeta

È partito tutto dalle monete digitali, ora questa nuova tecnologia di gestione è pronta a prendersi il mondo intero


28/07/2017

di Damiano Pignalosa


L’era digitale ha invaso le nostre vite e la nostra quotidianità. La tecnologia avanza e ci dà sempre più strumenti per affrontare le difficoltà di tutti i giorni, cercando di apportare quei miglioramenti che possano facilitare e migliorare la nostra esperienza d’uso.
Abbiamo più volte parlato della comparsa delle monete virtuali e del mondo delle criptovalute, che cercano di ritagliarsi un ruolo da protagoniste, basando la propria forza su un sistema molto più sicuro e garantito in grado di non compromettere la nostra privacy e, nello stesso tempo, di gestire tutti i nostri affari in modo più veloce e smart. Questo sistema è la blockchain. Si tratta di una serie di blocchi virtuali contenenti tutti i dati e le transazioni effettuate dagli utenti, racchiusi in una struttura che non utilizza come mezzo di controllo un sistema centrale, come può essere quello bancario, ma una serie di controllori civetta chiamati “nodi” che autorizzano le transazioni e verificano che tutto avvenga nel migliore dei modi. Per ogni blocco ci sono molti nodi e tutto il sistema si sviluppa come una catena formata da un numero sempre più grande sia di nodi che di blocchi, i quali garantiscono la sopravvivenza dell’intero sistema e la salvaguardia della sicurezza per le transazioni effettuate. In questo modo tutti i registri virtuali e tutti gli ambiti dove bisognerà tracciare con sicurezza uno spostamento sia di denaro che di informazioni o di documenti saranno regolati da questo nuovo apparato di blockchain.
Le due grandi blockchain esistenti sono quelle riguardanti le più famose monete virtuali: i Bitcoin e gli Ethereum. Se un privato volesse sviluppare un proprio blocco per avviare un qualsiasi tipo di attività, dovrebbe spendere delle cifre altissime, perché realizzare una blockchain tutta nuova partendo da zero costa tanto. Ecco perché, dopo anni di studi, ci ha pensato Microsoft a creare il sistema per poter far accedere tutti a questo tipo di struttura. L’azienda fondata da Bill Gates ci ha visto lungo ed è tutt’oggi una delle prime investitrici in questo settore, cercando di dare la possibilità a chiunque voglia (un privato, un’azienda, un ente pubblico) di comprare le proprie blockchain sviluppate sulla base di quella di Ethereum. A livello globale, l’80% delle banche e degli istituti finanziari stanno investendo in questo sistema. Tra questi ritroviamo: Barclays, Santander, la Royal Bank of Canada, la China UnionPay, la Bank of America, J.P. Morgan Chase, Visa, Nasdaq, Fidelity Investments, American Express, Credit Suisse, UBS, KPMG, Banca HSBC etc.
Il sasso è stato gettato nello stagno e in questo modo le sue onde concentriche stanno raggiungendo tutti gli addetti ai lavori. Anche IBM sta sviluppando delle proprie blockchain per poterle poi rivendere ai suoi clienti, con una richiesta mondiale che, in sordina e lontano dai riflettori dei media, sta aumentando a vista d’occhio giorno dopo giorno. Anche le più importanti aziende del mondo stanno investendo miliardi di dollari in questo nuovo tipo di struttura gestionale: Apple ha già aggiunto le app blockchain-friendly agli iPhone e iMac. Google sta testando la tecnologia blockchain per la prossima generazione di Android Pay e sta collaborando con diverse banche per la sua attuazione pratica. Amazon, insieme a piccole start-up di blockchain, sta esplorando come questa tecnologia possa entrare a far parte della sua piattaforma di cloud o di pagamenti digitali. La Banca Centrale di Svezia (la più antica banca centrale del mondo) ha annunciato che sta considerando di creare una e-Corona blockchain-based entro i prossimi 2 anni. Goldman Sachs prevede che la sua blockchain possa far risparmiare agli investitori fino a 12 miliardi di dollari di tasse ogni anno. La Food and Drug Administration sta già studiando modi per creare una blockchain delle cartelle cliniche.
Insomma, nel mondo si stanno “armando” in attesa del momento in cui si cambieranno tutti i sistemi odierni che si utilizzano nelle banche, nella pubblica amministrazione, nelle aziende o per i privati. Si ipotizza che il giro di affari di questa trasformazione globale, entro il 2025, sarà superiore ai 20 miliardi di dollari. Un cambiamento che davvero accende la fiamma del digitale 4.0 e che avrà il merito di aver modificato i nostri sistemi gestionali senza farci accorgere di nulla. Allo stesso tempo avrà contribuito a creare tantissimi nuovi posti di lavoro per lo sviluppo e la gestione di questa nuova tecnologia, riuscendo a dimostrare per l’ennesima volta che non bisogna avere paura del progresso e dell’informatizzazione, perché l’avanzamento tecnologico sarà la penna che scriverà sempre di più il nostro futuro.

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