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La dolorosa umanità che strizza l’occhio al misterioso “virus di Santa Lora”, l’immaginaria cittadina dove tutto era iniziato

Torna in cattedra, con un romanzo lirico e seducente, l’americana Karen Thompson Walker, il cui lavoro d’esordio - L’età dei miracoli - era sbarcato in 29 Paesi. Complice una scrittura personalissima che cattura ed emoziona


18/05/2020

di MAURO CASTELLI


Si chiama Karen Thompson Walker (Thomson all’anagrafe e Walker ereditato dal marito, dal quale ha avuto le figlie Hazel e Penelope), è nata a San Diego in California e oggi abita a Portland, nell’Oregon, dove si propone come docente universitaria e scrittrice. Lei che aveva esordito sugli scaffali con L’età dei miracoli, diventato - a partire dal 2012 - un caso editoriale tradotto in 29 Paesi. 
Lei che il 15 gennaio dello scorso anno era tornata nelle librerie degli States con the dreamers, proposto in Italia dalla DeA Planeta come i sognatori (pagg. 318, euro 17,00, traduzione di Francesco Zago), un lavoro frutto di cinque primavere di “ripensamenti psicologici”. Un lavoro che peraltro, ingiustamente, non ha ricevuto unanimi consensi. Nel senso che c’è chi l’ha bacchettata per una certa mancanza di caratterizzazione e tensione narrativa, mentre altri ne hanno elogiato la trama per la sua originalità. Trama peraltro contrassegnata da una apprezzabile componente lirica e umana. 
Laureata in Lingua inglese e Scrittura creativa alla Columbia University di Los Angeles, mentre ancora studiava Karen aveva iniziato a collaborare per alcune testate giornalistiche. Ma dopo essersi sposata sarebbe andata a vivere a Brooklyn (New York), accasandosi come editor presso la Simon & Schuster dove per tre anni, ogni mattina prima di iniziare il lavoro, dedicava un’ora del suo tempo alla scrittura del suo primo romanzo. 
L’età dei miracoli appunto, una storia edita in Italia della Mondadori e imbastita su una adolescente che una mattina si sveglia scoprendo che la rotazione della Terra aveva improvvisamente iniziato a rallentare. In altre parole i giorni e le notti tendevano ad allungarsi: prima di pochi minuti, poi addirittura di ore. Senza che nessuno riuscisse a spiegarsene il perché, senza che nessuno sapesse come comportarsi, senza che nessuno intuisse quale catastrofe si stesse nascondendo dietro questo inspiegabile mutamento... 
E di una buona dose di fantascienza si nutre anche i sognatori, un “romanzo corale sui temi dell’amore, del tempo che passa e del senso della vita; una storia che sa emozionare scavando a fondo nei personaggi e nelle dinamiche di una comunità in pericolo per disegnare la mappa definitiva delle nostre paure, dei nostri infinitesimali trionfi, delle nostre vulnerabilità” e dei nostri umani dolori. 
Detto questo spazio alla sinossi. “Silenzio, come quando nevica. Una pace gelida, totale, a intorpidire le membra. E poi sogni, profondi quanto oceani, uno dopo l'altro, senza tregua. È ciò cui va incontro chiunque si ammali del misterioso virus di Santa Lora, dal nome della cittadina (immaginaria) in cui tutto ha avuto inizio”. 
Cosa succede è presto detto: in una tersa notte di inizio autunno una studentessa del college del piccolo centro californiano si allontana da una festa in anticipo sulle compagne in quanto dice di non sentirsi bene, come se avesse la febbre. Assicurando di sentirsi stanca, tanto stanca quanto non si era mai sentita in vita sua. 
Una volta arrivata in camera, che divide con un’altra ragazza, si lascia cadere sul letto, ancora vestita, e non si sveglierà più nonostante gli strilli disperati della compagna e i tentativi dei paramedici. Ma quanto meno respira e il cuore le batte ancora. Purtroppo nemmeno i medici in ospedale riusciranno a capirci qualcosa. E il suo respiro, con il passare delle ore, si farà sempre più debole, mentre la frequenza cardiaca si abbasserà pericolosamente senza che le macchine, inspiegabilmente, facciano scattare l’allarme… 
Passano pochi giorni e il contagio dilaga. “Sebbene le autorità si affrettino a mettere il college in quarantena, il morbo non cessa di mietere vittime: di casa in casa, di famiglia in famiglia, di sogno in sogno, Santa Lora soccombe alla misteriosa epidemia. Ma dentro l’involucro di quei corpi immobili, nei recessi di quelle coscienze sprofondate in un sonno che prefigura la morte, un turbinio instancabile di visioni, falsi ricordi, mezzi presagi - ora indecifrabili, ora più lampanti della realtà stessa - rimescola e sconvolge i destini di tutti”. 
Che dire: per chi ama questo genere di narrativa il coinvolgimento e l’intrigo sono assicurati. In quanto la storia - supportata da approfondite ricerche sulla “logistica” del sonno (perché dormiamo e perché sogniamo?) - non manca di regalare emozioni forti, fuori dalle righe. Peraltro intrigando (e se vogliamo anche turbando) grazie a una scrittura capace - pur nella sua semplicità - di coinvolgere il lettore quasi senza darlo a vedere. Fermi restando personaggi ben tratteggiati nel loro dolore e nella loro disperazione che, all’insegna di un raffinato realismo psicologico ed emotivo, si muovono alle prese con uno strano quanto illogico senso di colpa. 
Il tutto supportato dall’interesse dell’autrice per il modo in cui le persone reagiscono in situazioni di estremo disastro. “Un fascino - ha tenuto a precisare - che mi ha permesso di approfondire e considerare cosa accadrebbe, appunto, se il sonno diventasse un virus contagioso…”.

(riproduzione riservata)