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La giustizia vince sulla prescrizione

I commercialisti condannati a risarcire i danni a Gian Franco e Carlo Villani


18/04/2017

Massimo Villani

Il Tribunale di Modena, a sei anni dall’avvio del processo, ha emesso una prima sentenza per le vicende legate alla vendita di Ondulati Maranello – uno dei principali gruppi del settore cartario nazionale – detenuta al 100% da Emilia Holding. In accoglimento della domanda presentata dai titolari, Gian Franco e Carlo Villani, sono stati condannati i commercialisti Pier Giovanni Ascari e Anna Maria Olivieri, rappresentanti dello Studio Pier Giovanni Ascari & Soci di Modena, al pagamento di 260 mila euro per aver agito in via monitoria per ottenere il pagamento delle prestazioni professionali compiute per la vendita del capitale di Emilia Holding, per inadempimenti e inosservanza dei doveri di diligenza e informazione.
Commenta Massimo Villani, figlio di Gian Franco e nipote di Carlo, Amministratore Unico di Ondulati Maranello e di Emilia Holding negli ultimi dieci anni di gestione: «Siamo soddisfatti della sentenza emessa. Una prima giustizia ha trionfato, ma la vera partita si gioca ora sulla mancata valutazione del giusto prezzo di Emilia Holding, all’epoca capogruppo di Ondulati Maranello, che lo Studio Ascari non ha tenuto in alcun conto. Mi auguro che questa sentenza, a noi favorevole, faccia da apripista al giusto risarcimento per il danno patito».
«I fatti della vendita si sono svolti in un clima grottesco – continua Massimo Villani –.  Riteniamo che sotto diversi, importanti aspetti questa vendita sia stata caratterizzata da atteggiamenti a nostro avviso incomprensibili e fortemente dannosi, anche da parte di persone nelle quali avevamo riposto la nostra fiducia».
E aggiunge: «Secondo le stime dei corretti principi contabili e dei nostri professionisti, l’ammanco ammonterebbe a diversi milioni di euro rispetto a quanto valutato dai commercialisti e pagato dall'acquirente. Il solo immobile riferito allo stabilimento di Verbania è stato periziato per un valore di 16 milioni e non è stato inserito nella vendita quale valore attivo degli asset».
Poi, sulla giustizia italiana, Massimo Villani conferma: «Questa sentenza dimostra che nel nostro Paese la giustizia esiste ancora. Il nostro non può e non deve essere un caso isolato. Questa è una tragedia famigliare che ha come protagonisti un’industria storica del settore e due fratelli che hanno lavorato una vita intera. Da un’iniziale rottura causata dalle pressioni ricevute, atte a trarne un vantaggio economico, oggi questa sentenza ha raccolto il grido di giustizia di questi due imprenditori, che assieme ai tre fratelli deceduti avevano fondato l’azienda oltre 50 anni fa contribuendo a rendere grande il territorio».

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