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L’istruzione in Italia non è, purtroppo, un diritto per tutti

Grido d'allarme del Comitato genitori Lilt del reparto di Pediatria complessa all’Istituto dei tumori di Milano: il Governo ci ha dimenticato


05/10/2020

di Mario Pinzi


La scuola è iniziata ovunque ma per i bambini e i ragazzi della Pediatria dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano questo diritto all’istruzione non ha ancora preso avvio. 
Stiamo parlando di un Reparto Oncologico dove sono ricoverati bambini e ragazzi con patologie oncologiche comportanti degenze ripetute, in taluni casi per molti mesi lontani da casa e dai ritmi della loro vita. 
Questi bambini e questi adolescenti sono impegnati in una lotta contro un male che talvolta non guarisce; privarli del diritto che garantisca loro un’istruzione non significa solo emarginarli, isolandoli in quanto malati, significa togliere loro la possibilità di beneficiare di un aspetto fondante della vita: quello di riconoscersi nei propri coetanei sani. È importante che questi pazienti, ognuno dei quali potrebbe essere figlio nostro, mantengano attiva la parte relazionale con l’esterno a conferma di una speranza che non venga mai meno e che, nel ritorno alla normalità, contenga la più desiderabile realizzazione. 
Da quasi un anno, a questi ‘piccoli guerrieri’ già costretti ad affrontare il difficile iter di una malattia come il cancro, mancano le figure professionali garanti di un corretto apporto didattico e di un adeguato sostegno psicologico. 
Esistono convenzioni firmate tra la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori e il Comune di Milano, le scuole elementari, medie e secondarie superiori ma non se ne hanno notizie. 
Il Comitato Genitori LILT Pediatria dell’Istituto Nazionale dei Tumori vuole a gran voce segnalare l’incresciosa situazione presente all’interno del Reparto di Pediatria Complessa. Gli organi preposti, - Provveditorato, Regione, Stato - più volte sollecitati tramite opportuni inviti al confronto, non danno risposte. 
Molteplici sono stati i tentativi di dialogo cercato anche con l’assessore competente e con il Sindaco. Senza risposte non ci può essere progettualità, e senza prospettive non c’è avvenire. 
Il diritto all’istruzione è un diritto sancito per Legge e in questo caso non è difficile comprendere quanto, di più, ci sia in gioco. Vivere il presente intravedendo il futuro è, per chi è malato, stimolo e cura. 
Non è eludendo risposte ai problemi urgenti che una società si dimostra civile e, certamente, non è evitando di ascoltare la voce dei più fragili.

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