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La lotta in difesa della democrazia negli Stati Uniti

Elizabeth Warren, una delle voci progressiste più coraggiose, racconta le battaglie sostenute per un’America che deve rinascere dai problemi e dall’isolamento di quest’epoca


29/06/2020

di Tancredi Re


Da quando Donald Trump è stato eletto presidente l’8 novembre 2016 a conclusione di un’aspra e controversa campagna elettorale contro Illary Clinton, la candidata del Partito democratico, gli Stati Uniti non sono più gli stessi. 
Fin dalle prime battute, l’Amministrazione guidata dal tycoon ha provato a realizzare gli impegni per i quali era stata eletta, riassumibili nello slogan America First: la costruzione del muro al confine con il Messico, le misure protezionistiche nel commercio internazionale, il ritiro delle truppe dal Medio Oriente e sul piano interno il rafforzamento delle politiche di protezionismo e autarchia economica attraverso l’imposizione di dazi doganali a merci importante da Cina, Canada, Europa, lo smantellamento progressivo di capisaldi del Welfare State americano, cioè delle reti di protezione sociale a tutela dei cittadini americani, soprattutto i meno abbienti e dei bambini.  In molti di questi casi, però, politiche ondivaghe e a tratti contraddittorie hanno portato a risultati incerti, talvolta forieri di effetti ambigui per gli stessi Stati Uniti. 
Contro la deriva isolazionista in politica estera, protezionistica e statalistica nell’economia, autoritaria in politica interna e distruttiva nel campo dei diritti politici e delle politiche sociali, può essere illuminante leggere il libro Questa lotta è la mia lotta (Garzanti, pagg. 432, euro 20,00 traduzione dall’inglese a cura di Paolo Lucca) scritto da Elizabeth Warren, una delle voci progressiste più coraggiose tra quelle che si sono levate in questi anni in difesa dei diritti civili e delle famiglie, di una società più giusta ed inclusiva e meno conflittuale. 
In questo libro – ai primi posti delle classifiche americane dei bestseller – Warren (nata nel 1949, ha insegnato diritto commerciale all’Università di Harvard prima di essere eletta senatrice del Massachusetts e candidata alle primarie del Partito democratico per le elezioni presidenziali degli Stati Uniti) racconta la propria storia, le battaglie combattute con tenacia in anni di attivismo, e il progetto di una nuova America che deve rinascere dai problemi e dall’isolamento di quest’epoca. 
Criticando ferocemente le scelte delle big corporation e il potere enorme delle grandi istituzioni finanziarie, Warren si schiera al fianco dei lavoratori, degli studenti, di chi non ha accesso a cure mediche; e con grande concretezza invita chiunque abbia a cuore il futuro della democrazia a farsi carico del destino del proprio Paese, per non arrendersi e continuare a guardare con fiducia e speranza al futuro. 
Le donne “da quando Donald Trump è stato eletto – scrive l’autrice nella post fazione all’edizione del 2018 – hanno fatto volontariato, si sono organizzate e si sono candidate come mai prima. (…) Le donne si sono impegnate in una lunga lotta contro i tentativi dei repubblicani di distruggere la nostra democrazia”. 
Come quando hanno difeso assieme ad altri strenuamente l’Obamacare, il programma di assistenza sanitario per i cittadini meno abbienti, voluto dall’ex presidente Obama, una delle leggi più importanti degli ultimi decenni, o il Medicaid, il programma di assistenza per i bambini. Ma, come si dice, ciò che non passa dalla porta principale, o per via diretta, può passare attraverso la finestra, in modo indiretto. Così, promettendo di ridurre di 13 milioni il numero degli americani coperti dall’assistenza sanitaria e aumentare drasticamente i premi delle assicurazioni per altri milioni di cittadini, l’amministrazione Trump ha persuaso i più riluttanti tra i repubblicani ad approvare il progetto di legge che assegna sontuosi sgravi fiscali agli operatori immobiliari (quindi anche a beneficio di Donald Trump), ai miliardari (quindi ai finanziatori del partito repubblicano, come, ad esempio, i Fratelli Koch, e la famiglia Mercer) e ai colossi bancari (come Wells Fargo, la banca dello scandalo dei conti correnti falsi). 
Insomma nel racconto di Warren c’è un’America che non vuole arrendersi alle politiche che stanno sfigurando il volto degli Usa, che non intende rinunciare ad essere quel Paese libero e democratico fondato da Abraham Lincoln e George Washington, e che è disposto a tutto per mantenere gli Stati Uniti nel novero delle grandi democrazie del mondo, faro e punto di riferimenti per tutto il mondo.

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