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La magistratura di Agrigento assolve la capitana Carola Rackete... "beatificandola"

Se una nave italiana avesse "invaso" la Germania che cosa sarebbe accaduto? E come mai la giovane ha scorrazzato per settimane al largo di Lampedusa mettendo a repentaglio le vite dei migranti?


01/07/2019

di Sandro Vacchi


La capitana della motonave Sea Watch, di una nota organizzazione non governativa, è libera. Il gip di Agrigento, Alessandra Vella, non ha convalidato l'arresto di Carola Rackete e non ha disposto nei confronti della giovane tedesca nessuna misura cautelare. Il reato a lei imputato è riferibile solo alle condotte degli scafisti ed è giustificato dall’aver agito per l’adempimento di un dovere: salvare vite umane in mare. 
Il Prefetto di Agrigento, su intimazione del Viminale, ha comunque disposto l’allontanamento della Rackete dal territorio nazionale con accompagnamento alla frontiera. «Tornerà nella sua Germania, dove non sarebbero così tolleranti con una italiana che dovesse attentare alla vita di poliziotti tedeschi», ha dichiarato furioso il ministro Matteo Salvini. 
Credete che sarebbe mai stata possibile una cosa del genere alla rovescia? Se una nave italiana avesse fatto, per filo e per segno, quello che ha fatto la “Sea Watch” a Lampedusa? Avete mai sentito qualcosa del genere? 
Carola ha saputo che il governo olandese “titolare” della nave l'aveva mollata al suo destino, che potrebbe significare fino a 15 anni di carcere. «Chi, noi? Mai detto a nessuno che ci saremmo presi i migranti. E' stata un'iniziativa della comandante. Sarebbe dovuta andare nel porto più vicino». No, non è stata la risposta del Cattivo per antonomasia, Matteo Salvini, ma della democraticissima ministra olandese dell'Immigrazione. 
Così Carola ha cominciato a tremare, agli arresti domiciliari nella casa di Lampedusa dove ha trovato rifugio momentaneo in attesa delle decisioni della magistratura. Una magistratura che, perfino nel duramente antisalviniano procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, ha trovato un accusatore della “eroica” criminale che a 31 anni gioca con le vite delle persone come se fosse alla playstation. 
Soltanto una che vive male con sé stessa in quanto ricca e bianca (l'ha detto lei) può fare ciò che ha fatto spacciandolo come un'azione di guerra o giù di lì. Guerra a chi? Ma all'Italia fascista xenofoba razzista e salviniana, naturalmente. Il carburante, alla ragazza rasta con i milioni in tasca, l'ha fornito la sinistra italiana, un aborto che non è più in grado di badare nemmeno a sé stessa, al punto di confondere con il progresso le proprie idee demenziali. 
Prendiamone uno per tutti, l'ex ministro reggiano Graziano Delrio, salito a bordo della nave pirata insieme ad altri quattro bei tomi del Parlamento nostrano. E' stato ministro ed è padre della bellezza di nove figli. A un tiro di schioppo da casa sua un sindaco del suo stesso partito è coinvolto nel più schifoso, aberrante, infame traffico di esseri umani che si ricordi: bambini venduti a famiglie amiche, roba che la questione-migranti è a confronto un'importazione illegale di criceti. Ebbene, il medico cattocomunista dal volto umano, il buon padre di cotanta famiglia, che cosa fa mentre a casa sua scoppia il caso del secolo, che porterà quasi certamente l'Emilia scarlatta a diventare verde prima della fine dell'anno? Se ne va in mezzo al mare a gridare: “Forza Carola! Sei tutti noi!” E Carola finisce in gattabuia. 
Il PD (Poveri Dementi) è un partito surreale. Suoi iscritti, amministratori, simpatizzanti, secondo l'accusa vendevano bambini sottratti ai genitori, però si ostina a farci la moraletta sull'accoglienza dei maghrebini e il “volemmose bene”, facendosi forte di quella che chiama superiorità morale, secondo la lezione di Enrico Berlinguer: uno che i soldi di Mosca non li ha mai rifiutati. 
Gente di questa risma, finanziata per decenni da una potenza nemica dell'Italia che fa parte della Nato, qualcuno si meraviglia che salga a bordo di una nave che forza un posto di blocco italiano? Che tifi perché lo faccia? Che si adatti per due notti a dormire vicino ai “poveri negri” moleolenti dopo due settimane in mare, ma volete mettere che bella avventura da raccontare nei salotti romani quest'inverno? E quanti voti da recuperare? Sì, campa cavallo! Quando sono sbarcati dalla nave pirata, l'epiteto più dolce che si sono presi è stato “Traditori!”. 
La povera Carola, dopo giorni di tensione a fior di pelle è esplosa in un pianto liberatorio, forse finalmente consapevole della povertà dei suoi sensi di colpa. L'anziano papà, su in Germania, ingegnere che si occupava di produrre armi (ahi, ahi!), saprebbe forse spiegarle che i “compagni” non sono affatto migliori degli altri, come da decenni si raccontano, anzi, battono tutti in ipocrisia e saccenza da pecore, oltre che per ignoranza. 
Cominciamo da Antigone. Con la capitana Carola c'entra quanto me con Melania Trump, cioè niente, purtroppo. L'eroina di Sofocle vuole dare sepoltura al fratello Polinice, contro il volere del tiranno Creonte. Costui (il Salvini di turno) la fa imprigionare in una grotta. Quando si decide a liberarla, la poveretta si è impiccata. Il tiranno ci rimette il figlio Emone, fidanzato di Antigone, il quale si uccide a sua volta. Dovremo aspettare il suicidio del moroso di Carola? No, meglio leggersi Le Nuvole di Aristofane, storia di un contadino credulone turlupinato dai discorsi cavillosi dei filosofi alla moda: in questo caso Socrate, ma è un'altra faccenda. Vi ricordano qualcuno, i maestrini saccenti? 
Forse Gad Lerner, fenomenale recordman nel pestaggio della cacca. Col suo fare al solito simpaticissimo, il giornalista col più basso indice di ascolto nella storia della Rai si è domandato che cosa penserà di Salvini la mamma di Salvini stesso. Non lo sappiamo, ma sappiamo che cosa di Lerner pensa il padre di Lerner: lo ha denunciato per diffamazione, pensate un po'. 
Un'altra genialata di alto livello proviene dalla piddina Alessia Morani. Ha detto che chi insulta la valorosa capitana Carola ce l'ha piccolo: sì, avete capito bene, proprio il pisello. Questo è il raffinato argomentare della sinistra coriandoli e paillettes come a un Gay Pride. La stessa che all'improvviso ha scoperto il calcio femminile con Laura Boldrini, una che un pallone non sa neppure che forma abbia. Non sarà che se esulto per le ragazze italiane ci guadagno in simpatia? dev'essersi domandata. E ha “postato” una sua foto dopo una vittoria della nazionale. Nemmeno il tempo di tornare a seminare banalità e le ragazze sono state eliminate dall'Olanda, che evidentemente in questi giorni ce l'ha con noi. 
Frattanto il procuratore agrigentino Patronaggio, improvvisamente diventato cattivo, ha confermato l'arresto della Capitana, asserendo tra l'altro che ha compiuto una manovra demenziale e pericolosa. Il ministro degli Esteri del Lussemburgo bofonchia poco convinto che è doveroso salvare vite umane. Appunto! Carola ha scarrozzato i ripescati per diciassette giorni al largo di Lampedusa, nel mezzo del mare, anziché andare nel porto più vicino. Ha zigzagato per centinaia di miglia, mentre sarebbe potuta arrivare dappertutto in Mediterraneo e anche oltre. Il suo avvocato Salvatore (nomen omen) Tesoriero parla della necessità di portare in salvo le persone in condizioni estreme. Appunto! Se c'era, come c'era, questa urgenza, come mai la Capitana ha aspettato due settimane, mettendo a repentaglio le loro vite? In Tunisia sarebbe arrivata in poche ore. 
Questa storia, soprattutto se vista solo con l'occhio sinistro, ha più falle della nave naufragata al Giglio comandata da Francesco Schettino. I tedeschi ci presero per i fondelli per mesi, quella volta, ma la giovane crucca Carola è la degna emula del marinaio campano. Non ha fatto morti, ma c'è mancato un pelo. 
Comunque per lei s'è già mobilitato il Soccorso Rosso continentale. Macron, che ci mandava i migranti direttamente in Piemonte, ci tiene eleganti lezioni di educazione civica; la Merkel ha ben altri problemi; gli inglesi si convincono sempre più di aver fatto bene a mollare un carrozzone che anziché difendere i “suoi” popoli si preoccupa di importarne di nuovi. 
La guerra è aperta fra globalisti e sovranisti, europeisti e populisti, per metterla in parole semplici. Vedrete, nei prossimi giorni di Carola sarà analizzato anche il Dna, la candideranno al Parlamento europeo, la sinistra che non è più tale cercherà in lei l'ennesimo simbolo per rinviare una morte ormai inevitabile. 
E' poco ma sicuro, però, che basteranno altri due colpi del genere perché Matteo Salvini arrivi non al 40, ma al 50 per cento dei voti. Allora manderà tre biglietti di ringraziamento: a Delrio, a Lerner e a Carola.

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