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La nuova pedagogia per uomini liberi di pensare

Alberto Carraro propone e illustra un modello innovativo di didattica fondato su un dispositivo di applicazione della teoria dei gruppi di apprendimento 


27/08/2018

di Giambattista Pepi


È stato pubblicato di recente un interessante saggio di Alberto Carraro dal titolo Per una pedagogia clinica. Navigare sull’onda del cambiamento (Armando Editore, 208 pagg., euro 18,00), nel quale l’autore propone ed illustra un nuovo modello di didattica fondato su un dispositivo di applicazione della teoria dei gruppi di apprendimento. Una linea di pensiero che affonda le sue radici in Armando Bauleo, teorico e precursore della concezione operativa del gruppo. Ma richiama anche le pratiche dirompenti e anti istituzionali come l’assemblea del manicomio di Gorizia promossa da Franco Basaglia, l’albero delle parole del manicomio di Dakar attivato da Henri Collomb e l’esperienza dei Gruppi operativi nel manicomio di Buenos Aires sviluppata da Pìchon Rivière. 
La ricerca di Carraro riflette sui presupposti di un cambio di paradigma in pedagogia e affronta lo spinoso problema della costruzione di un nuovo linguaggio di comunicazione adatto alle trasformazioni verso le quali gli studi proposti sono proiettati.  
Docente nelle scuole pubbliche, Carraro ha il merito di aver elaborato nel corso degli anni una visione del processo di insegnamento e di apprendimento sulla scorta della propria formazione in psicologia sociale analitica tracciando le linee di una pedagogia clinica con la messa a punto di una didattica fondata sul gruppo. Il gruppo qui è inteso come soggetto dell’apprendimento, non come insieme di individualità, ciascuna separata dalle altre. “Quest’effettiva inversione di tendenza – scrive Carraro – comporta un allargamento delle prospettive generali della disciplina: in ogni classe con un programma di studio occorrono dei fenomeni originati dalle molteplici relazioni degli integranti fra di loro, con il compito e con l’insegnante che attendono di essere analizzati e classificati”. Un cambiamento epocale, dunque, del modello: da quello docente - discente, a quello di docente - gruppo. 
La proposta educativa che Carraro illustra ha l’ambizione di estendersi a vari campi della vita sociale costituendo un modello pedagogico che favorisce un imparare a pensare sciolto dai condizionamenti delle ideologie che, diffuse e propagandate in molteplici forme, tendono a limitare la libertà delle persone.

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