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La parola magica per il futuro delle aziende? Sostenibilità

In un saggio rivolto ai colleghi, il manager Andrea C. A. Briganti si addentra fra le pieghe dei cambiamenti da sfruttare per far crescere un’azienda. Puntando sugli impatti sociali, ambientali, finanziari e di mercato, nonché sulle nuove dinamiche verticali e tecniche


19/03/2021

di ELIO MASTRUCA


Precisiamolo subito: il saggio che stiamo per proporre non è per tutti in quanto, scritto da un manager, parla ai manager per fornire loro “un’interpretazione avanzata e di grande respiro sulle applicazioni della sostenibilità”. Di fatto si tratta di un lavoro per certi versi unico, in quanto si propone come “il primo libro - appunto giocato su questa parolina magica - rivolto a coloro che guidano le aziende”. 
A firmarlo il milanese Andrea C. A. Briganti, classe 1975, una penna per così dire con le mani in pasta in quanto si propone, forte di un Executive Mba Sda Bocconi, come Ceo di Acimga, direttore della Federazione Carta e Grafica, co-direttore della rivista Converting magazine e Founder di ThinkAbout - No.W, piattaforma antispreco ideata per le aziende. Oltre ad aver maturato una vasta esperienza di advocacy alla guida di progetti internazionali di promozione estera, in collaborazione con il ministero del Commercio e dello Sviluppo economico e importanti Fiere di settore. Per non parlare della vasta conoscenza della supply chain e delle dinamiche di mercato del Printing, con particolare attenzione alla produzione del packaging. 
Il quale Briganti si è avvalso, nel dare voce a questo corposo lavoro dal titolo Anticipare il cambiamento - Sostenibilità chiave della crescita aziendale. Gli impatti sociali, ambientali, finanziari (Cinquesensi editore, pagg. 190, euro 18,00), del contributo di altre cinque prime guide del settore. Ovvero Enzo Baglieri, Elisabetta Bottazzoli, Francesca Faggion, Jacopo Mattei e Angelo Vella. 
Già, la sostenibilità. “Un termine evocativo - viene annotato dell’introduzione - che richiama un concetto complesso, il cui significato più preciso e diffuso lo ha fornito la Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo delle Nazioni Unite: quello che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri”. Per raggiungere pertanto la sostenibilità è necessario un processo virtuoso in cui le imprese abbiano un ruolo centrale, evitando gli squilibri provocati nell’ambiente nell’ultimo secolo per i più svariati motivi (che peraltro vengono analizzati in corso d’opera). 
Ferma restando la volontà, nell’ultimo ventennio, di invertire la tendenza a ogni livello all’insegna di una maggiore consapevolezza, oltre a farsi carico di innovative quanto impensabili tecnologie. In altre parole quelle legate all’Industria 4.0 tesa a invertire un processo ormai vecchio attraverso una visione strategica allargata a 360 gradi sia in termini di dinamiche verticali che tecnico-sostenibili. 
In altre parole, attraverso le considerazioni e gli approfondimenti contenuti in questo lavoro, gli interessati di turno potranno farsi carico di scenari, strumenti e linee operative tali da consentire, alle loro aziende, di impostare nel modo più corretto e proficuo le rispettive strategie di sostenibilità e, quindi, di crescita. La qual cosa, con i chiari di luna che stiamo attraversando, rappresenta una specie di manna dal cielo. 
Sì, perché il saggio elaborato da Briganti tocca le angolature che più necessitano per portare avanti un corretto percorso di crescita in termini, appunto, di organizzazione del lavoro, marketing territoriale, contrattualistica, benessere dei dipendenti. Puntando ovviamente sulla positività dei conti aziendali anche attraverso un ottimale rapporto con l’ambiente. 
In tale ambito, sostiene l’autore, abbracciando e praticando la sostenibilità le aziende si trovano di fronte alla straordinaria occasione di poter (ri)costruire il loro futuro. A patto, tuttavia, che abbiano il coraggio e la forza di mettersi in discussione. Ovviamente ripensando in maniera sostenibile l’organizzazione tenendo conto del contesto globale, delle strategie di marketing, di un diverso approccio al mondo della produzione, di una maggiore attenzione alle risorse umane. Perché produrre nel futuro equivale a produrre per il futuro. 
E questo processo lo si potrà concretizzare attraverso investimenti sostenibili e responsabili, finanziamenti adeguati, attività eco-compatibili, corretti rapporti con i finanziatori. In altre parole puntando su un intreccio virtuoso volto appunto alla sostenibilità, che si potrà conseguire riducendo gli sprechi, aumentando la marginalità, consolidando i rapporti con i clienti, rendendo l’azienda maggiormente appetibile per gli investitori. 
Scelte che si dimostreranno vincenti se ispirate al principio del “valore condiviso”. Ovvero facendo sì che la squadra sulla tolda di comando di un’azienda si faccia carico, in tutta fretta, delle variazioni in atto nell’apparato legislativo (da utilizzare presto e bene). La qual cosa potrà infatti incidere e non poco, in termini di competitività, grazie a nuove scelte dinamiche, una riorganizzazione interna ottimale, un corretto utilizzo delle risorse, una attenzione particolare al brand che non rappresenta più un tabù per il consumatore di oggi. 
Da qui l’importanza dell’apporto manageriale in azienda. E la Csr (la Corporate Social Responsability, che fa ormai parte delle strategie di buona parte delle imprese su piazza) avrà quindi un ruolo fondamentale.

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