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La pressione fiscale tornerà a crescere fra il 2020 e il 2022

A ipotizzarlo è un rapporto del Centro studi Unimpresa


22/07/2019

Secondo un rapporto stilato dal Centro studi di Unimpresa, nel triennio 2020-2022 la pressione fiscale effettiva potrebbe salire oltre il 47 per cento, un valore di cinque punti superiore al dato “ufficiale”, che non conteggia alcune voci relative alle entrate. Il cui totale si dovrebbe attestare al 46,6 per cento quest’anno, al 47,1 nel 2020, al 47 nel 2021 per poi ricollocarsi al 46,6 nel 2022. 
Risultato? Il prossimo “esercizio” il gettito totale salirà a quasi 860 miliardi di euro mentre il Prodotto interno lordo reale si attesterà a 1.823 miliardi. Complessivamente, sempre secondo Unimpresa, nel triennio in esame ci dovremo confrontare con una nuova stangata tributaria che porterà nelle casse dello Stato 893 miliardi contro gli attuali 827, a fronte di un incremento a ridosso dell’otto per cento. 
Più in particolare le imposte indirette, a partire dall’Iva, cresceranno di quasi 42 miliardi con un’impennata del 16% mentre la spesa pubblica sfonderà il muro dei 900 miliardi di euro nel 2022. A incidere in maniera significativa sull’incremento delle uscite a carico del bilancio statale - ipotizza ancora Unimpresa - saranno le pensioni, gli interessi da pagare sulle emissioni di titoli di Stato e gli investimenti pubblici. 
Sta di fatto che la spesa pubblica, nel triennio, crescerà complessivamente di 59,4 miliardi di euro (+6,8% rispetto al 2019). A loro volta le spese correnti lieviteranno di 51,5 miliardi (+6,3%). Insomma, non c’è da stare allegri.

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