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La relazione Padoan sugli indicatori di benessere: migliora il reddito e si riduce la disuguaglianza


20/02/2018

Nel triennio 2018-20 si prevede un aumento del reddito disponibile pro capite del 5,5%, che corrisponde ad un incremento, in termini nominali, superiore a 1.000 euro. La disuguaglianza dei redditi nel 2017 è stimata in riduzione di un punto decimale scendendo a 6,2. La situazione occupazionale è vista in ulteriore miglioramento nel prossimo triennio, attenuando la carenza di opportunità di lavoro e l’esclusione sociale. Infine, per quanto riguarda il contrasto ai cambiamenti climatici, la stima per il 2017 delle emissioni è di 7,5 tonnellate di CO2 a persona. 
Non capita tutti i giorni di mettere in fila, una dietro l’altra, quattro buone notizie. Segno indubbio che la situazione sociale e economica delle famiglie italiane stia migliorando anche se la povertà e il disagio sociale non sono improvvisamente spariti, ma un poco si sono almeno attenuati. 
Queste buone notizie sono contenute nella prima relazione sugli indicatori di benessere equo e sostenibile che il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan ha trasmesso oggi al Parlamento. 
Come previsto dalla legge n. 163 del 2016 di riforma della contabilità pubblica, la relazione evidenzia l’evoluzione degli indicatori di benessere equo e sostenibile sulla base degli effetti determinati, per il triennio in corso, dalle misure introdotte dalla legge di bilancio approvata lo scorso dicembre. In coerenza con quanto previsto nel Documento di Economia e Finanza 2017, la relazione riporta l’andamento dei primi quattro indicatori introdotti in via sperimentale: il reddito disponibile pro capite; la disuguaglianza dei redditi (rapporto tra il reddito del quintile più agiato della popolazione e di quello più povero); il tasso di mancata partecipazione al lavoro (un indicatore di esclusione economico-sociale più ampio del tasso di disoccupazione); le emissioni di CO2 e altri gas clima alteranti nell’atmosfera. 
Grazie non solo alla ripresa economica, ma anche a misure specifiche introdotte negli ultimi anni, i dati indicano una dinamica positiva per il reddito disponibile aggiustato (RDA) pro capite. Con questo termine di intende il reddito di cui può effettivamente disporre una famiglia, al netto di tasse e contributi sociali e comprensivo dei servizi, in primis scuola e sanità pubbliche. In particolare, per il triennio 2018-20 si prevede un aumento del reddito disponibile aggiustato pro capite del 5,5%, che corrisponde ad un incremento, in termini nominali, superiore a 1.000 euro. In secondo luogo, la disuguaglianza dei redditi - in termini di rapporto tra quintile più agiato e quello più povero della popolazione - nel 2017 è stimata in riduzione di un punto decimale scendendo a 6,2. Nel 2018 l’indicatore mostra un ulteriore miglioramento rispetto al 2017, riducendosi a 6,1 per poi attestarsi al 6 nel biennio successivo 2019-20. Si inverte dunque la tendenza all’accentuazione delle disuguaglianze, che è il grave lascito della crisi globale del 2008. 
La relazione evidenzia anche come la situazione occupazionale sia prevista evolvere ulteriormente in positivo nel prossimo triennio, attenuando la carenza di opportunità di lavoro e l’esclusione sociale. Si stima che l’indicatore prescelto per tale dominio, il tasso di mancata partecipazione al mercato del lavoro, diminuisca al 20,7% nel 2017 e scenda al 18,6% nel 2020. Infine, per quanto riguarda il contrasto ai cambiamenti climatici, la stima per il 2017 delle emissioni è pari a 7,5 tonnellate di CO2 pro capite. 
Si prevede inoltre una sostanziale stabilità di questo indicatore anche nei tre anni successivi, pur in presenza di una continuazione della ripresa economica attuale. Questa prima relazione sugli indicatori di benessere traccia dunque un’evoluzione positiva, pur nel contesto di una situazione in cui permangono sfide ambientali ed economiche, nonché notevoli diseguaglianze sociali, di genere e territoriali, come evidenziato anche dal recente Rapporto BES 2017 dell’Istat. Il set di indicatori di benessere equo e sostenibile monitorati e programmati nel ciclo di bilancio si amplierà in futuro. 
L’introduzione dei dodici indicatori prevista dal Decreto Ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 15 novembre 2017 avverrà gradualmente, già a partire dal Def di aprile 2018. Ai primi quattro indicatori già presentati sperimentalmente nel Def 2017 andranno infatti ad aggiungersi ulteriori indicatori di benessere equo e sostenibile, fino ad arrivare a coprire i dodici indicatori nei prossimi esercizi. (G.P.)

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