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La storia di Babbo Natale e quella del pupazzo di neve

Due chicche fresche di stampa, edite da Fabbri e Rizzoli, da far trovare sotto l’albero ai nostri bambini


30/11/2020

di VERA DE RAGAZZINIS


Come ogni anno, sotto Natale, la nostra editoria regala ai bambini chicche di felicità. Giocando a rimpiattino con le favole, magari semplicissime, ma capaci di far sognare. In tale ottica abbiamo scelto due libri che hanno un loro perché, anche se in realtà tutte le pubblicazioni hanno qualcosa da dire. In altre parole rappresentano boccate d’ossigeno, trasformate in parole, volte a far volare la fantasia dei più piccoli. 
Il primo è intitolato La storia di Babbo Natale e altri racconti sotto l’albero (Fabbri, pagg. 160, euro 14,90, formato 21,5x21,5 centimetri), un’antologia di sei storie illustrate che ripercorrono tradizioni, personaggi e usanze del giorno più magico dell’anno. Cercando di dare risposte alle curiosità che fanno giustamente parte dell’infanzia. 
Ad esempio: Cosa faceva Babbo Natale prima di consegnare regali? Dove si trova il laboratorio dei giocattoli e chi li costruisce? Chi sono gli elfi postini che all’inizio non esistevano e qual è il loro compito (eccezion fatta per Momo, un elfo giovane di 99 anni, che non vuole fare il giocattolaio come il padre)? E chi è l’Omino di pan di zucchero e perché la Befana non cambia mai le scarpe? Sali allora sulla slitta e preparati a volare con la fantasia. Il Natale ti aspetta! 


Di tutt’altra farina risulta invece impastato Il pupazzo di neve (Rizzoli, pagg.  152, euro 15,00), romanzo ispirato al classico senza tempo di Raymond Briggs, scrittore e illustratore inglese fra i più amati e apprezzati. Non a caso alcuni suoi personaggi - come Babbo Natale, Fungus e appunto il Pupazzo di neve (vera e propria icona del Natale con milioni di fan) - hanno riscosso notorietà internazionale. 
Di fatto Il pupazzo di neve è stato rielaborato dall’abile penna del settantasettenne Michael Morpurgo (un ex insegnante che ha firmato oltre 130 libri, fra i quali War Horse, diventato un film di Steven Spielberg), già vincitore di diversi premi, fra i quali l’Andersen 2020 per Nella bocca del lupo (pubblicato lo scorso anno da Rizzoli). Il quale Morpurgo (da quattro anni Ufficiale dell’Impero britannico), in una postfazione, annota le sue titubanze nell’accettare la proposta di raccontare - per la prima volta con le parole - questa storia, dalla quale era stata tratta una pellicola conosciuta e amata da milioni di persone. Salvo poi ringraziare l’interessato per avergli permesso di farlo. 
Detto ciò, spazio ai contenuti di questo straordinario viaggio nella magia del Natale. È una mattina di dicembre e ad attendere James al suo risveglio c’è una sorpresa: nella notte un candido manto di neve ha ricoperto i campi che circondano la fattoria dei suoi genitori. Neve fresca e soffice, perfetta per costruire un pupazzo, come quello della sua fiaba preferita. Due pezzetti di carbone come occhi, un vecchio cappello e una sciarpa verde, un naso fatto con un mandarino: il pupazzo è pronto ed è così bello che a fine giornata James non vorrebbe separarsene. 
Sta di fatto che, durante la notte, il bambino sgattaiola fuori di casa per rivederlo. Ed è allora che il pupazzo prende vita, si mette a volare insieme a lui e l’avventura più magica di sempre ha inizio...

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