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La visione di lungo periodo della famiglia Albini spinge i risultati del gruppo: 153 milioni di euro il fatturato 2018

Nuovi investimenti, sostenibilità e innovazione alla base della crescita del Gruppo bergamasco


05/02/2019

Andrea, Fabio e Stefano Albini

Il Gruppo Albini, produttore di tessuti innovativi dal 1876, chiude il miglior esercizio degli ultimi tre anni con un fatturato di 153 milioni, in crescita del 3%, con un consistente miglioramento dei margini ed è pronto a investire 30 milioni nel triennio in impianti industriali e attività di ricerca e innovazione. Il miglioramento degli indicatori economico finanziari è il risultato di una grande attenzione ai costi e degli investimenti che hanno reso più efficiente la produzione. 
Il 2018 si era aperto con l’improvvisa scomparsa del presidente del Gruppo, il cavaliere del lavoro Silvio Albini, che ha rappresentato una grave perdita per l’azienda e per l’intero settore. A questo evento è seguita una reazione interna, della famiglia, del management e di ogni collaboratore guidata e stimolata dal neopresidente Stefano Albini, la qual cosa ha consentito la chiusura dell’esercizio in crescita. E per consolidare il trend positivo sono previsti nuovi inserimenti a livello di management nelle aree strategiche dell’azienda. 
Ricordiamo che da anni il Gruppo Albini esporta direttamente intorno al 70% del fatturato in più di 80 Paesi, grazie a una strategia di internazionalizzazione con un approccio globale, ma con investimenti e attenzioni locali che anticipano e rispondono alle esigenze di ogni area. 
In un mercato che si conferma globalmente in contrazione, il presidente Stefano Albini spiega le linee guida che consentono all’azienda - in controtendenza rispetto al settore - di crescere: “Il mercato premia l’eccellenza e da sempre il Gruppo Albini è posizionato nella fascia più alta, puntando e investendo in innovazione continua, sostenibilità, qualità eccellente di materie prime, prodotti e servizi al Cliente e controllo diretto della filiera. In particolare ottime performance sono state realizzate da Albini Donna, Thomas Mason Bespoke per il mondo sartoriale, e Albiate 1830 per il mercato dello streetwear”. 
La determinazione di voler rimanere produttori del Made in Italy - a differenza di numerosi competitor che hanno deciso di riconvertirsi in aziende commerciali o hanno delocalizzato - ha premiato il Gruppo Albini. Mentre rimane molto alta - ha continuato Albini - la considerazione del Made in Italy nel mondo, che equivale a qualità, creatività e autenticità, da realizzarsi nel rispetto totale dell’ambiente. 
Alla crescita del Gruppo hanno contribuito anche i due spin-off: I Cotoni di Albini, società dedicata alla produzione e alla vendita di filati fini e finissimi e di mischie nobili, e Albini Energia, nata per soddisfare esigenze di risparmi energetici interni di Gruppo, che risulta sempre più apprezzata dal mercato per le attività di progettazione ed engineering attraverso le quali ha iniziato a esportare nel mondo il proprio know-how. 
L’obiettivo del Gruppo è quello di essere sempre più il partner industriale di riferimento, anche in virtù delle scelte strategiche intraprese da anni con una visione di lungo periodo. 
Estremamente apprezzato dai clienti e dal mercato è il controllo diretto dell’intera filiera produttiva, dalla materia prima al tessuto finito, che costituisce un’unicità nel settore tessile per camiceria e consente, non solo di poter tracciare e controllare direttamente ogni passaggio assicurando qualità di prodotto, servizio e risposta veloce, ma anche di innovare in ogni fase della produzione, proponendo un’offerta sempre aggiornata, creativa e personalizzata. 
Il prodotto non può prescindere da attenzione a tracciabilità e sostenibilità, elementi chiave della produzione che appartengono al concetto più ampio di qualità e affidabilità. La volontà del Gruppo di realizzare un prodotto sempre più sostenibile è confermata dalla grande attenzione posta alla scelta delle materie prime, ai processi produttivi, ai risparmi di acqua ed energia e alle sostanze chimiche impiegate. Su tutti questi temi il Gruppo Albini, in partnership con alcuni clienti, sta realizzando stimolanti progetti in grado di contribuire non solo alla crescita dell’azienda, ma anche alla creazione di valore sociale. 
Ne è un esempio l’accordo con Supima (consorzio produttore del più pregiato cotone americano) e Oritain (autorevole società di certificazione e tracciabilità) finalizzato a garantire la tracciabilità dell’intero ciclo produttivo. 
Il Gruppo si pone anche importanti obiettivi di miglioramento per l’eliminazione delle sostanze chimiche potenzialmente pericolose dal ciclo produttivo, diventando contributor del programma Zero Discharge of Hazardous Chemicals (Zdhc). Dal 2017 Albini Group è inoltre membro di Better Cotton Initiative, organizzazione no-profit che mira a rendere la produzione globale di cotone progressivamente migliore per le persone che la producono, per l’ambiente e per il futuro del settore.

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