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Le Sardine hanno già perso la verginità: anziché frequentare le periferie scelgono Benetton

A fronte di una giustificazione poco convincente di Matteo Santori: siamo stati invitati da Oliviero Toscani per parlare con i giovani di innovazione e comunicazione politica...


03/02/2020

di Artemisia


Le Sardine hanno già perso la verginità, ammesso che l’abbiano mai avuta. Il sospetto che fossero qualcosa di totalmente diverso dal movimento spontaneo che vogliono far credere, è diventato conferma. O, almeno, ammesso pure che siano nati da quattro chiacchiere al bar tra Matteo Santori e tre suoi amici, Andrea Garreffa, Roberto Morotti e Giulia Trappoloni, hanno fatto in fretta a cambiare pelle. Li avevamo lasciati, prima della tornata elettorale in Emilia Romagna che annunciavano un tour tra le periferie delle città, nelle zone di maggior degrado sociale del Mezzogiorno, e li ritroviamo, in bella posa, sorridenti e soddisfatti, in una foto con Luciano Benetton e Oliviero Toscani. Invece di Scampia a Napoli o Corviale a Roma, hanno preferito fare una “gita” nella “Fabbrica”, il trendissimo spazio culturale dei Benetton a Treviso, che accoglie ragazzi di talento per farne giovani comunicatori. 
Al termine della visita una bella foto di gruppo che subito ha fatto il giro del web e messo in subbuglio la chat delle Sardine con valanghe di critiche. “Siete alleati dei poteri forti” è stato il commento più diffuso. Da tempo i Benetton che controllano Autostrade e Atlantia, sono al centro del dibattito sulla revoca delle concessioni. 
Per arginare la valanga polemica, Mattia Santori è stato costretto ad intervenire con un post nel quale ha i toni dell’ingenuo che si trova all’improvviso al centro di un tornado, in tutta buonafede. "Insieme a Giulia, Roberto e Andrea - scrive Mattia Santori - siamo andati a visitare Fabrica. Un centro di formazione per giovani comunicatori creato da Oliviero Toscani e Luciano Benetton che ospita ragazzi e ragazze da tutto il mondo mettendo a disposizione borse di studio e lavoro. Un luogo suggestivo dove i concetti di comunicazione, creatività e innovazione si intrecciano con temi delicati quali immigrazione, HIV e violenza di genere. La visita è stata organizzata su invito di Oliviero Toscani (che abbiamo conosciuto durante l’organizzazione di Piazza San Giovanni a Roma) per dialogare con i ragazzi e ragionare su come innovazione e comunicazione politica possano dialogare e aiutarsi a vicenda». «Alla fine dell’incontro - prosegue il post - è passato Luciano Benetton per salutare. Quando i ragazzi ci hanno chiesto di fare una foto di gruppo ci è sembrata una richiesta legittima. Nella nostra ingenuità non abbiamo pensato che quella foto sarebbe stata strumentalizzata per associare le sardine ai poteri forti, alle concessioni autostradali, alle tematiche ambientali legate alla produzione di lana e cotone». Poi affrontano il caso Autostrade. “Deluderemo - scrivono – chi ci ritiene in grado di riaprire la trattativa tra governo e Autostrade per l’Italia in sole quattro ore: non ne eravamo neanche al corrente. 
Deluderemo chi pensa che visitare un centro all’avanguardia su comunicazione e innovazione sia una mancanza di rispetto per tutti i lavoratori che hanno perso il lavoro o gli allievi delle scuole di periferia: le due cose non si escludono”. 
Ma allora perché proprio la “Fabrica” dei Benetton e non un qualsiasi altro centro culturale di formazione, come ce ne sono tanti, di eccellenza in Italia? Ed è proprio quella la priorità di un movimento che si definisce vicino al territorio? 
E’ evidente che stanno preparando la piattaforma dalla quale fare il grande salto in politica. 
Dura Giorgia Meloni: "Le sardine alla corte di Luciano Benetton, capo della famiglia che controlla Atlantia e Autostrade spa. Finisce nel ridicolo la favola del 'movimento' popolare, spontaneo e alternativo ai poteri forti”. 
Stefano Buffagni, viceministro pentastellato allo Sviluppo economico, attacca via Facebook. “Quando come Movimento 5 Stelle andavamo in piazza abbiamo sempre fatto molta fatica ad avere spazio comunicativo... Vuoi vedere che diamo una risposta alla grande copertura mediatica delle sardine con questa foto? Mah... a pensar male si fa peccato…", conclude ironico. 
Nicola Zingaretti è sempre più esplicito nel voler abbracciare le Sardine, soprattutto dopo che Sartori ha scritto al premier Conte chiedendogli un confronto. “La lettera delle 6mila sardine è uno straordinario contributo politico e civile – afferma il leader del Pd – Che un movimento così vasto si ponga l’obiettivo di rafforzare la democrazia italiana con idee e valori così netti e moralmente alti e con una partecipazione così grande di persone è davvero una novità nella società italiana”. 
D’altronde il Pd deve molto alle Sardine per la vittoria in Emilia. Ed è una cambiale che a breve dovrà onorare.

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