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Le isole Fær Øer scommettono sulle donne per ridare un futuro al territorio


10/07/2017

di Eleonora Solmi


Le isole Fær Øer si trovano più o meno a metà strada tra la Norvegia e l’Islanda, a nord-ovest della Scozia e politicamente sono sotto il dominio della Danimarca. Qui, le ragazze del luogo se ne stanno andando, tanto che la forbice tra femmine e maschi adulti si sta sempre più allargando. Ecco perché lo Stato ha deciso di agevolare i matrimoni tra uomini locali e donne straniere, in particolare thailandesi e filippine, con l’obiettivo di ridare un futuro all’isola.
Il nome della prima donna thailandese ad essersi trasferita in questo arcipelago di meno di 50mila abitanti è Krongrak. Fu uno shock per lei ricominciare la propria vita in una terra dove l’inverno dura sei mesi, ma dopo aver conosciuto il proprio attuale marito faroense a Bangkok trovò il coraggio di trasferirsi, senza sapere, all’epoca, che avrebbe tracciato la rotta per migliaia di donne thailandesi e filippine che ora vivono nelle Fær Øer, rappresentando una minoranza etnica tra le più numerose della zona.
Da una decina di anni, queste isole hanno assistito ad una consistente riduzione degli abitanti, soprattutto tra i giovani, che scelgono di studiare in Svezia, Norvegia e Danimarca e che una volta raggiunto il traguardo della laurea preferiscono non tornare indietro. Secondo i dati forniti dal premier Aksel Johannesen, sono in maggior parte le donne a cambiare radicalmente la loro vita, tant’è che, rispetto alla popolazione maschile, mancherebbero all’appello in circa 2mila. L’intenzione è quindi di favorire l’immigrazione al femminile, e visto che la sopravvivenza delle Fær Øer e i legami d’amore sembrano procedere di pari passo, il Parlamento locale ha approvato un decreto legge che ha generato la nascita di agenzie matrimoniali e siti di incontri online.
A questo punto, Krongrak ha colto la palla al balzo e ha creato una rete di collegamenti tra le isole, la Thailandia e le Filippine, diventando un vero e proprio dicastero degli esteri e dell’immigrazione.
Per le nuove arrivate, il clima, la lingua e la cultura sono state inizialmente barriere insormontabili, ma ora rappresentano una comunità piuttosto unita e animata, impegnata nell’organizzazione di parecchie iniziative che contribuiscono a ridare luce e vita all’intero Stato. A conferma di quanto siano le persone e il loro patrimonio culturale la vera anima di un Paese e di quanto siano le leggi della natura determinanti per il prosieguo dell’umanità.

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