Share |

Le urne? L'ultima frontiera di una possibile rinascita

Auspicabile un ritorno al voto dei tanti indecisi per crocefiggere l'ipocrisia del mondo politico


29/01/2018

di Mario Pinzi


Scrivere d’impeto con una punta di rabbia è sicuramente sbagliato, ma nonostante il blocco economico che stiamo vivendo nessun partito ha compreso come catturare il voto di chi ha smesso di recarsi alle urne, e questo comportamento giustifica l’urlo di protesta emesso dalla mia penna. 
I Paesi che corrono più veloci sono quelli che si sono liberati dalla dittatura europea, e questo dato di fatto dimostra che l’Unione ha sfornato ordini farlocchi che portano al fallimento. 
Le Nazioni che si sono difese dall’arroganza dell’Unione hanno conquistato il successo, e queste elezioni per noi saranno l’ultima frontiera di una possibile rinascita. 
In questa lunga crisi sono morti centinaia di imprenditori e nell’aria si percepiscono ancora le grida disperate delle famiglie che hanno perso i loro cari. 
Guardando i giovani italiani negli occhi si nota lo smarrimento che provano nell’essere nati in un Paese che non gli dà un futuro e i nostri politici, anche se fanno finta di non vedere il disastro che hanno creato, dovranno fare i conti con questa disperazione. 
Tutti hanno letto la clonazione delle scimmie effettuata dalla scienza cinese e molti politici, nel timore di essere in futuro clonati, hanno urlato allo scandalo terrorizzati di perdere l’obolo che percepiscono dalla finanza speculativa per il loro tradimento. 
Disgustati, furiosi e pronti alla lotta, sono gli astensionisti che secondo gli esperti possono raggiungere il 60% dell’elettorato pari a circa 30 milioni di elettori. Un partito che può raggiungere la maggioranza assoluta utile a cambiare le cose. 
Circa venti milioni di elettori se fossero sollecitati con argomenti intelligenti potrebbero correggere il proprio pensiero tornando alle urne. Questo esercito di persone non votano perché non esiste un leader determinato a far primeggiare gli interessi dell’Italia in Europa. 
Molti di loro sono convinti che con questa casta di politici asserviti all’asse franco-tedesco, i giovani non potranno avere un futuro e il voto diventerebbe il simbolo della propria stupidità. 
Il rifiuto delle urne non deriva dalla mancanza di ideali, bensì da una radicata sfiducia nella nostra politica che predica bene e razzola male. 
Per carità, non andare a votare può sembrare una cosa sbagliata, ma chi ha preso questa decisione non è sicuramente un cretino. No, cari lettori, non lo è. L’unico errore che commette è quello di non scendere in piazza per mandare a casa chi ha tradito il proprio Paese – e vengo al punto – in modo pacifico occorre ribellarsi e, fermando tutte le attività, obbligarli alla fuga. 
Da anni i nostri nemici li abbiamo in casa e con queste elezioni è giunto il momento di fermare le loro disoneste carriere. 
I nostri politici sono talmente sottomessi che ci vogliono far credere che siamo degli straccioni, ma non è così. In termini assoluti l’economia sommersa (il nero) nel nostro Paese vale 210 miliardi contro 350 tedeschi e 270 francesi, e questi dati evidenziano che noi siamo i migliori. Ma questa verità che il governo conosce molto bene non può dirla, e a questo proposito potete comprendere perché sono anni che lancio improperi contro lasse franco-tedesco.  
Diciotto anni di euro con le sue riforme rigoristiche imposte dalla Germania hanno fatto lievitare il nostro debito ad una cifra vergognosa.  In una economia basata sul consumo abbassare i salari a chi deve spendere è demenziale, e il dispregiativo che ho usato contro i geni di Bruxelles è fin troppo gentile. 
Cari lettori, in questo momento chi possiede del contate non spende perché sta percependo che presto ci sarà un forte cambiamento, e questa mia convinzione è confermata dall’aumento delle riserve bancarie che in un anno hanno raggiunto 60 miliardi di risparmi. 
Destra e sinistra cercano i propri consensi sul medesimo bacino elettorale, e per questo errore molto probabile si dovrà rivotare. Il presidente della Repubblica Mattarella, obbligato da Bruxelles, venderà l’anima al diavolo per non tornare alle urne, e punterà su un governo tecnico guidato da un Monti di turno.
Cari lettori, se la maggioranza assoluta verrà conquistata dagli astensionisti non sarà così difficile capire cosa si dovrà fare. Anche se molti non lo condividono, la saggezza imporrà la conquista delle piazze, e con questo atto di coraggio i politici venduti alla casta di Bruxelles dovranno lasciare il Paese dando spazio ad una nuova rinascita…         

(riproduzione riservata)