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Lega: se tre prove valgono una conferma, sette vittorie di fila rappresentano il cambiamento

Come dire che il Governo gialloverde è finito e il relativo funerale verrà celebrato subito dopo le elezioni europee, in programma il 26 maggio


25/03/2019

di Sandro Vacchi


Quando un partito che un anno fa aveva il 6 per cento dei voti li triplica, che cosa si può dire? Quando un altro partito, che vantava più del 40 per cento, nello stesso periodo si dimezza, che cosa si può aggiungere? Quando il primo partito, per la settima volta in pochi mesi, stravince, mentre il secondo, sempre per settima volta, prende una scoppola inimmaginabile, che cosa ci sarà mai da analizzare, se non l'ascesa trionfale del primo e la contemporanea disgregazione del secondo? Se questi due partiti sono incredibilmente alleati di governo, che cosa può pensare anche un bambino della terza elementare? 
Elementare, appunto: il governo gialloverde è finito, il funerale sarà celebrato ufficialmente il 26 maggio alle elezioni europee e si andrà a nuove elezioni politiche. L'attuale primo ministro ha già detto che la sua esperienza a Palazzo Chigi finirà con questo esecutivo, che lo fa diventare pazzo ogni giorno per essere tenuto insieme con lo scotch. D'altronde, il nuovo premier è già lì pronto: non indossa abiti di sartoria come quello attuale, ma felpe multicolori; non è un misurato giurista, ma invoca ruspe e blocchi navali; ha un sacco di nemici livorosi, ma dieci volte di più sono i suoi adoratori, o quantomeno gli ammiratori. 
Lo scriviamo da almeno sei mesi che Matteo Salvini si sta prendendo il potere e lo sta facendo in carrozza. Inelegante affermare “Io lo dicevo”? Non me ne importa niente: lo dicevamo su questa testata e abbiamo il diritto di andarne fieri, mentre i fenomeni che tutto sanno, i fini analisti dei giornaloni espressione dei fallimenti a ripetizione dei Cinque Stelle e del Partito Democratico, sono già lì a rimuginare arzigogolate analisi su che cosa starà mai succedendo. 
Ai Lerner, ai Saviano, ai Travaglio, alle Concita, forniamo una risposta semplice, anzi sempliciotta, che non digeriranno: gli italiani si sono rotte le scatole! Non è chiaro? Allora aspettate le prossime elezioni, cioè le europee, e quelle successive ancora, le nuove politiche, e mentre voi penserete ad alleanze e contro alleanze, rispondendo ai trionfi dell'impresentabile in felpa con boiate come lo “Ius soli”, mi permetto di consigliarvi di guardarvi allo specchio, voi, raffinate menti del PD (Partito Defunto) e voi Grullini coi cervelli piccini: l'Italia a Salvini l'avete consegnata voi, con la vostra supponenza, la vostra insipienza, la vostra ignoranza. La vostra lontananza dal popolo, soprattutto, dagli italiani che tanto disprezzate e avete massacrato per decenni. 
Vi siete accorti che un terzo degli elettori aveva smesso di votare, mentre in Basilicata i votanti sono stati il 6 per cento più dell'ultima volta? Ci sono andati per rimandarvi a casa, a leggere prima di scrivere bestialità, a studiare sul campo come vive, o sopravvive, la gente che pretendete di amministrare, governare e istruire, secondo quanto comanda la vostra supposta superiorità intellettuale e morale. Supposta perché la vedete solo voi, e non dico altro sulle supposte. 
Qualcuno si è accorto che in Basilicata nessuno, ma proprio nessuno, ha chiesto quella barzelletta del reddito di cittadinanza? 
Semplicemente perché i lucani sono gente seria, non quaquaraquà: hanno tutti una casa e un po' di quattrini in banca, quindi non possono accedere all'elemosina grillina, peraltro destinata a svaporare per palese fallimento nel giro di pochi mesi. Quando i Cinque Stelle, non battuti, ma sfondati, asfaltati, rasi al suolo, hanno la faccia di tolla di consolarsi per essere ancora il primo partito a Potenza e dintorni, con il 20 per cento che gli rimane, c'è bisogno di commentare? 
La Basilicata è pronta per il cambiamento, ha commentato il nuovo governatore, il generale Vito Bardi. Dopo il Ventennio dei fratelli piddini Pittella, con Marcello sospeso dalla carica e mandato a processo per abuso di ufficio in una storia di sanità, parlare di trasparenza come ha fatto il neo governatore è molto facile; più difficile che lo capisca chi ha sempre vantato la propria diversità, istruito dalla balla clamorosa di Enrico Berlinguer sulla “superiorità morale”. 
Mani Pulite arriva con venticinque anni di ritardo anche sugli eredi del PCI, che non sanno cambiare nulla di nulla, se non i nomi del partito. L'ingloriosa fine dei Boschi e dei Renzi, dei gigli magici, e dei vecchi catenacci figli delle Frattocchie, è il segno inequivocabile di una rivoluzione, sancita coi voti da Nord a Sud in tutto il Paese. La risposta del “nuovo” PD di Nicola Zingaretti allo strapotere della Lega e al disintegrarsi dei grullini? Riproporre lo “Ius soli” per gli immigrati. Complimenti vivissimi e figli maschi! 
Ma questa gente beve? Oppure si fa le canne? Non ha ancora capito perché Salvini ha preso il volo dalle Alpi alla Sicilia, puntando su “Prima gli Italiani”, massima molto trumpiana, è vero, ma perché, Donald Trump è forse un perdente? Conosco l'obiezione: garantire cittadinanza e assistenza a tutti, anche a chi arriva in Italia chissà perché, anche a costo di non avere più soldi per gli italiani, di non dargli case popolari e lavoro, di sforbiciare l'assistenza sanitaria e le pensioni... Bravi, poi si lamentano perché perdono elezioni a raffica. E' vero, le due liste piddine in Basilicata hanno recuperato voti, un segno di speranza in Zingaretti, ma se pensano di battere Salvini con lo Ius soli si suicidano come i cari leader che li hanno preceduti. 
Prendiamo il caso di Ramy. E' il ragazzino egiziano che ha telefonato ai carabinieri dall'autobus di San Donato Milanese dato a fuoco dall'autista. Che fare? Dargli la cittadinanza italiana, e questo sta bene anche a Salvini, perché se uno si comporta da eroe non conta niente chi è e da dove viene. Ma da qui a concederla a tutti ce ne passa, la cittadinanza va meritata, e Ramy la merita, ma non dimentichiamo che è cittadino italiano anche Ousseynou Sy, proprio l'autista nato in Senegal che ha tentato la strage perché sentiva le voci dei bambini morti nel Mediterraneo, dice il furbone che si finge pazzo. 
Allora mi permetto di suggerire una scappatoia. In certi casi non esiste più la medaglia al valor civile? La diamo al bravo Ramy, e un lavoro al suo papà disoccupato, ma un lavoro vero, non il reddito di cittadinanza, e lo Ius Soli torni ad essere la bestemmia giuridica che è, fiore all'occhiello di politici che mirano a lasciarci in mutande, però a vincere comunque le elezioni. 
Soltanto negli ultimi giorni sono successe alcune cose alquanto significative. L'ex senegalese e oggi italiano alla guida dello scuolabus, poi un ghanese irregolare che ha stuprato una diciottenne a Torino, poi ancora un bambino africano di cinque mesi morto dopo che i genitori lo hanno circonciso con una operazione di macelleria casalinga. E a Bologna è indagato un altro africano che ha chiuso i figli sul balcone perché non gli avevano portato il resto della spesa. 
I due ragazzini hanno tentato di scappare, adesso sono all'obitorio, perché il balcone era all'ottavo piano. 
Sono queste le “culture diverse” che vogliamo? E' questa l'Italia da costruire? Con lo Ius Soli certi episodi sarebbero destinati ad aumentare oppure a diminuire? I maestrini hanno di certo risposte appropriate e idealistiche, gli italiani però votano esattamente in senso contrario. Chi avrà ragione?

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