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Lorenza Mignoli, come la ceramica diventa scuola e scoperta del passato


09/10/2017

di S.V.


Lorenza Mignoli ha studiato e praticato l'artigianato ceramico a Faenza, e gestisce dal 1987 un proprio laboratorio a Budrio, vicino a Bologna.
La sua produzione spazia nei più svariati settori ceramici, dalla riproduzione fedele di maioliche rinascimentali alla produzione di stoviglieria e oggetti su misura, dalla realizzazione di insegne di piccole e grandi dimensioni alla sperimentazione di tecniche diverse.
Fin dai primi anni di lavoro affianca all'attività di produzione l’insegnamento, che le ha fatto scoprire il potere "magico" di argilla, colori e pennelli sul benessere delle persone di ogni età. Ecco perché la Mignoli tiene corsi di ceramica per tutti, di qualsiasi livello e su tutti i temi. Collabora con continuità con Comuni, scuole, e con il servizio di neuropsichiatria infantile dell’Asl del suo territorio per percorsi artistico-terapeutici. Nella scuola primaria del suo Comune Lorenza porta avanti con successo fin dal 2005 un progetto in cui i bambini realizzano, ogni anno, opere in ceramica destinate all’arredo urbano, che vengono poi installate nel paese.
Nel 2013 la ceramista per caso conosce Casteldilago, il suo Museo della Ceramica, le persone che dedicano energia, tempo, e cuore all’intero progetto di valorizzazione del territorio e delle tradizioni di questo borgo. È un amore a prima vista: anche la ceramista si appassiona e si mette al lavoro con entusiasmo. Incomincia a riprodurre le ceramiche antiche del museo, seleziona una quarantina di bordi dai Cocci di Casteldilago e li realizza su altrettanti piattini a formare una sorta di campionatura dei decori locali, sceglie un paio di questi bordi e li utilizza per una produzione di vasellame da cucina.
Ma, soprattutto, Lorenza si appassiona al Bianco su Bianco: al Museo di Casteldilago sono presenti diversi Cocci di antichi servizi da tavola realizzati con questa tecnica così rara e complessa e la ceramista decide di riproporla.
Il Bianco su Bianco prevede – oggi come 500 anni fa – che il ceramista dipinga con un colore bianco, pastoso e assai difficile da stendere, su un fondo bianco anch’esso, seppure appena più ombrato. Il risultato, dopo la cottura, è raffinatissimo: una sorta di pizzo visibile solo da vicino e infatti usato quasi esclusivamente per servizi da tavola. Un tempo la tecnica rara e costosa consentiva solo a nobili di altissimo rango di desinare in piatti dipinti così, qualcuno dice che solo i papi potessero permettersi questo lusso.
La ceramista si appassiona alla sfida, prova diversi smalti e diversi colori bianchi fino a trovare la formulazione giusta; riproduce, trae, e inventa decori adatti alla tecnica e arriva dopo molti tentativi a creare una prima serie di proposte da tavola.
Il bello del fatto a mano è la possibilità di variare all’infinito, di avvicinarsi alle richieste e alle esigenze del cliente: ognuno potrà vedere realizzato ciò che desidera.
Anche a Casteldilago Lorenza Mignoli porta la sua voglia di coinvolgere i ragazzi delle scuole, che si intreccia perfettamente con gli intenti del gruppo locale: avvicinare gli alunni alle tradizioni del proprio territorio, creare –oggi- un interesse negli adulti di domani. Ne nasce una prima proficua esperienza: la ceramista coinvolge i ragazzi delle medie di Arrone in un laboratorio di ceramica a scuola in cui ciascuno sceglie e riproduce in ceramica uno dei Cocci del museo. Il risultato è una particolare opera collettiva, ora installata all’ingresso del Museo Rubbish, in cui i manufatti dei ragazzi, montati su legno, corrono a spirale allargandosi verso un immaginario spazio.
Oltre alla gradevolezza di questa installazione, che ci dice il raggiungimento di un obiettivo estetico, è da sottolineare un’altra vittoria riportata da questa iniziativa contro il “costume del nostro tempo”. «Non si può negare che oggi la tecnologia la faccia da padrona e il mondo virtuale rischi di soppiantare quello reale, almeno negli interessi dei giovani; noi, però, facendo lavorare i ragazzi con le proprie mani ad osservare e riprodurre i Cocci antichi, abbiamo ottenuto il loro entusiasmo per il Museo di Casteldilago, li abbiamo visti correre fra le teche in cerca del loro Coccio, li abbiamo visti coinvolti e partecipi, e desiderosi di mostrare ad altri la loro opera», spiega la Mignoli.
In uno degli ormai frequenti passaggi della ceramista a Casteldilago, l’entusiasmo dello staff dell’Osteria dello Sportello la coinvolge in un’altra divertente impresa, quella di creare alcune decorazioni per “dedicare” alla musica una delle sale dell’Osteria. La proposta di Lorenza è realizzare (stavolta non in ceramica, ma dipingendoli direttamente sul pavimento) degli spartiti musicali che producano l’illusione ottica di fogli caduti a terra a un musicista distratto, e lì rimasti. Anche le musiche rappresentate sui fogli non sono scelte casuali, ma frutto di un pensiero appassionato di tutto il gruppo. Ai curiosi consigliamo un passaggio all’Osteria per constatare di persona.

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