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Manovra: dal Def al giudizio dell'Ue, con il rischio concreto dell'esercizio provvisorio

Tempi stretti per l’eventuale Esecutivo, che a ottobre dovrà pianificare la Legge di bilancio 2020 che entro novembre dovrà passare al vaglio di Bruxelles


26/08/2019

Il primo passo a settembre con l’aggiornamento del quadro macroeconomico, che farà da cornice alla manovra; l’ultimo entro il 31 dicembre con l’approvazione del disegno di legge di Bilancio. Altrimenti scatterà l’esercizio provvisorio e, in questo caso, anche l’aumento dell’Iva per 23 miliardi di euro. È scandito da tappe serrate il calendario per i conti pubblici, che si incrocia con il timing della crisi di Governo. 
Per maggiore chiarezza va precisato che entro il 27 settembre il Consiglio dei ministri dovrà approvare la nota di aggiornamento al Def, volta a fissare, tra l’altro, il rapporto deficit Pil programmato in base alle scelte economiche che si vogliono adottare per il 2020. La nota, se anche si limitasse al solo quadro tendenziale, dovrebbe registrare in prima battuta la correzione dei conti attuata dall’esecutivo gialloverde a fine giugno da quasi 8 miliardi, che porta il deficit tendenziale per il 2020 all’1,7% (stima dell’Ufficio parlamentare di bilancio). 
La Nota sarà esaminata dal Parlamento, che approverà una risoluzione. Entro la metà di ottobre, poi, il Governo dovrà invece inviare alla Commissione europea il progetto del piano di bilancio indicando i numeri macroeconomici e le linee guida della legge per il 2020. La Commissione Ue avrà poi due settimane per rispedirla indietro se riscontrerà gravi violazioni delle regole del Patto di stabilità. 
La legge di bilancio vera e propria andrà poi varata entro il 20 ottobre. Il Consiglio dei ministri dovrà approvare il disegno di legge con l’articolato dettagliato delle misure e relative coperture da inviare al Parlamento. 
Oltre alla bocciatura immediata, entro fine ottobre la Commissione, come già successo anche lo scorso anno, potrà inviare al ministro dell’Economia delle lettere di richiamo. Entro il 30 novembre Bruxelles dovrà quindi “pubblicare” il suo giudizio, indicando l'eventuale necessità correggere l’impostazione della manovra. (G.P.)

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