Share |

Matteo Strukul: "Ecco perché mi sono innamorato dei Medici complice Niccolò Machiavelli"

Il vincitore dell’ultimo Premio Bancarella racconta a Economia Italiana.it come è nata l’idea di addentrarsi nella storia di una dinastia per certi versi unica. Contraddistinta da mecenatismo, cospirazioni e tradimenti. Risultato? Una quadrilogia tradotta in nove lingue e opzionata per il grande schermo


12/02/2018

di Matteo Strukul


Il desiderio di scrivere una saga sulla famiglia de’ Medici arriva essenzialmente dalla volontà bruciante di raccontare la grande eredità artistica e culturale che come autore italiano sento di avere. Era necessario celebrare una simile fortuna: quella di essere nato nella culla delle arti, l’Italia. Curiosamente non c’erano romanzi dedicati a Cosimo il Vecchio e Lorenzo il Magnifico; perlomeno, a mia memoria, non ve ne sono scritti da autori italiani. Da qui la volontà di raccontare la storia della più grande famiglia del Rinascimento.


Pubblicare un lavoro come questo poteva avvenire solo con una casa editrice come Newton Compton, da sempre attentissima al tema, se è vero che, negli anni, ha pubblicato oltre venticinque saggi dedicati alla più importante dinastia della Storia. Quando, studiando le Istorie fiorentine di Niccolò Machiavelli, ho scoperto che Cosimo venne esiliato nel 1433 a Padova, la mia città, be’ quello è stato proprio un segno del destino. 
Colpisce, dei Medici, la loro quasi naturale inclinazione a sedurre una città come Firenze, incentivando con committenze e mecenatismo alcuni fra coloro che si rivelarono fra i più grandi artisti dell’umanità: Brunelleschi, Donatello, Raffaello, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Botticelli, giusto per citare i primi che vengono in mente. Fu proprio attraverso l’amore per l’arte, intesa come bellezza condivisa con ogni classe sociale - dalla nobiltà alla plebe, passando per popolo grasso e minuto - che i Medici riuscirono a dominare in Firenze per trecentotre anni. Furono Signori di grande intelligenza, abili politici, strateghi geniali, innegabili padri del Rinascimento. Tuttavia, studiando più approfonditamente le loro vite, mi sono accorto che non disdegnarono atti scellerati, corruzione e intrighi, matrimoni combinati, compravendita di voti, in un vortice di calcoli e appetiti, passioni e tradimenti che si sono rivelati, per molti aspetti, sorprendenti. 
Penso ad esempio all’ordine di Lorenzo di conquistare Volterra, lasciando che la popolazione venisse sterminata al solo scopo di guadagnare il possesso e la gestione delle cave di allume o, ancora, alla Congiura dei Pazzi, vero e proprio intrigo internazionale che coinvolse il pontefice Sisto IV, suo nipote Girolamo Riario, signore di Imola e Forlì, Federico da Montefeltro, duca d’Urbino, e che finì con Giuliano de’ Medici stramazzato in un lago di sangue, ucciso da venti coltellate nella cattedrale di Santa Maria del Fiore, per mano di Francesco de’ Pazzi e Bernardo Bandini. Lorenzo sopravvisse per miracolo, rimanendo ferito, ma riuscendo a rifugiarsi provvidenzialmente nella sagrestia. Insomma, sono stati tantissimi i motivi di fascino che hanno acceso la mia fantasia di romanziere, senza contare che dopo il ciclo maschile e fiorentino - quello di Cosimo e Lorenzo - la trilogia è divenuta tetralogia, con un ciclo femminile e francese, che ha come protagoniste Caterina e Maria de’ Medici, entrambe regine di Francia. 
Accomunate dall’aver sposato un Enrico - la prima un Valois, la seconda un Navarra-Borbone, e dall’essere definite entrambe mercantesse italiane, in quanto odiate dai francesi per la loro appartenenza alla schiatta fiorentina - furono donne molto diverse. La prima dovette per quasi vent’anni attendere d’essere regina a causa delle continue ingerenze nella sfera politica da parte della bellissima Diana di Poitiers, capace di manipolare il delfino, poi re, Enrico II, con la propria grazia e sensualità. Caterina venne relegata al ruolo di comprimaria, complice la sua non formidabile avvenenza. Si salvò grazie al proprio buongusto e intelligenza. Fu lei a consigliare a Francesco I artisti come Rosso Fiorentino e Primaticcio, veri campioni della Scuola di Fontainebleau, responsabili dell’ampliamento e ristrutturazione del castello più amato dal re di Francia. E ancora creò, quasi dal nulla, la cucina francese, studiando ricette come il papero al melarancio o i carciofi affogati nel vino o infine la crema ghiacciata, oggi nota come gelato, grazie alla propria inventiva e alla perizia dei propri cuochi e pasticcieri, tutti condotti a Parigi da Firenze e dalla Toscana. 
Quando infine Caterina riuscì ad allontanare Diana, si ritrovò a dover affrontare le devastanti tensioni delle guerre di religione fra cattolici e protestanti che dilaniarono il regno fino a culminare nella tragica Notte di San Bartolomeo. Maria, dal canto suo, fu donna di grande bellezza, capace di sedurre e amare Enrico IV, nonostante le sue non poche infedeltà. Interpretò la regalità in modo talmente splendido e fulgente da indossare, il giorno della propria incoronazione a reggente, un abito di taffetà azzurro, trapuntato da oltre trentamila perle e più di tremila diamanti. Una vera rockstar ante litteram, una donna ribelle e determinata, tanto da riuscire a evadere a cinquant’anni con una scala di corda dal castello di Blois nel quale era stata rinchiusa. 
I Medici rappresentano allora un’incredibile e imprescindibile fonte d’ispirazione per un romanziere che voglia raccontare uno spaccato credibile del Rinascimento. I quattro romanzi compongono un affresco, spero avvincente e pop, che credo possano portare anche le generazioni più giovani ad amare la nostra Storia.

Per la cronaca, Matteo Strukul è nato a Padova l’8 settembre 1973. Laureato in Giurisprudenza e dottore di Ricerca in diritto europeo, ha pubblicato diversi romanzi (La giostra dei fiori spezzati, La ballata di Mila, Regina nera, Cucciolo d’uomo, I Cavalieri del Nord, Il sangue dei baroni). I diritti delle sue opere - opzionate per il cinema - sono sbarcati in diversi Paesi. Nel 2016 ha pubblicato con la Newton Compton il primo romanzo della saga sui Medici, Una dinastia al potere, vincitore del Premio Bancarella 2017. Sono seguiti Un uomo al potere, Una regina al potere e ora Decadenza di una famiglia (pagg. 376, euro 9.90). La serie è in corso di pubblicazione in Inghilterra, Germania, Olanda, Spagna, Turchia, Repubblica Ceca, Grecia, Serbia e Slovacchia. Ricordiamo infine che Matteo Strukul scrive per le pagine culturali del Venerdì di Repubblica e vive insieme a sua moglie Silvia fra Padova, Berlino e la Transilvania.

(riproduzione riservata)