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Mentre la Fed stanzia 700 miliardi di dollari per l’economia Usa, l’Italia potrebbe arrendersi al Mes

Parte il Quantitative easing a stelle e strisce. Nello stesso tempo l’Italia vara una "manovra" da 25 miliardi, ma sugli aiuti europei incombe lo spettro del fondo salva-Stati  


16/03/2020

di Damiano Pignalosa


La campanella è suonata e la ricreazione è finita. Dopo aver atteso fin troppo l’evolversi della situazione la Fed scende in campo per la seconda volta in una settimana e decide di azzerare il costo del denaro lanciando un massiccio programma di Quantitative easing da 700 miliardi di dollari al fine di sostenere l’economia e proteggerla dall’impatto del Coronavirus. Si tratta dell’acquisto di 500 miliardi di dollari di buoni del Tesoro e di 200 miliardi di titoli ipotecari. Ma la banca americana ci ha anche tenuto a sottolineare che «in queste ore c’è un’azione coordinata delle banche centrali mondiali per assicurare liquidità a sostegno dell’economia minacciata dall’emergenza Coronavirus».
A livello globale c’è da sottolineare anche un'azione coordinata delle banche centrali mondiali per assicurare liquidità a sostegno dell'economia minacciata dall'emergenza Covid-19: è quanto si legge in un comunicato della Fed. Bce, Banca del Canada, Bank of England, Bank of Japan e Banca centrale svizzera hanno siglato un’intesa con la Fed che rende più facile il rifornimento in dollari da parte delle banche di questi Paesi, una misura già adottata all’epoca della Grande crisi del 2008.
I danni economici provenienti dalla produzione industriale devono essere ancora calcolati al dettaglio, ma è palese che tutto l’indotto creerà un buco di centinaia di miliardi di dollari e questa volta, a differenza del 2008, forse sarebbe opportuno garantire una liquidità diretta alle imprese tralasciando il mondo finanziario visto che buona parte dei soldi dati negli ultimi 10 anni alla finanza sono stati investiti in leva portando avanti tutta una serie di giochetti che di certo non hanno contribuito a far risollevare le imprese già gravemente colpite, anzi, da tempo gli Stati si sono abituati a nascondere la polvere sotto il tappeto facendo saltare moltissimi protagonisti di quell’economia reale che ha reso ricco il mondo intero.
L’evoluzione geopolitica, soprattutto in Europa, ha fatto capire che i governati sono incapaci di attuare delle riforme serie a sostegno degli imprenditori che sempre di più risultano abbandonati a se stessi. Senza imprese non c’è lavoro, e senza lavoro qualsiasi nazione salta per aria.
L’impoverimento ha colpito soprattutto alcune aree e nazioni tra cui l’Italia. La Fed sta stanziando 700 miliardi di dollari, la Germania 550 miliardi di euro, mentre noi, che abbiamo il più alto numero di piccole e medie imprese al mondo stiamo cercando di far passare una piccola manovra da 25 miliardi con la promessa da parte dell’Europa di un acquisto di titoli di stato per iniettare liquidità nel mercato, tutto questo però ha un prezzo che si chiama Mes. Il fondo salva stati devasterebbe completamente il nostro Paese permettendo all’Unione Europea di imporre i loro dettami, aumentando il rigore fiscale, attuando manovre sovranazionali tipo Grecia e avendo il lascia passare per mettere le mani anche sui risparmi degli italiani rovistando tra i conti correnti senza dover chiedere il permesso a nessuno. Se volete pochi spiccioli ci dovete dare il permesso di occuparvi, è questo il messaggio che sembra trasparire da i nostri cari e fedeli alleati europei.
Anni di errori e compromessi non hanno ancora creato quella consapevolezza che servirebbe ad un Paese come il nostro per puntare a piè pari sull’economia reale, il problema più grande è che non abbiamo più margini per poter sbagliare e tralasciando tutti gli slogan politici inutili di questo periodo quello che bisogna fare è agire, senza se e senza ma, per assicurare alle generazioni future di far parte di una nazione e non di una colonia…

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