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Merendine tassate come beni di lusso, ecco la ricetta Pd-5S

Insomma, benvenuti nel mondo del cambiamento. Anche se Di Maio ha già fatto un passo indietro... 


23/09/2019

di Artemisia


Mamme tassate alla stregua di grandi evasori, risparmiatori privati della sovranità sui propri soldi, turismo stangato. Benvenuti nel fantastico mondo del governo giallo-rosso, quello del cambiamento. Persino il premier ungherese ha messo in guardia gli italiani, dicendo dal palco della Festa di Atreju, l’evento di fine estate di Fratelli d’Italia, che la sinistra è il partito delle tasse. E puntuale, nella stessa occasione, senza nemmeno la riservatezza che usualmente accompagna l’elaborazione della manovra economica di autunno, il premier Conte ha confermato le parole di Orban. Per sterilizzare l’aumento dell’Iva, ci si rivarrà sulle piccole spese quotidiane delle famiglie. Merendine e dolcetti che rappresentano soprattutto per i bambini, il piacevole intermezzo tra un pasto e l’altro, saranno tassati alla stregua di beni di lusso. 
Salvini è subito partito all’attacco ironizzando: “Nascondete subito crostatine, flauti, cornetti bonbon. Quando c’è da tassare la sinistra si eccita e supera i confini del ridicolo”. 
La battaglia contro le merendine è partita dagli Stati Uniti quando i coniugi Obama dichiarano guerra ai cibi super zuccherati per promuovere uno stile alimentare più sano. Ma l’industria italiana del settore ha rimarcato sempre che i prodotti made in Italy rispondono alla tradizione gastronomica nazionale e non hanno nulla a che vedere con gli snack di oltre frontiera. L’Unione Italia Food, che rappresenta l’80% di produttori di merendine in Italia, sottolinea che uno snack italiano pesa circa 35 grammi contro gli 80 di quelli americani e contiene circa 2,5 volte meno di calorie. 
Oltre alle merendine il Governo si propone di tassare le bibite gassate. Per Assobibe, l’associazione italiana delle imprese di bevande analcoliche, non è aumentando l’imposta che si limiterebbe l’uso. Nei paesi dove è stato fatto questo esperimento, dopo il primo anno di diminuzione dei consumi, i numeri delle vendite poi sono tornati ai valori normali. Quindi sarebbe una misura non per promuove una alimentazione più sana m essenzialmente per fare cassa. 
La ricetta del Governo non finisce qui. L’uso del contante sarà ostacolato in tutti i modi possibili, con grande soddisfazione delle compagnie che emettono carte di pagamento che difficilmente rinunceranno alle grasse commissioni. I commercianti già si sono espressi sul tema e annunciano battaglia. Dulcis in fundo, per il momento perché la lista è destinato ad allungarsi nei prossimi giorni (questo è solo l’antipasto), una nuova tassa sui biglietti aerei, da un euro per i voli domestici a 1,5 per quelli internazionali. Questo porterebbe nelle casse dello Stato un gettito quantificato in almeno 137,2 Emilio di euro nel 2020. Secondo una prima stima dell’Ente nazionale per l’aviazione civile e di Eurocontrol, 35,8 milioni verrebbero dal maggio costo sostenuto per chi parte in direzione di un aeroporto italiano e 101,4 milioni per chi va in Europa o nel resto del mondo. La tassa, suggerita dal ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, è stata subito avallata dal premier Conte che l’ha promossa come “praticabile. 
Il balzello si andrebbe ad aggiungere alle altre voci presenti sul biglietto come 6,5 euro di addizionale comunale che per chi parte da Fiumicino e Ciampino sale a 7,5 euro. 
In questo l’Italia sarebbe allineata ad un trend che l’accomuna ad altri governi europei. La Francia farà pagare dal prossimo anno un’ecotassa sui voli in partenza di 1,5 euro in economy e di 9 euro in business per chi si sposta sul territorio francese e all’interno della Ue mentre l’imposta sale rispettivamente a 3 euro (economy) e 18 euro (business) per le destinazioni extra Ue. In Germania la green tax va da 8 euro per i voli interni, europei e Nord Africa, a 45 euro per mete oltre i 6mila chilometri. In Svezia l’imposta ambientale arriva fino a 40 euro. 
La tassa cade in un momento in cui si vorrebbe, dice il governo, salvare e rilanciare l’Alitalia. Conte ha detto che vuole “perseguire una soluzione di mercato”. Ancora non è chiaro però di che soluzione si tratta. 
Contro il balzello ecologico si sono già fatte sentire le compagnie aeree. 
Ryanair ha detto che “danneggerebbe il turismo” mentre Easyjet sottolinea che in Italia “i passeggeri sono già soggetti all’addizionale comunale e un’ulteriore imposta avrebbe un impatto negativo sul turismo e sull’economia. Le tasse sui passeggeri colpiscono la capacità dell’aviazione di generare profitti e di conseguenza penalizzano le entrate statali”. Tutti sono concordi nel ritenere che l’ambiente non sarà certo aiutato da soluzioni come queste.

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